sabato 5 Settembre 2026
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Tassa d’imbarco, Ryanair e Sardegna: cosa c’è davvero in gioco

Tassa d’imbarco, Ryanair e Sardegna: cosa c’è davvero in gioco

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Cherosene fino a maggio Ryanair vola a vista. E la Sardegna trattiene il fiato

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La mancata cancellazione dell’addizionale comunale d’imbarco negli aeroporti sardi torna al centro del dibattito politico. A intervenire è Antonio Moro, presidente del Psd’Az, che invita a leggere la recente comunicazione di Ryanair non come un “ricatto”, ma come un messaggio coerente con la strategia del vettore irlandese e con le dinamiche del mercato low cost.


 Il contesto: una tassa da 6,50 euro e un nodo ancora irrisolto

L’addizionale comunale d’imbarco – 6,50 euro per passeggero, di cui 0,75 euro ai Comuni sede di aeroporto e il resto all’INPS – è da anni oggetto di discussione nelle regioni che puntano a rafforzare la propria connettività. Secondo Moro, ignorare l’impatto di questo costo sui vettori low cost significa “nascondere un problema reale”, soprattutto in un territorio come la Sardegna, dove il diritto alla mobilità è un tema strutturale.

Cosa è accaduto nelle regioni che hanno eliminato la tassa

Il presidente del Psd’Az richiama alcuni esempi nazionali per sostenere che l’abolizione dell’addizionale abbia prodotto effetti immediati:

  • Friuli Venezia Giulia — apertura di una nuova base Ryanair a Trieste, con aeromobili stabili e numerose nuove rotte.
  • Calabria — potenziamento dello scalo di Reggio Calabria e incremento delle frequenze.
  • Abruzzo — aumento della connettività dell’aeroporto di Pescara dopo la rimozione della tassa, misura adottata anche dall’Emilia-Romagna.

Secondo Moro, questi casi mostrano come i vettori tendano a spostare la flotta dove i costi operativi sono più bassi, generando un aumento immediato dei passeggeri.

L’effetto economico: costi per le Regioni, ritorni per l’indotto

Le Regioni che rinunciano al gettito della tassa devono compensare lo Stato, ma – sostiene Moro – recuperano ampiamente la spesa grazie a:

  • crescita dell’indotto turistico
  • aumento della tassa di soggiorno
  • maggiori entrate IVA sui consumi
  • nuovi posti di lavoro generati dal traffico aggiuntivo

Un meccanismo che, secondo questa lettura, renderebbe l’abolizione della tassa un investimento più che un costo.

 Mobilità e cittadini: biglietti meno cari e più rotte

Sul piano sociale, l’argomento è altrettanto diretto: ridurre il prezzo finale del biglietto e ampliare le rotte significa facilitare gli spostamenti dei residenti per studio, salute e lavoro, ambiti in cui la Sardegna sconta storicamente un gap rispetto al resto del Paese.

 Ryanair e Sardegna: messaggio o pressione?

Per Moro, la comunicazione di Ryanair – spesso ironica e provocatoria – non va interpretata come un ultimatum, ma come una dichiarazione di strategia: se la tassa resterà, la compagnia investirà altrove, privilegiando gli scali dove il costo non grava sui passeggeri. Il presidente del Psd’Az ribalta infine l’accusa di “ricatto”, sostenendo che le vere pressioni nel trasporto aereo sardo derivino da accordi riservati e dinamiche che rischiano di creare monopoli privati, con effetti negativi sulla competitività e sulla presenza dei vettori nell’isola.

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