domenica 9 Agosto 2026
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Mondiali 2026, Almirón nella storia: primo espulso per aver parlato con la mano sulla bocca

Mondiali 2026, Almirón nella storia: primo espulso per aver parlato con la mano sulla bocca

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Miguel Almiron mano in bocca

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Un gesto diventato routine nel calcio moderno diventa ora motivo di espulsione diretta. Miguel Almirón, numero 10 del Paraguay, è il primo calciatore nella storia dei Mondiali a ricevere un rosso per aver coperto il labiale durante un alterco in campo.


Un episodio destinato a fare scuola

Succede tutto nel recupero del primo tempo di Turchia–Paraguay, match del Girone D. I sudamericani sono avanti 1-0 grazie al gol lampo di Galarza, quando si accende un capannello di giocatori attorno a un compagno a terra. Almirón si avvicina al turco Muldur e gli parla coprendosi la bocca con la mano: un gesto che fino a pochi mesi fa sarebbe passato inosservato.

Ma non ai Mondiali 2026. L’arbitro salvadoregno Ivan Barton viene richiamato dal VAR, rivede le immagini e applica la nuova direttiva IFAB: coprire la bocca durante una discussione può essere interpretato come tentativo di nascondere insulti o comportamenti discriminatori. Risultato: cartellino rosso diretto.

La “Regola Vinicius” diventa realtà

La norma, approvata all’unanimità dall’IFAB, nasce per contrastare episodi di razzismo e garantire trasparenza nelle comunicazioni tra i giocatori. È stata ribattezzata “Regola Vinicius” dopo le polemiche esplose in Europa per i labiali coperti in situazioni sospette.

Almirón diventa così il primo calciatore punito ai Mondiali per questa infrazione, un precedente che segna un cambio culturale: niente più mani davanti alla bocca, né con la mano né con la maglietta.

Paraguay in dieci, ma la Turchia non ne approfitta

L’espulsione lascia il Paraguay in inferiorità numerica per tutta la ripresa. La Turchia di Montella, già reduce dalla sconfitta all’esordio, non riesce però a sfruttare il vantaggio: attacchi sterili, poca lucidità e un Paraguay compatto che difende il risultato fino al 90’.

Il match si chiude 0-1, con i sudamericani che festeggiano tre punti pesantissimi e un episodio destinato a entrare nei manuali del calcio.

Un Mondiale che cambia le regole del gioco

L’espulsione di Almirón non è solo una curiosità regolamentare: è il simbolo di un calcio che vuole essere più trasparente, più controllabile e meno incline alle zone d’ombra. Che piaccia o no, da oggi i giocatori dovranno mostrare il volto anche nei momenti più tesi. E ogni parola detta in campo potrà avere conseguenze immediate.

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