Dinamo Sassari, buona la prima al PalaSerradimigni: Virtus Zagabria ko 76-71

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SASSARI – Qualunque sia il verdetto che il campo emetterà domenica pomeriggio, un fatto tanto curioso quanto ineluttabile emerge in casa Torres: la salvezza sarà sofferta, combattuta fino all’ultimo secondo, fino al triplice fischio dell’ultimo match di regular season. Quell’ultimo match che oppone i rossoblù a un Arezzo capolista e che si gioca la promozione diretta punto a punto con l’Ascoli. A conti fatti si può dire che lo scenario che si prospetta a Mastinu e compagni sarebbe stato evitabile, ma è anche conseguenza dei tanti, troppi punti lasciati per strada, fra sconfitte e pareggi, fra cui l’ultimo contro il Gubbio che l’allenatore Alfonso Greco ha definito “lo specchio di una stagione”.
Un pareggio che lascia in eredità rimpianti per le numerose occasioni avute, ma non capitalizzate. Da una parte la prestazione superlativa di Krapikas, decisivo coi suoi riflessi nel salvare più volte la propria porta; dall’altra anche ingredienti come sfortuna (vedi la traversa interna colpita da Sorrentino al 72′), imprecisione e a tratti conclusioni prevedibili, quindi facili prede della difesa umbra. Le fasce, presidiate da Zambataro e Zecca, faticano a trovare spazio, con la manovra che di conseguenza si spegne (da sottolineare che è anche mancata la spinta di Nunziatini, rimasto ai box per problemi fisici), cui fa da contraltare un Sala che combatte su ogni pallone, spesso perdente nei contrasti avversari. Se Di Stefano (o, se preferiamo, DS7) lotta ma non riesce a mettere il suo sigillo in una serata cruciale, Mastinu illumina a tratti con giocate esemplari, vedi quella al 15′ del secondo tempo, disinnescata dal portiere lituano.
Sta di fatto che, come accennato all’inizio, la salvezza passa dal big match contro l’Arezzo: una sfida che, al 90%, appare ostica dato che i toscani sono in lotta per la promozione diretta in cadetteria e in casa hanno conquistato 11 delle 23 vittorie (a fronte di 3 sconfitte e 4 pareggi). Altresì è vero che nulla è impossibile, dato che i sassaresi hanno dimostrato di poter fermare le big del campionato (vedi i pareggi imposti ad Ascoli, Ravenna e Campobasso): per tentare di fare l’impresa, o almeno evitare una dannosa sconfitta (considerando anche i risultati dagli altri campi, in particolare Vis Pesaro–Sambenedettese) servirà quindi confermare la voglia di vincere vista in questo girone di ritorno e, soprattutto, essere più cinici sottorete. Aspetto che, come detto, ai rossoblù è più volte mancato in stagione e, ora, potrebbe costare la salvezza.
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