sabato 5 Settembre 2026
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Olbia Calcio, è finita: la FIGC Sardegna non accetta l’iscrizione all’Eccellenza

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Sullo sfondo: la squadra dell'Olbia Calcio nella stagione 2025-2026
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Fatali ai bianchi i dubbi sulla società, fra situazione economica e stadio (nonostante fosse stato indicato il Borucca di Buddusò). La società di Via Georgia ripartirà dai campionati inferiori, col suo posto in Eccellenza preso dall’Usinese

OLBIA – Nessun lieto fine per un’Olbia Calcio protagonista di una telenovela durata un’intera stagione. Dopo 121 anni si conclude nel più amaro dei modi la storia dei bianchi, e si conclude con l’esclusione dal prossimo campionato di Eccellenza, ove vi è retrocessa dalla Serie D ai playout della scorsa stagione. La FIGC Sardegna respinge l’iscrizione della squadra gallurese al massimo campionato regionale, nonostante la domanda presentata dalla società. Pesano i dubbi sui conti del club e l’incertezza sullo stadio, con il Borucca di Buddusò indicato come sede provvisoria mai confermata. Stessa sorte tocca al Carbonia, che rinuncia autonomamente. A completare l’organico di Eccellenza sono quindi Villacidrese e Usinese, quest’ultima chiamata a colmare proprio il vuoto lasciato dai bianchi.


Vane soluzioni

Nei giorni precedenti si era tentata una via d’uscita: un ex dirigente prova a rilevare il titolo sportivo del Tempio, rimasto anch’esso orfano di proprietà dopo il ritiro del presidente Sechi. L’operazione avrebbe permesso ai bianchi di ripartire direttamente dall’Eccellenza, ma l’orgoglio della piazza tempiese blocca il progetto. A pesare in modo decisivo è però la bocciatura, da parte del Consiglio Federale Regionale, delle giustificazioni presentate dall’attuale proprietà sui debiti verso alcuni tesserati, in particolare i calciatori Buschiazzo e De Grazia. Il caso del difensore sudamericano, allontanato e privato della possibilità di allenarsi, diventa emblematico della cattiva gestione societaria.

Triennio tormentato

Un epilogo che arriva al termine di un lungo declino, iniziato con la cessione del 70% delle quote dal gruppo Marino alla svizzera Swiss Pro, poi passata alla Pro Soccer di Antonina Flavia Fiore. In città prevale la rassegnazione più che lo stupore. I tifosi olbiesi, ormai da tempo, intuivano come sarebbe andata a finire, osservando una gestione Pro Soccer segnata da scarsa presenza sul territorio e da un progressivo sgretolamento della struttura societaria. Ora però si impone una distinzione netta: da un lato la società che ha amministrato la squadra negli ultimi anni, destinata con ogni probabilità al fallimento, con conseguenze dirette per chi l’ha guidata nell’ultimo quinquennio; dall’altro il patrimonio sportivo e storico dell’Olbia, che resta patrimonio della città a prescindere dalle vicende societarie. Prima di rivedere una squadra in campo con la maglia bianca bisognerà attendere un nuovo progetto sportivo e conoscere la categoria di ripartenza.

 

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