sabato 5 Settembre 2026
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Caterina torna al mare: a La Pelosa una liberazione che parla al futuro (video)

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Plastic Free Sardegna Tartaruga Stintino

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A La Pelosa la tartaruga salvata dai centri CRAMA e CReS riprende il suo viaggio: un gesto simbolico che richiama l’urgenza di proteggere il mare dalle nostre abitudini quotidiane

STINTINO – Sulla spiaggia de La Pelosa, una delle cartoline più riconoscibili della Sardegna, questa mattina si è consumata una scena che va oltre la semplice cronaca: il ritorno al mare di Caterina, una tartaruga marina salvata e curata dai centri CRAMA Asinara e CReS Sinis. Un gesto simbolico, certo, ma anche un richiamo potente alla responsabilità collettiva verso un ecosistema sempre più fragile.


La liberazione rientra nelle iniziative promosse da Plastic Free per la Giornata Mondiale delle Tartarughe Marine, celebrata il 16 giugno. In tutta Italia si sono svolti eventi dedicati alla tutela di questa specie minacciata; in Sardegna, l’appuntamento clou è stato proprio a Stintino, dove volontari e cittadini hanno assistito al momento in cui Caterina ha ripreso il suo viaggio nel suo ambiente naturale.

La scena è durata pochi minuti, ma ha lasciato un segno profondo. La tartaruga, lenta ma determinata, ha attraversato la sabbia tra gli sguardi emozionati dei presenti. Un percorso breve, eppure carico di significato: ogni passo verso l’acqua raccontava mesi di cure, competenze scientifiche e impegno quotidiano di chi lavora per proteggere la fauna marina.

Per i volontari di Plastic Free, la giornata è stata anche l’occasione per ribadire un messaggio chiaro: la tutela del mare non è un atto straordinario, ma una somma di gesti quotidiani. Dalla raccolta dei rifiuti alle attività di sensibilizzazione, ogni azione contribuisce a ridurre le minacce che mettono a rischio specie come le tartarughe marine, sopravvissute per milioni di anni ma oggi vulnerabili a inquinamento, plastica e cambiamenti climatici.

«Caterina è la prova che la collaborazione tra enti, volontari e cittadini può fare la differenza», spiegano i referenti dell’associazione. «La sua liberazione non è solo un traguardo, ma un invito a continuare a impegnarci».

Il ringraziamento va ai centri di recupero che l’hanno seguita passo dopo passo, restituendole la possibilità di tornare al suo habitat. Un lavoro silenzioso, spesso poco visibile, ma fondamentale per la conservazione della biodiversità marina.

La speranza è che la storia di Caterina non resti un episodio isolato, ma diventi un promemoria per tutti: il futuro del mare dipende anche dalle nostre scelte. E ogni scelta, per quanto piccola, può contribuire a cambiare il destino di una specie.

 

 

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