A Sassari il diritto allo studio entra in carcere e diventa terreno di dialogo nazionale. L’Assemblea CNUPP ha riunito rappresentanti di università, istituzioni e enti per il diritto allo studio per discutere di inclusione, formazione e seconde possibilità. Una mattinata culminata nella firma di un accordo che punta a rendere l’università un ponte reale verso il reinserimento
Il diritto allo studio per gli studenti detenuti è stato il tema centrale dell’Assemblea nazionale CNUPP che si è svolta questa mattina a Sassari. L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo universitario e degli enti per il diritto allo studio, con l’obiettivo di confrontarsi su inclusione sociale, formazione e reinserimento delle persone detenute.
La tavola rotonda si è tenuta nella Sala Conferenze dell’ERSU Sassari ed è stata promossa da ERSU, CNUPP, ANDISU e Università di Sassari. Al centro del dibattito il ruolo dei Poli universitari penitenziari e le strategie per rafforzare il diritto allo studio all’interno del sistema penitenziario italiano.
Un confronto nazionale sul diritto allo studio in carcere
La CNUPP, organismo della CRUI, opera per garantire l’accesso all’università alle persone detenute, in esecuzione penale esterna o sottoposte a misure di sicurezza detentive. L’incontro di Sassari ha rappresentato un momento di confronto nazionale per individuare strumenti concreti a sostegno dei percorsi formativi e di inclusione.
I protagonisti della tavola rotonda
Sono intervenuti:
- Emilio Di Marzio, presidente ANDISU
- Giancarlo Monina, presidente CNUPP
- Domenico Arena, provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria
- Carmen Magistro, direttrice UEPE Sassari
- Camilla Soru, presidente Commissione Lavoro, Cultura e Formazione del Consiglio regionale
- Daniele Maoddi, presidente ERSU Sassari
- Irene Testa, garante regionale delle persone private della libertà
Nel corso dell’incontro è stato ribadito il valore dell’istruzione universitaria come strumento di crescita personale e come leva fondamentale nei percorsi di reinserimento.
Firmato il protocollo tra ANDISU e CNUPP
Uno dei momenti più significativi è stata la firma dell’Accordo quadro di collaborazione tra ANDISU e CNUPP. L’intesa, sottoscritta da Emilio Di Marzio e Giancarlo Monina, punta a:
- promuovere sinergie e buone pratiche
- rafforzare il diritto allo studio negli istituti penitenziari
- sostenere le persone sottoposte a provvedimenti penali
- consolidare la collaborazione tra Poli universitari penitenziari ed enti regionali per il diritto allo studio
Il protocollo si fonda sui principi degli articoli 3, 27 e 34 della Costituzione.
Il modello del Polo Universitario Penitenziario di Sassari
A Sassari la collaborazione tra Università ed ERSU è attiva da anni e nel 2024 è stata ulteriormente rafforzata. Tra le iniziative:
- sostegno economico per materiale didattico
- attività culturali dedicate
- supporto agli studenti in esecuzione penale esterna
- posti alloggio nelle residenze universitarie
- accesso ai servizi mensa
Le parole del presidente ERSU Daniele Maoddi
“L’Assemblea nazionale CNUPP e la sottoscrizione del Protocollo di Intesa costituiscono un passaggio significativo per l’ERSU di Sassari e per l’intero sistema italiano del diritto allo studio”, ha dichiarato Maoddi.
Ha poi aggiunto:
“È una precisa scelta politica: estendere il valore del diritto allo studio fino alle periferie umane ed esistenziali. In questo caso l’attenzione è rivolta agli studenti detenuti. Si tratta di un investimento in uno dei più alti valori costituzionali”.
L’impegno di ANDISU
Il presidente ANDISU Emilio Di Marzio ha sottolineato:
“Gli enti del diritto allo studio devono essere protagonisti di questa sfida civile. L’intesa con la CNUPP nasce per rafforzare gli strumenti di sostegno agli studenti detenuti”.
E ancora:
“L’obiettivo è semplificare l’accesso ai servizi universitari e accompagnare concretamente chi sceglie di studiare durante l’esecuzione penale”.
Testimonianze e prospettive future
La mattinata si è conclusa con le testimonianze di persone detenute ed ex detenute, che hanno raccontato il valore dello studio nei percorsi di reinserimento. Nel pomeriggio i lavori proseguiranno al Dipartimento di Giurisprudenza con gruppi di lavoro dedicati alle politiche universitarie e alle strategie per rafforzare il diritto allo studio su scala nazionale.