Quando nei giorni scorsi Michael Jordan ha messo piede in Sardegna, la Costa Smeralda se n’è accorta. Non serve nemmeno vederlo scendere dall’auto: basta alzare lo sguardo verso l’area executive dell’aeroporto di Olbia, dove per alcuni giorni è rimasto parcheggiato il suo Gulfstream G650ER, un gigante elegante che sembra più un manifesto di stile che un semplice jet privato.
Ormai è quasi una tradizione estiva. Jordan arriva, il suo aereo compare sulla pista e gli appassionati di aviazione – ma anche i semplici curiosi – iniziano a fotografarlo da ogni angolazione. E non è difficile capire il perché: il G650ER è uno dei velivoli più iconici al mondo, un concentrato di potenza e comfort dal valore che supera i 70 milioni di dollari. In altre parole, un biglietto da visita volante.
Un jet da miliardari, ma con la firma di MJ
Prodotto da Gulfstream Aerospace, il G650ER è il mezzo preferito da chi vuole attraversare il pianeta senza scali. Jordan lo usa come una seconda casa, e in effetti la livrea grigio grafite con dettagli neri ricorda subito il suo universo estetico: richiami alle Air Jordan, linee pulite, un’eleganza che non ha bisogno di presentazioni.
Poi c’è quel codice di registrazione, N236MJ, che è quasi una biografia compressa:
- 23 come il numero che ha cambiato la NBA,
- 6 come gli anelli conquistati,
- MJ come le sue iniziali.
Un dettaglio minuscolo, certo, ma capace di trasformare il jet in un simbolo.
Dentro è un altro mondo
Chi ha avuto modo di salire su un G650ER racconta di ambienti che ricordano più uno yacht che un aereo. Jordan non ha mai mostrato gli interni nel dettaglio, ma gli esperti concordano: il suo allestimento è tra i più lussuosi disponibili.
La cabina, lunga quasi sedici metri, è divisa in zone che scorrono una dentro l’altra con naturalezza:
- un salotto con poltrone in pelle che diventano letti,
- tavolini in legni pregiati,
- una sala da pranzo o riunioni,
- una suite privata con letto matrimoniale e bagno sorprendentemente grande.
E naturalmente una cucina attrezzata per preparare piatti degni di un ristorante, anche mentre si sorvola l’Atlantico.
Volare senza sentirlo
Il vero segreto del G650ER, però, è invisibile. L’aereo mantiene una pressione interna più bassa rispetto ai voli commerciali, riducendo jet lag, stanchezza e disidratazione. L’aria viene filtrata e ricambiata in pochi minuti, l’umidità è più alta e il rumore dei motori è talmente contenuto che si può conversare senza alzare la voce.
In pratica, si arriva dall’altra parte del mondo senza sembrare reduci da una maratona.
Tecnologia ovunque
Illuminazione, temperatura, tende, audio, schermi: tutto si controlla da tablet o smartphone. La connessione satellitare permette videoconferenze e streaming anche sopra l’oceano. È un volo, sì, ma somiglia più a un salotto hi‑tech sospeso a 15.000 metri.
Il costo? Non per tutti
Possedere un jet così è solo l’inizio. Tenerlo in volo costa tra i 3 e i 5 milioni di dollari l’anno, mentre ogni ora di viaggio può superare i 10.000 dollari. Una traversata atlantica? Decine di migliaia. Cifre che farebbero tremare chiunque, tranne Jordan: il suo patrimonio supera i 3 miliardi di dollari, alimentato da investimenti, carriera sportiva e soprattutto dal marchio Air Jordan, una macchina da soldi che continua a correre.