La Lega rilancia l’idea di riportare la sabbia ai piedi della muraglia con la tecnica della Sorbona: un progetto che intreccia memoria, ambiente e futuro, sostenuto da Pais e Carta e pronto ad aprire un confronto pubblico sulla rinascita del litorale urbano
Un patrimonio che torna a galla
Alghero torna a interrogarsi sul suo rapporto più antico: quello tra la città fortificata e il mare. E lo fa con una proposta che, nelle intenzioni dei promotori, non è soltanto tecnica, ma profondamente identitaria. La Lega di Alghero, attraverso Salvatore Carta e il consigliere comunale Michele Pais, rilancia infatti l’idea di ricostruire le storiche spiagge urbane sotto le mura e nella zona di El Tró, un tempo parte integrante della vita quotidiana degli algheresi.
La chiave sarebbe la tecnica della Sorbona, un metodo di ripascimento sostenibile già utilizzato in diversi contesti costieri. Carta parla di un’occasione per “valorizzare uno dei simboli della città”, restituendo continuità visiva e funzionale a un tratto di costa che per decenni ha rappresentato un luogo di incontro, gioco e balneazione.
Il passato che spinge il futuro
Per comprendere la portata della proposta basta guardare indietro. Fino a pochi decenni fa, Alghero custodiva piccole spiagge proprio sotto la Torre di Sulis e nella zona delle Tronas. Erano lembi di sabbia che appartenevano alla memoria collettiva: famiglie, bambini, pescatori, turisti. Un mosaico di vita quotidiana che oggi sopravvive solo nei racconti.
L’idea della Lega è ricostruire quel legame, non con un intervento invasivo, ma con un’operazione calibrata. Dove la natura ha già depositato sabbia, la Sorbona potrebbe ridistribuirla; dove invece i sedimenti non bastano, verrebbe utilizzato materiale naturale proveniente dalla cava di San Lorenzo, selezionato e setacciato per garantire una granulometria compatibile con il paesaggio.
Pais: “La Sorbona è un investimento sul domani”
Michele Pais non usa mezzi termini: per lui la proposta è concreta, realizzabile e strategica. La definisce un intervento con tre valenze: ambientale, perché protegge e ricostruisce gli arenili; storica, perché riporta alla luce luoghi simbolici della città; turistica, perché renderebbe ancora più suggestivo uno degli scorci più fotografati del Mediterraneo.
Pais annuncia un ordine del giorno per impegnare il Comune — o meglio ancora la Città Metropolitana di Sassari — all’acquisto o al noleggio di una Sorbona. «Ogni metro quadrato di spiaggia recuperato è un investimento sul futuro della nostra comunità», afferma. Una frase che sintetizza la visione: difendere gli arenili significa difendere l’economia, il turismo, l’identità stessa di Alghero.
Verso un confronto pubblico
La conferenza stampa dedicata al progetto servirà a illustrare simulazioni, studi tecnici e valutazioni scientifiche. Sarà il momento in cui la proposta uscirà dal perimetro politico per diventare materia di discussione cittadina. Perché, al di là delle posizioni, il tema tocca corde profonde: la bellezza del centro storico, la relazione con il mare, la possibilità di recuperare un patrimonio che sembrava perduto.
Alghero, ancora una volta, si trova davanti a un bivio: scegliere se guardare alle sue radici per immaginare un futuro diverso.