Il locale non riaprirà: tra controlli, polemiche e una decisione maturata lentamente
La storia della Prosciutteria Pata Negra non comincia con un verbale, ma con un video. È il 12 agosto quando sui social iniziano a circolare le immagini del controllo dei Nas all’interno del locale di via Eligio Porcu a Quartu. Il gestore, Max Pisu, riprende tutto con il cellulare: i militari, le verifiche, i rilievi. In poche ore il filmato diventa virale, alimenta discussioni, polarizza commenti. Da quel momento, la vicenda esce dal perimetro del locale e diventa un caso pubblico.
Il video, però, è solo l’inizio. Perché dietro quelle immagini ci sono contestazioni precise: presunte irregolarità igienico‑sanitarie, la presenza di insetti associata agli arredi in bambù, criticità nella conservazione e nell’etichettatura di alcuni prodotti. Il primo controllo porta alla sospensione immediata dell’attività. E da lì parte una corsa contro il tempo.
Il nuovo sopralluogo: la speranza di riaprire si spegne
Nei giorni successivi, Pisu e il personale lavorano senza sosta. Sanificazioni, disinfestazioni, arredi rimossi, materiali sostituiti. “Avevamo preparato tutto”, racconta. L’obiettivo era chiaro: ottenere il via libera alla riapertura.
Ma il secondo controllo, arrivato questa mattina, non ha cambiato il destino del locale. Nas e Asl hanno riscontrato ancora elementi da adeguare. Il locale, dunque, non è stato ritenuto idoneo a riaprire. Nessuna protesta, nessuna replica: “Abbiamo accettato la decisione”, dice Pisu, spiegando che i verbali saranno consegnati ai legali della società proprietaria.
Dal primo video alla crisi: cosa era stato contestato
Il caso era esploso proprio per ciò che il video mostrava: i militari al lavoro tra scaffali e banconi. Secondo le cronache, tra gli elementi contestati c’erano:
- Insetti riconducibili agli arredi in bambù
- Rilievi sulla conservazione di alcuni prodotti
- Problemi di etichettatura
Il video aveva amplificato tutto, trasformando un controllo in un caso mediatico. Da quel momento, il locale è rimasto chiuso. “Il 13 agosto eravamo pieni, il 14 dovevamo essere in ferie, invece abbiamo lavorato per adeguarci”, racconta Pisu. Nel frattempo era stata coinvolta anche un’impresa di disinfestazione.
La decisione finale: l’attività viene messa in vendita
Dopo il nuovo sopralluogo, la proprietà e il gestore si sono confrontati a lungo. La conclusione è arrivata senza giri di parole: la Prosciutteria Pata Negra viene messa in vendita.
“Non abbiamo più interesse ad andare avanti, non abbiamo più gli stimoli di prima”, spiega Pisu, gestore del locale, in un video sul suo profilo social. Non una resa immediata, ma la fine di un percorso che nelle ultime settimane ha consumato energie e serenità. “La proprietà ha preso una decisione giusta”, aggiunge.
“Siamo orgogliosi di ciò che abbiamo creato”
Nel video pubblicato oggi, Pisu si concede anche un momento più personale. Ringrazia clienti e amici, rivendica il lavoro fatto negli anni, e prova a guardare avanti: “Non devo dimostrare niente a nessuno. Abbiamo dei progetti futuri in altri lidi”.
Poi la frase che chiude tutto: “Abbiamo solo finito un’epoca. È finita un’epoca.”