sabato 5 Settembre 2026
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Quando la musica cura: “Voci e strumenti di solidarietà” fa tappa all’ospedale di San Gavino Monreale

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"Voci e strumenti di solidarietà - Musica in corsia" fa tappa all'ospedale di San Gavino Monreale

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La Fondazione Maria Carta porta la musica nei reparti del Nostra Signora di Bonaria, regalando momenti di conforto e vicinanza a pazienti e operatori sanitari

La musica sarda entra in ospedale e, per qualche ora, trasforma le corsie in luoghi di note ed emozione. È successo all’Ospedale Nostra Signora di Bonaria di San Gavino Monreale, dove il progetto “Voci e strumenti di solidarietà – Musica in corsia” ha regalato ai pazienti una giornata diversa dal solito.


L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Maria Carta, continua il suo viaggio negli ospedali dell’isola. Dopo le tappe di Ozieri, Alghero e Cagliari, anche il presidio del Medio Campidano ha accolto artisti e musicisti, in un momento pensato soprattutto per chi sta affrontando un periodo delicato della propria vita. Tra i protagonisti della giornata Maria Giovanna Cherchi, Beppe Dettori e il duo Fantafolk, con Vanni Masala all’organetto e Andrea Pisu alle launeddas.

L’idea alla base del progetto è semplice ma potente: utilizzare il linguaggio universale della musica per alleggerire la quotidianità di chi vive la malattia e di chi lavora ogni giorno nei reparti. Un messaggio ribadito anche dal presidente della Fondazione Maria Carta, Leonardo Marras, che ha parlato della musica come di una “carezza” capace di offrire distrazione e speranza nei momenti più difficili.

Soddisfazione anche da parte della direzione sanitaria. Queste le parole di Giuseppe Piras, direttore del presidio ospedaliero: «Un evento emozionante. Non poteva esserci titolo migliore di “Voci e strumenti di solidarietà”, perché le voci sono anche quelle dei pazienti che si raccontano, degli operatori che ascoltano e delle famiglie che sostengono i loro cari. Consideriamo questa iniziativa come un riconoscimento per il nostro lavoro, ma anche un momento di speranza che diamo a tutti coloro che si rivolgono a noi».

Il progetto proseguirà il suo percorso negli altri ospedali della Sardegna, in attesa di scoprire quale sarà la prossima tappa.

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