La Sardegna ha superato di nuovo sé stessa. E lo ha fatto nel modo più netto possibile: 48,4°C registrati a Orani, nel Nuorese, il 19 luglio 2026. Una temperatura che non è solo un numero, ma un segnale forte, quasi brutale, di ciò che sta accadendo nel Mediterraneo. L’Arpas – l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente – ha ufficializzato il dato dopo una lunga validazione tecnica, confermando che si tratta del nuovo record assoluto per l’Isola.
Un luglio fuori scala: +4°C sopra la norma
Secondo l’Arpas, l’intero mese di luglio è stato segnato da un’onda di calore intensa e persistente, la stessa che ha investito gran parte dell’Europa occidentale. In Sardegna, le temperature massime sono state in media 4°C superiori alla norma climatologica, un’anomalia che racconta un cambiamento ormai evidente.
A metà mese, il picco: giornate con valori diffusamente oltre i 40°C e punte locali oltre i 45°C. In questo contesto, il dato di Orani emerge come un vertice estremo, validato dal Dipartimento Meteoclimatico di Arpa Sardegna con il supporto di SIAP-Micros.
Il nuovo primato: 48,4°C
La temperatura registrata a Orani supera di 0,2°C il precedente record del luglio 2023, appartenuto alle stazioni di Jerzu e Lotzorai. Tre anni appena, e la soglia più alta mai misurata in Sardegna è stata nuovamente oltrepassata.
Un dato che non arriva isolato, ma dentro una sequenza di estati sempre più estreme. L’Arpas lo sottolinea con chiarezza: “Dopo soli tre anni la Sardegna ha superato nuovamente il record della massima temperatura mai registrata da sempre nell’Isola”.
Un segnale che pesa sul futuro
Il nuovo record non è solo un fatto meteorologico: è un indicatore climatico che si inserisce in una tendenza ormai consolidata. Ondate di calore più lunghe, più frequenti e più intense stanno ridisegnando il profilo estivo dell’Isola. E ogni nuovo primato diventa un tassello di una storia che riguarda tutti: agricoltura, salute, ecosistemi, infrastrutture.