venerdì 16 Ottobre 2026
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Quattro derby, nessun vincitore: quando Cagliari e Torres incendiarono la Sardegna in Serie C1

Quattro derby, nessun vincitore: quando Cagliari e Torres incendiarono la Sardegna in Serie C1

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La curva torresina negli anni Ottanta 3
Cagliari-Torres 12.03.1989. PrePartita. Fonte: Fondazione Sef Torres 1903

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Perché Cagliari e Torres tornassero a sfidarsi in campionato ci volle quasi una congiunzione astrale. Le loro strade, separate per un quarto di secolo (ultimo derby giocato il 4 marzo 1962: Torres – Cagliari 2-1 allo Stadio Acquedotto, con doppietta di Marzio Lepri per i sassaresi davanti a circa 15.000 spettatori), finirono per incrociarsi nuovamente nel 1987 in Serie C1: il Cagliari era precipitato dalla Serie B nella terza serie, entrando in uno dei periodi più difficili della propria storia, mentre la Torres arrivava dalla direzione opposta, forte della promozione conquistata dalla C2. Una scendeva, l’altra saliva. E improvvisamente si ritrovarono sullo stesso pianerottolo.


Era una situazione quasi impensabile soltanto pochi anni prima. Il Cagliari, la squadra dello scudetto e della lunga militanza tra Serie A e B, doveva fare i conti con una realtà completamente diversa. La Torres, invece, viveva l’entusiasmo di una Sassari calcistica che sentiva di potersela giocare senza timori reverenziali. Proprio questa diversa prospettiva rese il derby ancora più acceso: per il Cagliari significava provare a risalire, per la Torres dimostrare di poter stare allo stesso tavolo della società calcisticamente più importante dell’isola.

Così tra il 1987 e il 1989 il derby tra Cagliari e Torres tornò a essere il cuore pulsante del calcio sardo. Erano anni particolari, forse irripetibili. Il Cagliari viveva uno dei momenti più difficili della sua storia, precipitato in Serie C1 dopo decenni passati tra grandi palcoscenici e lo scudetto del 1970 ancora scolpito nella memoria collettiva. La Torres, invece, attraversava una stagione di entusiasmo e ambizione, trascinata da una generazione di giocatori destinata a lasciare il segno.

In panchina sedeva Lamberto Leonardi, mentre nel campionato successivo sulla panchina rossoblù del Cagliari sarebbe arrivato Claudio Ranieri, allora giovane tecnico destinato a costruire una delle più straordinarie cavalcate del calcio italiano.

Per due stagioni Sassari e Cagliari tornarono a guardarsi negli occhi. Ne nacquero quattro partite combattute, tese, rumorose, accompagnate da settimane di discussioni nei bar, negli uffici, nelle piazze e nelle famiglie divise tra nord e sud dell’isola. Non era soltanto calcio. Era una sfida identitaria tra le due maggiori città della Sardegna.

E il dato più sorprendente è uno: nessuno riuscì mai a prevalere. Quattro derby, quattro pareggi.

Fonte: Fondazione Sef Torres 1903

Quando la Sardegna si divideva

L’atmosfera di quei giorni è difficile da spiegare a chi non l’ha vissuta. A Sassari si parlava della partita per settimane. A Cagliari la stessa cosa. Le tifoserie erano lontane dagli standard odierni: più passione, meno filtri, rivalità accesa e sfottò continui.

C’erano i “Maurreddini” da una parte e gli “impica babbu” dall’altra, appellativi che sintetizzavano una contrapposizione campanilistica antica quanto la Sardegna contemporanea. Anche per questo il derby assumeva una dimensione speciale.

Sul campo, intanto, si incrociavano giocatori che avrebbero scritto pagine importanti del calcio isolano. Nel Cagliari c’erano Mario Ielpo, Ivo Pulga e Pedro Piovani; nella Torres cresceva un ragazzo destinato a diventare leggenda: Gianfranco Zola. Stagione 1987-88: la Torres non si piega

La prima sfida si giocò il 18 ottobre 1987 allo stadio Acquedotto di Sassari. Fu una gara dura, intensa, bloccata dalla tensione e terminò senza reti.

La curva torresina negli anni Ottanta
Fonte: Fondazione Sef Torres 1903

Torres-Cagliari 0-0

18 ottobre 1987 – Stadio Acquedotto

Torres: Pinna, Cariola, Del Favero, Mazzeni, Tamponi, Roccotelli, Piga, Petrella, Zola, Ennas, Bardi.
Allenatore: Lamberto Leonardi

Cagliari: Ielpo, Marchi, Zandonà, Giancamilli, Davin, Barozzi, Papiri, Bernardini, Pulga, Pallanch, Pani.
Allenatore: Enzo Robotti

Arbitro: Trentalange di Torino.

Al ritorno, il 28 febbraio 1988, il Sant’Elia vide finalmente saltare gli equilibri. La Torres passò in vantaggio con Galli, ma il Cagliari riuscì a evitare la sconfitta nel finale grazie al pareggio firmato da Zandonà. Ancora una volta nessun vincitore.

Torres_Calcio_1987-88
La rosa della Torres per la stagione 1987-1988. Da sinistra, in piedi: Lungheu (allenatore in seconda), Sanna (massaggiatore), Pinna, Tolu, Bardi, Ennas, Di Rosa, Galli, Mazzeni, Ruiu, Del Favero, Leonardi (allenatore); seduti: Dossena, Conca, Tamponi, Cariola, Roccotelli, Piga, Zola, Loi.

Cagliari-Torres 1-1

28 febbraio 1988 – Stadio Sant’Elia

Marcatori: Galli (T), Zandonà (C).

La stagione si concluse con la Torres davanti ai cugini in classifica e con la soddisfazione di essere rimasta imbattuta nei due confronti diretti.

Stagione 1988-89: Ranieri contro la Torres di Zola

L’anno successivo il livello della sfida salì ulteriormente. Il Cagliari di Claudio Ranieri stava costruendo la rincorsa verso la Serie B, mentre la Torres era una delle formazioni più competitive del girone.

L’andata, disputata a Sassari, regalò uno dei finali più emozionanti della storia del derby.

Torres-Cagliari 1-1

30 ottobre 1988 – Stadio Acquedotto

Marcatori

  • 3′ Piovani (Cagliari)
  • 90′ Di Rosa (Torres)

Torres: Pinna, Barrella, Mazzeni, Del Favero, Di Rosa, Di Francesco, Dossena, Piga, Zola, Ennas, Bardi.
Allenatore: Francesco Liguori

Cagliari: Ielpo, Festa, Valentini, Giovannelli, Davin, Cappioli, Bernardini, De Paola, Pulga, Piovani, Coppola.
Allenatore: Claudio Ranieri.

L’Acquedotto era gremito come raramente si era visto. Il Cagliari sembrava avere la partita in mano grazie al gol lampo di Piovani, ma la Torres spinse fino all’ultimo assalto trovando il pareggio al 90′ con Di Rosa. Sassari esplose di gioia.

Unione Sarda derby Cagliari Torres

L’ultimo derby: Sant’Elia pieno come una finale

Il 12 marzo 1989 arrivò quello che, ancora oggi, resta l’ultimo derby di campionato tra il Cagliari dei fratelli Orrù e la Torres del presidentissimo Bruno Rubattu.

Il Sant’Elia era stato appena riaperto dopo i lavori per Italia ’90 e per una partita di Serie C accorsero circa 25 mila spettatori. Un numero impressionante che racconta più di qualsiasi statistica il peso di quella rivalità.

Cagliari-Torres 1-1

12 marzo 1989 – Stadio Sant’Elia

Marcatori

  • 8′ Barozzi (Cagliari)
  • 87′ Bardi (Torres)

Cagliari: Ielpo, Fadda, Davin, De Paola, Valentini, Pacioni, Barozzi, Pulga, Piovani, Pani, Coppola.
Allenatore: Claudio Ranieri

Torres: Pinna, Barrella, Di Rosa, Dossena, Mazzeni, Del Favero, Tolu, Zola, Ennas, Favo, Bardi.
Allenatore: Francesco Liguori

Arbitro: Bizzarri di Ferrara.

Come all’andata, il Cagliari accarezzò la vittoria. Come all’andata, la Torres trovò il gol negli ultimi minuti. Bardi gelò il Sant’Elia all’87’ e fissò l’1-1 definitivo.

Una rivalità rimasta sospesa nel tempo

Quel pareggio chiuse un capitolo di storia del calcio sardo. Il Cagliari conquistò la promozione in Serie B e iniziò la straordinaria scalata che lo avrebbe portato fino alla Serie A. La Torres proseguì il proprio cammino in categorie diverse e i destini delle due squadre si separarono. Restano però le immagini di quei quattro derby: gli spalti strapieni, i cori, le bandiere rossoblù divise da sfumature differenti, il giovane Zola, il nascente Cagliari di Ranieri e una Sardegna intera che, per novanta minuti, sceglieva da che parte stare.

Quattro partite. Quattro pareggi.

Eppure nessuno, ancora oggi, oserebbe definirli derby senza vincitori. Perché a vincere fu soprattutto una rivalità autentica, popolare e profondamente sarda, che continua a occupare un posto speciale nella memoria di chi c’era.

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