domenica 9 Agosto 2026
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La doppietta all’Austria lo incorona miglior marcatore dei Mondiali. Ma ha davvero senso chiedersi se sia “il migliore di sempre”?

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Calcio Miglior giocatore di sempre
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La notte di ieri ha aggiunto un altro capitolo alla leggenda di Lionel Messi. Con la doppietta segnata all’Austria, l’argentino è diventato il miglior marcatore della storia dei Mondiali, superando definitivamente Miroslav Klose e staccando Ronaldo “Il Fenomeno”. Un traguardo che sembrava irraggiungibile, e che invece Messi ha trasformato in un altro tassello della sua carriera irripetibile.Il dibattito che non conosce sosta  si è riacceso immediatamente anche sui social: è lui il più grande di sempre? Domanda affascinante, ma anche profondamente ingannevole.

Un confronto impossibile

L’idea di mettere sullo stesso piano campioni separati da decenni, regole diverse, ritmi diversi, preparazioni atletiche diverse, è un esercizio che funziona più per nostalgia che per rigore. Il calcio degli anni Ottanta non somiglia a quello di oggi, così come quello di Maradona non aveva nulla a che vedere con il football dei Cinquanta e Sessanta. Il paragone diretto non regge, e non può reggere. Si può però fare un’altra cosa: identificare i migliori del loro tempo.

I dominatori delle epoche calcistiche

Una lettura più onesta della storia del calcio è quella che riconosce i sovrani di ogni generazione:

  • Puskás e Di Stefano — i fuoriclasse assoluti degli anni Cinquanta. Il magiaro faro della grande Ungheria, dell’Honved e del Real Madrid; anche l’argentino naturalizzato spagnolo che fece grande il Real Madrid di Bernabeu a suon di Coppe dei Campioni.
  • Pelé — il dominatore degli anni Sessanta. Leggenda del Santos, unico giocatore della storia a vincere tre mondiali (1958, 1962, 1970)
  • Cruijff  e Beckenbauer— L’olandese fu il genio totale degli anni Settanta. Conquistò tre palloni d’oro. La vera rivoluzione del calcio l’attuò  il suo Ayax schiacciasassi pluricampione d’Europa e con la Nazionale olandese, la cosiddetta arancia meccanica che fallì sul più bello ma rimase impressa nella memoria di tutti gli appassionati. Il tedesco invece rappresentò il prototipo del libero moderno, vinse tutto col Bayern Monaco e con la nazionale; da capitano, europei ’72 e il Mondiale nel 1974 proprio a spese degli olandesi volanti. Per lui due palloni d’oro.
  • Maradona, Platini, Zico — i signori del pallone tra fine Settanta e anni Ottanta. I primi giocatori davvero mediatici con al diffusione in larga scala della tv. L’Argentino esordì a 15 anni e mezzo e vinse il titolo mondiale con l’under 2o e il mondiale dei grandi nel 1986 in Messico. Il francese deliziò le platee nel suo ciclo juventino dove vinse tutto e col calcio Champagne della Francia con la quale si laureò campione continentale nel 1984. Fu il primo a vincere tre palloni d’Oro di seguito. Il brasiliano dominò la scena nello stesso periodò e regalò lampi di classe purissima nel Flamengo e nella nazionale brasiliana, prima di deliziare il calcio italiano nell’Udinese.
  • Van Basten — l’eleganza dominante tra Ottanta e Novanta. Il Cigno di Utrecht, il prototipo dell’attaccante moderno. Col Milan vinse tutto in Europa e nel mondo segnando caterve di gol. Con la nazionale vinse l’europeo ’88 da grande protagonista. Il rimpianto di aver smesso col calcio solo a 29 anni per una caviglia curata male, con tre palloni d’oro conquistati tra il 1988 e il 1992.
  • Ronaldo — il devastante riferimento dei Novanta. Prima nel PSV, poi nel Barcellona dette lezioni di calcio. Nell’Inter fu accolto come un Dio e dimostrò che la sua fama non era effimera. Due volte campione nel mondo ( ’94, 2002) col rimpianto del misterioso malore nella finale mondiale ’98.
  • Zidane — il simbolo dei Duemila. Talento cresciuto nel Bordeaux, il francese approdò alla Juventus nel 1996. Pallone d’oro e Campione del mondo 1998. Concluse la carriera nel Real Madri dove tornò da allenatore, continuando a vincere.
  • Messi e Cristiano Ronaldo — i due poli magnetici degli ultimi quindici anni. L’argentino e il portoghese sono i due extraterrestri che hanno alzato l’asticella come mai nessuno. Messi col trionfo mondiale 2022 ha vinto tutto anche con la nazionale; aCristiano invece manca proprio l’alloro più prestigioso dopo una carriera ricca di successi e palloni d’oro tra Manchester, Madrid e Torino prima dei petrodollari in Medio oriente.

Ognuno ha dominato un mondo diverso, con avversari diversi, con strumenti diversi. E ognuno ha ridefinito il concetto stesso di eccellenza.

Messi, il migliore del suo tempo

Alla luce di questo, la risposta più sensata è semplice: sì, Messi è stato il migliore della sua epoca. Lo dicono i numeri, lo dicono i trofei, lo dicono le prestazioni, lo dice la durata del suo dominio. E ora lo dice anche la storia dei Mondiali, il palcoscenico più difficile, più crudele, più definitivo. La doppietta all’Austria si può definire un sigillo. Un marchio sulla storia del calcio moderno. Messi ha superato tutti, ma non ha bisogno di essere “il migliore di sempre”. Perché il calcio non è una classifica universale: è un racconto fatto di epoche, di stili, di rivoluzioni. E in questo racconto, Messi occupa il suo posto: quello del più grande del suo tempo.

 

 

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