Posate le prime capriate in acciaio: il cantiere accelera dopo settimane di rallentamenti. Latte Dolce si prepara a diventare il cuore sportivo della città
Il cantiere del palasport di via Kennedy ha cambiato ritmo. Dopo mesi di attesa, rallentamenti e una perdita d’acqua che aveva complicato la tabella di marcia, ieri è arrivato il segnale che molti aspettavano: le prime capriate di copertura in acciaio sono state sollevate e posizionate in cima ai pilastri. Un gesto tecnico, certo, ma anche simbolico. Perché da quel momento la struttura ha iniziato davvero a prendere forma.
Sono dodici in tutto, assemblate a terra e poi issate con due gru di grande portata, quelle che si usano solo quando il lavoro richiede precisione e forza. Le prime due sono già al loro posto, mentre le altre seguiranno nei prossimi giorni. Subito dopo, si passerà alla tamponatura del lato sud, un passaggio che renderà ancora più evidente il volume del futuro palazzetto.
Intanto, la direzione dei lavori segue ogni fase con attenzione, affiancata dal collaudatore che verifica la corretta posa e la conformità strutturale. E, quasi a voler togliere un peso dalle spalle del cantiere, Abbanoa ha confermato la risoluzione della perdita idrica che aveva rallentato tutto: problema individuato, danno riparato.
Un’opera che cambia il quartiere
Guardando il cantiere oggi, si capisce come la scelta della prefabbricazione – proposta dall’impresa Angius – abbia permesso di recuperare tempo prezioso. Pilastri, pareti, gradoni: tutto è pronto per essere montato. E, se non ci saranno nuovi intoppi, l’obiettivo resta quello di chiudere entro dicembre, come previsto dalla proroga concessa dopo il guasto alla condotta.
Il palasport, finanziato dal Pnrr con 3,5 milioni di euro più ulteriori fondi statali e comunali, non sarà solo una struttura sportiva. Nelle intenzioni dell’amministrazione, diventerà un punto di riferimento per Latte Dolce, un quartiere che negli anni ha spesso chiesto più attenzione e più servizi. Con piscine, palestra, Stadio dei Pini e il nuovo impianto, l’area potrebbe trasformarsi in un vero polo cittadino dello sport.
Le parole del sindaco e dell’assessore
«Vogliamo dare al quartiere e allo sport sassarese un’opera di fondamentale importanza», ribadisce il sindaco Giuseppe Mascia, che vede nel palasport un segnale di attenzione verso tutte le parti della città, non solo il centro. «Ogni quartiere merita un ruolo preciso dentro un progetto complessivo. Latte Dolce può diventare un polo sportivo e sociale».
Sulla stessa linea l’assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Sanna: «Stiamo lavorando per consegnare nei tempi una struttura che diventi la casa di tante società sportive. E che, soprattutto, non crei disagi ai residenti ma porti nuove opportunità».
L’impresa Angius Costruzioni, capofila della Rti che si è aggiudicata l’appalto da oltre 5 milioni di euro, ha ora in mano la fase più delicata: quella che trasforma un cantiere in un edificio riconoscibile.
Una corsa contro il tempo, ma con una direzione chiara
Il progetto, nato nella precedente amministrazione e passato attraverso una lunga trafila burocratica, è finalmente entrato nella sua fase più visibile. E, mentre le capriate continuano a salire, Latte Dolce osserva con curiosità e speranza. Perché un palasport non è solo cemento e acciaio: è un luogo che può cambiare abitudini, creare comunità, dare spazio a chi lo sport lo vive ogni giorno.