sabato 5 Settembre 2026
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Sotto la lente (1) – I retroscena della crisi della Dinamo Sassari. 5 sconfitte, (quasi) tutte allo stesso modo

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Foto: Alessio Dalerci

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Da Reggio Emilia a Trieste: 5 k.o. avvenuti quasi allo stesso modo. La prima puntata della nostra nuova rubrica propone oggi un’analisi di un calo partito dalla vittoria all’overtime contro la Leonessa Brescia

SASSARI – Una caduta degna di Icaro, quella che a cui la Dinamo Sassari è andata incontro in questo inizio di 2026. Dal (flebile) sogno di poter riassaporare le notti magiche delle Final Eight Coppa Italia, quelle che i tifosi biancoblù rimpiangono sin dal 2022, alle cinque sconfitte che hanno portato Sirbo di nuovo sulla graticola, a soli 4 punti dall’ultimo posto, con il rischio di precipitare in Serie A2. Una caduta in cui i biancoblù hanno perso, fra l’altro, lo scontro diretto per la salvezza contro Reggio Emilia e i due punti guadagnati contro Trapani cancellati a causa dell’esclusione dai siciliani dalla LBA Serie A. Qualcosa, tuttavia, accomuna tutte o quasi le 5 sconfitte a cui i biancoblù sono andati incontro nell’ultimo mese: quel qualcosa è il gioco espresso, caratterizzato da molta tensione e altrettanti errori sia in fase offensiva che difensiva. Solo contro Petkimspor e Trieste si è visto qualche miglioramento, non sufficiente tuttavia per tornare alla vittoria.


Condizione

Analizzando dunque i sintomi delle sconfitte contro Saragozza e Napoli, il coach Mrsic ha puntato in entrambe le sfide sulla coppia CeronZanelli, supportata da Pullen nel reparto esterni. L’ex partenopeo, in particolare, è risultato il più deludente proprio nella sfida contro i suoi vecchi compagni, sia sul piano della prestazione (basterebbe la sola statistica del tiro dal campo, ovvero 1/13), sia su quello della leadership. Aldilà della serata storta del giocatore naturalizzato goergiano, la coppia italiana ha messo in campo prestazioni altalenanti: il miranese, in particolare, si è spento dopo un buon inizio, non riuscendo a contribuire alla causa. A pesare in tutte e 4 le partite sono però gli infortuni, i quali hanno privato la squadra di Marshall (assente addirittura fino a marzo) e Beliauskas e limitato l’apporto di Buie e Johnson, risultato decisivo in altre gare (vedi Treviso).

Lunghi e singoli

Assieme agli infortuni, tuttavia, si è aggiunta la gestione non perfetta dei falli e la prestazione altalenante della batteria dei lunghi. Su tutti Thomas e Vincini, con il primo che pur mettendo a segno punti pesanti, è apparso discontinuo (comettendo, soprattutto, 2 falli nei primi 4′) e poco lucido nel finale di partita. Se Mezzanotte è risultato fra i migliori del reparto, chiudendo come secondo miglior marcatore dietro allo stesso capitano in occasione della sfida contro il Napoli, troppo altalenanti le prestazioni di Visconti, McGlynn e lo stesso torinese. L’ex Virtus Bologna ha accusato un calo dopo l’inizio, mentre gli altri due si sono fatti notare in positivo (con il classe 1996 andato in doppia cifra contro Reggio Emilia e Ge.Vi. Napoli) ma sempre con alti e bassi.

 

Paolo Chia

La sconfitta con Trieste

Se la parola d’ordine era ripartire, contro Trieste la Dinamo ci è riuscita solo a metà. Sassari, infatti, nonostante le assenze di Marshall, Beliauskas e Johnson (quest’ultimo in panchina ma non entrato, probabilmente per precauzione), è riuscita a disputare una buona gara per 35 minuti, per poi dover cedere nel finale. Dispiace, perché i biancoblù erano riusciti a comandare sia il secondo che il terzo quarto. Nell’ultima frazione sono però riemerse le difficoltà che hanno caratterizzato il Banco nelle ultime partite, costretto ad arrendersi a un Ramsey decisivo, capace di trascinare Trieste a una vittoria sofferta.

Cosa serve ora? Tornare con l’organico al completo sarebbe sicuramente fondamentale, ma al momento è giusto concentrarsi sulle risorse a disposizione. La fiducia serve e aiuta: lo dimostra la prova di Ceron, finalmente incisivo sul parquet, capace di dare una mano alla squadra e di trovare tiri precisi dalla lunga distanza, chiudendo in doppia cifra a quota 12. L’auspicio è che nei prossimi appuntamenti Sassari mostri nuovi segnali di crescita, riuscendo però anche a trasformarli in vittorie, per provare concretamente a uscire dal vortice negativo dei risultati.

Ora serve ripartire davvero

Il margine di errore è ora più basso che mai. I Giganti non possono permettersi passi falsi nelle prossime sfide, anche perché il calendario si presenta insidioso. Da qui alla fine bisognerà affrontare ogni partita come una finale, come uno scontro diretto, per evitare il peggio.

Sassari deve fare di più, perché non basta solo salvare la categoria: serve anche ritrovare entusiasmo e coinvolgere il pubblico, che per un momento della stagione aveva intravisto una rinascita, salvo poi rimanere doppiamente deluso nel vedere la squadra ripiombare in una nuova crisi.

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