sabato 5 Settembre 2026
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La Sardegna piange Palla, la cagnolina che aveva trasformato il dolore in speranza

La Sardegna piange Palla, la cagnolina che aveva trasformato il dolore in speranza

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Salvata nel 2016 da un cappio che le aveva quasi tolto la vita, Palla era diventata il simbolo dei “rottamini” e della cura che può trasformare una ferita in rinascita. La sua storia continua a ricordare quanto possa contare una cura data al momento giusto.

 

Addio a Palla, la cagnolina che in Sardegna era diventata un simbolo di resilienza e di amore ricevuto quando tutto sembrava perduto. La veterinaria Monica Pais ha annunciato sui social la sua morte, e la notizia ha attraversato l’isola con quella rapidità che hanno le storie che toccano davvero.


 Un ricordo che fa male, ma che merita di essere raccontato

Palla era stata ritrovata nel 2016 in condizioni che nessuno vorrebbe immaginare: un cappio di nylon le stringeva il collo da così tanto tempo da averle deformato la testa. Una scena che, allora, aveva scosso chiunque l’avesse vista. Eppure, proprio da quel dolore era iniziato il suo riscatto.

Monica Pais e la squadra della Clinica Duemari l’avevano accolta senza esitazioni. Giorno dopo giorno, con pazienza e cure, erano riusciti a salvarla. E, quasi senza volerlo, Palla era diventata un volto noto: una presenza dolce e coraggiosa che ricordava a tutti quanto sia importante prendersi cura dei più fragili.

Leggi qui l’intervista a Monica Pais del 2022 a City&City

Una storia che ha dato voce ai “rottamini”

Con il tempo, Palla era diventata la mascotte dei rottamini, quei cani maltrattati o abbandonati che spesso non hanno nessuno dalla loro parte. Lei, che aveva conosciuto la crudeltà, era diventata il simbolo della possibilità di rinascere. Non solo: aveva portato attenzione, sostegno, donazioni, volontari. Aveva mosso qualcosa dentro le persone.

E oggi, mentre la sua storia si chiude, resta la sensazione che abbia lasciato un segno profondo. Non solo per ciò che ha rappresentato, ma per ciò che ha insegnato: che anche da una ferita può nascere un legame capace di cambiare vite.

 

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Un addio che è anche un grazie

Alla fine, ciò che resta di Palla non è solo la sua storia. È quel modo silenzioso in cui riusciva a farsi voler bene, senza chiedere nulla. Chi l’ha incontrata, anche solo attraverso una foto, ha percepito qualcosa di semplice e potente: la capacità di trasformare una ferita in un messaggio. Oggi che non c’è più, quel messaggio continua a camminare da solo. E forse è questo il regalo più grande che ci lascia: la prova che un animale salvato può, a sua volta, salvare un pezzo di noi.

 

Il cane Palla protagonista della copertina nel magazine nel 2022 con la veterinaria Monica Pais
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