Sal Da Vinci trionfa, Sayf e Ditonellapiaga completano un podio a sorpresa di un Festival più contenuto
La 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana si chiude con la vittoria di Sal Da Vinci, che porta a casa il successo grazie a “Per Sempre Sì” con il 22,2% delle preferenze. Una vittoria tutt’altro che scontata, maturata in una classifica molto compatta.
Alle sue spalle, staccato di pochissimo, Sayf si ferma al secondo posto con il 21,9%. Terza posizione per Ditonellapiaga, che con il 20,6% completa un podio sicuramente sorprendente.
Resta fuori dalla zona medaglie Arisa, che non riesce a trovare l’allungo decisivo e chiude quarta con il 18,9%. Quinta piazza invece per Fedez, che tenta il colpo grosso insieme a Masini ma deve arrendersi (ancora una volta) proprio sul più bello: il 16,5% lo tiene a distanza netta dai primi quattro classificati.
Tra le delusioni spicca Tommaso Paradiso: il debutto in grande stile dell’ex frontman dei “Thegiornalisti” non mantiene le promesse della vigilia e si traduce in un anonimo 10° posto. Chiude nona Serena Brancale, che con la struggente “Qui con me” incanta il teatro grazie a un’interpretazione intensa ed immersiva, lasciando la sensazione di un piazzamento forse troppo severo.
A chiudere la classifica dei 30 cantanti in gara è Eddie Brock. Dopo il successo virale di “Non è mica te”, il cantante si presenta a Sanremo con “Avvoltoi”, senza però riuscire a convincere pubblico e sala stampa.
La classifica completa
- Sal Da Vinci – Per sempre sì
- Sayf – Tu mi piaci
- Ditonellapiaga – Che fastidio!
- Arisa – Magica favola
- Fedez e Masini – Male necessario
- Nayt – Prima che
- Fulminacci – Stupida Fortuna
- Ermal Meta – Stella Stellina
- Serena Brancale – Qui con me
- Tommaso Paradiso – I romantici
- LDA e AKA 7even – Poesie clandestine
- Luchè – Labirinto
- Bambole di pezza – Resta con me
- Levante – Sei tu
- J-Ax – Italia Starter Pack
- Tredici Pietro – Uomo che cade
- Samurai Jay – Ossessione
- Raf – Ora e per sempre
- Malika Ayane – Animali notturni
- Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare
- Maria Antonietta e Colombre – La felicità e basta
- Michele Bravi – Prima o poi
- Francesco Renga – Il meglio di me
- Patty Pravo – Opera
- Chiello – Ti penso sempre
- Elettra Lamborghini – Voilà
- Dargen D’Amico – AI AI
- Leo Gassmann – Naturale
- Mara Sattei – Le cose che non sai di me
- Eddie Brock – Avvoltoi
Ultima puntata
La finale di Sanremo 2026 non si discosta dal copione delle serate precedenti: conduzione rapida, tempi contingentati e una costante sensazione di corsa contro il secondo. I co-conduttori restano spesso sullo sfondo, nonostante una Giorgia Cardinaletti posata ed elegante e un Nino Frassica sempre simpatico.
Fa eccezione Laura Pausini, presenza fissa e unico vero elemento di continuità, capace di dare brio alla “veloce” conduzione di Carlo Conti.
Durante la serata è arrivato anche l’annuncio ufficiale del passaggio di testimone: Stefano De Martino sarà il conduttore del Festival 2027 e si occuperà anche della direzione artistica, segnando l’inizio di una nuova era per la kermesse sanremese.
Atmosfera e sensazioni
Camminando per Sanremo, l’impressione è sempre la stessa: il Festival occupa tutto. Il “carrozzone” si muove compatto e ininterrotto, tra sponsor che tappezzano ogni spazio utile, radio in diretta, troupe che montano e smontano e influencer costantemente in cerca del contenuto giusto. I fan presidiano strade e transenne fin dalle prime ore del giorno, in attesa di un passaggio veloce, di un saluto, spesso anche solo di un’auto con i vetri oscurati.
Eppure, rispetto al passato, qualcosa è cambiato. Gli artisti in gara si vedono meno. Molto meno. Al di fuori degli appuntamenti ufficiali (come interviste e firmacopie), la città resta sorprendentemente priva dei suoi protagonisti. Le apparizioni spontanee sono rare, riducendo parecchio i contatti diretti con gli artisti in gara. Il senso di un Festival che invade davvero la città, lascia spazio a una macchina più chiusa, quasi blindata, che predilige decisamente la presenza (almeno per le vie della città e negli stand) di coloro che nulla hanno a che fare con il palco dell’Ariston.
Qualche eccezione tuttavia c’è. Elettra Lamborghini ha attirato l’attenzione su di sé sopratutto grazie ai celebri e virali “festini bilaterali”, mentre Fulminacci ha regalato uno dei pochi momenti autentici con una breve “schitarrata” davanti alla statua di Mike Bongiorno nel pomeriggio della finalissima.
Il bilancio
Alla chiusura del sipario, Sanremo 2026 lascia una sensazione di un Festival che non ha davvero preso il volo. L’edizione è risultata complessivamente più contenuta, con numeri di ascolto inferiori rispetto agli anni precedenti e un coinvolgimento mediatico meno travolgente del solito. La macchina ha sì funzionato, ma senza quell’effetto di trascinamento che in passato trasformava ogni serata in un evento nazionale.
Tra picchi di entusiasmo e momenti di leggerezza, rimane comunque la percezione di un’edizione “di passaggio”, tra buone intenzioni e opportunità mancate, pronta però a lasciare il testimone a chi, nel 2027, cercherà di ridare slancio al Festival della Canzone Italiana.