sabato 5 Settembre 2026
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Storia del volo sportivo a Sassari. Da Icaro al drone”: in uscita il libro sul volo sportivo in città, dal dopoguerra ad oggi

Storia del volo sportivo a Sassari. Da Icaro al drone”: in uscita il libro sul volo sportivo in città, dal dopoguerra ad oggi

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La prima pilota sarda, Anna Nieddu
La prima pilota sarda, Anna Nieddu

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Intervista a Riccardo Frau sul suo nuovo saggio, pubblicato da Alfa Editrice, dove sono raccolti i passaggi storici salienti dell’aviazione sportiva locale, lungo un percorso di oltre 80 anni di attività, mentre sullo sfondo scorrono le vicende della città che si trasforma

Quattro anni fa ti avevo intervistato per l’uscita del tuo saggio “Ali sulla Sardegna”, in cui
raccontavi la storia dell’Aero Club di Sassari. Come nasce questo tuo nuovo libro e di cosa parla?
In effetti, l’idea ha origine proprio allora: a maggio del 2022, uscendo dalla Biblioteca Comunale dopo la presentazione del volume precedente, un amico pilota, Giommaria Pinna, mi invitò a scrivere anche sulla storia dei velivoli ultraleggeri locali, tuttora attivi su Platamona, per completare la panoramica sul volo sportivo a Sassari. Praticamente mi invitava a scrivere il sequel di “Ali sulla Sardegna”, come si direbbe in gergo cinematografico. Ci ho pensato su un paio d’anni, poi ho raccolto l’invito e ho provato ad andare oltre.


In che senso?
Ho pensato di fare non solo il sequel, ma anche il prequel e partire direttamente dal 1945, nel primo dopoguerra, per provare a tracciare una sintesi di tutto il movimento, dal dopoguerra in poi. In quel momento a Sassari sul tema del volo si incontrarono due distinte generazioni, i piloti reduci dal conflitto mondiale e i giovanissimi aeromodellisti e lì iniziò a germogliare in città l’idea del volo
sportivo, con la confluenza di questi due gruppi apparentemente diversi, ma in realtà accomunati dalla stessa passione. Il periodo postbellico, in generale, rappresenta comunque una svolta epocale
per tutto il fenomeno dell’aviazione sportiva.

Soci del Circolo Aeromodellistico Turritano (anni ’50)

In cosa consiste questa svolta?
Dobbiamo considerare che dopo la guerra si aprivano prospettive inedite per gli appassionati di aeronautica, perché l’aereo era finalmente svincolato dall’uso bellico e poteva ora essere visto
come mezzo di attività ludica, magari da estendere a tutti i ceti sociali. Dalle ceneri del conflitto, si affacciava un’idea di rinascita, di avventura e, se posso dire… di libertà. In città si iniziava a respirare un clima di rifondazione e si cercava di lasciare alle spalle il periodo di miseria economica e morale della guerra: l’aereo incarnava in quel momento il mito della modernità, assieme alla
corsa allo spazio.

Piloti storici dell’Aero Club di Sassari (fine anni ’60)

Ho visto che la storia riportata nel libro viene ancorata al contesto locale. Cosa ci racconta del
nostro territorio questo saggio?
Il racconto in effetti è sempre saldamente contestualizzato nella storia cittadina, poiché sullo sfondo della narrazione si svolgono le vicende della comunità sassarese dopo l’uscita dalla guerra:
dal boom economico degli anni sessanta, all’austerity petrolifera della decade successiva, per poi attraversare l’effimera brillantezza degli anni ottanta e giungere alla congiuntura finanziaria di fine
millennio, affacciandosi, infine, sul contesto contemporaneo. Non a caso, uno dei periodi di maggiore brillantezza del volo sportivo in città si riscontra nei “favolosi anni ‘60”, epoca in cui
Sassari sperimentava il benessere economico, il baby boom, la corsa alle utilitarie e alle vacanze estive e vantava perfino la sua “rotonda sul mare” al Lido Iride di Platamona: erano gli stessi anni in
cui la prima donna pilota sarda, Anna Nieddu, prendeva il brevetto all’Aero Club di Sassari. Ma ci fu un ritorno di interesse anche negli anni ’80, quelli del “riflusso”, del benessere, del
superamento degli anni di piombo, che anche a Sassari avevano lasciato segni tangibili.

La prima pilota sarda, Anna Nieddu

Tornando al tema del volo, di quali fenomeni si parla esattamente nel volume?
Per entrare brevemente nel dettaglio, dopo una prima parte storica sull’aeroporto di Fertilia, si dedica ampio cenno alle radici del movimento aeromodellistico dinamico ed al recente avvento
dei droni sportivi. Poi si riprende, in sintesi, la storia dell’Aero Club sassarese, ma il focus centrale del libro è riservato al volo libero (deltaplano, parapendio, ecc.) e al tema dei velivoli ultraleggeri,
che oggi rappresentano l’attualità del movimento. E’ stata l’occasione anche per qualche considerazione sul possibile futuro della mobilità aerea, alla luce di alcuni nuovi prototipi ibridi fra
il drone e l’ultraleggero.

Scuola di droni FPV Sardegna

Di quali materiali ti sei avvalso per ricostruire questa storia?
Ho cercato innanzitutto di consultare e confrontare il maggior numero possibile di fonti, a volte molto datate e non sempre esaustive e concordanti. Sono stati molto utili gli scatti fotografici inediti di diverse collezioni private (ci sono nel volume oltre 200 immagini), le decine di articoli di stampa anche molto risalenti, che ho ritrovato nei mesi di ricerche presso la Biblioteca Comunale e le interviste ai piloti, da cui riemergono le vicende che hanno caratterizzato il movimento aeronautico locale.

L’autore al campo di volo di Platamona

Nel sottotitolo accosti un antico mito, quello di Icaro, ad uno strumento ultramoderno come il
drone. Del drone abbiamo parlato, ma come entra il mito di Icaro in questa narrazione?
Il nickname di Icaro Sardo venne dato dalla stampa locale ad Antonello Pistidda, il primo pilota che portò in Sardegna, negli anni ’70, il volo in deltaplano, dopo essere stato allievo, sul lago di
Como, di uno dei pionieri europei di questa tecnica, Alfio Caronti. Era la prima volta che nell’Isola un essere umano volava appeso ad una tela, senza un motore, nel silenzio delle correnti d’aria e
nella più assoluta libertà, vicino come non mai alla figura mitologica. A differenza del vero Icaro, il finale qui è stato anche migliore, perché questo aviatore è tuttora “in servizio attivo” con il
parapendio.

L’Icaro Sardo” in volo su Osilo

Bene, direi che un’idea del libro ce la siamo fatta. A breve, quindi, la presentazione ufficiale al festival culturale e letterario City&City.

Si. Il 3 settembre, alle ore 18, farò la presentazione del libro al Chiostro della chiesa di Santa Maria, a Sassari, suggestiva sede del festival. Dialogherà con me il prof. Giovanni Pruneddu,
docente di Diritto della Navigazione all’Università. Sarà una bella occasione per ritrovare riuniti molti protagonisti del libro e condividere insieme agli intervenuti un pezzo di storia della città.

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