sabato 5 Settembre 2026
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Zola entra nell’asse azzurro: Malagò chiude il cerchio

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Gianfranco Zola e Claudio Ranieri

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Oriali team manager, Zola ponte tra Nazionale e giovani: la nuova architettura del calcio italiano prende forma

La ricostruzione del mondo azzurro procede pezzo dopo pezzo, come un mosaico che finalmente comincia a mostrare un disegno chiaro. Dopo le scelte di Roberto Mancini e Claudio Ranieri, Giovanni Malagò ha aggiunto due tasselli che raccontano molto della direzione intrapresa: Gabriele Oriali come team manager e Gianfranco Zola come figura di raccordo tra la Nazionale maggiore e le giovanili.


Una scelta che non nasce dal nulla. Oriali, del resto, è un volto familiare a Coverciano: ha lavorato accanto a Conte e poi a Mancini, diventando una presenza discreta ma fondamentale nei momenti che contano. Il suo ritorno, che Malagò definisce «decisione che spetta al mister», sembra comunque già scritto nell’aria.

Il vero elemento di novità, però, è Zola. E qui il discorso si fa più ampio. Perché Gianfranco Zola non è solo un ex campione, non è soltanto il “Magic Box” che ha incantato Londra e riportato il Cagliari in Serie A. È una figura che porta con sé un’idea precisa di calcio: attenzione ai giovani, cura dei dettagli, capacità di unire mondi diversi senza perdere la misura. Non a caso, Malagò lo definisce «una persona che darebbe valore aggiunto», ricordando il lavoro svolto in Lega Pro sul progetto giovani.

La sua presenza, inoltre, si inserisce in una tradizione che ha visto altri grandi ex calciatori – Gigi Riva, Gianluca Vialli, Gigi Buffon – assumere ruoli di riferimento all’interno della struttura federale. Ognuno con il proprio stile, ognuno con un modo diverso di interpretare il ruolo. Zola, con la sua eleganza naturale e la sua capacità di ascolto, sembra destinato a portare un equilibrio nuovo, forse necessario.

Malagò, intervistato da Sport Mediaset, gioca un po’ con le parole: «Sbagliato dire sì, sbagliato dire no», sorride. Ma il senso è chiaro: la scelta è fatta, anche se manca l’annuncio formale. E, passo dopo passo, la squadra che dovrà rilanciare il calcio italiano prende forma attorno a figure che conoscono bene cosa significhi rappresentare l’Italia.

In un momento in cui il movimento azzurro ha bisogno di identità, continuità e visione, l’arrivo di Zola non è solo una nomina: è un segnale. Un ponte tra passato e futuro, tra esperienza e crescita, tra la Nazionale che tutti guardano e quella che deve ancora nascere.

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