Domenica 6 settembre, Siligo tornerà a essere un punto di incontro tra memoria, musica e comunità. Il Premio Maria Carta, giunto alla sua ventiquattresima edizione, riporta al centro la forza delle radici e la capacità di trasformarle in futuro. Una cerimonia che non vive di celebrazioni rituali, ma di persone: quelle che hanno saputo custodire, innovare, raccontare.
Faraualla e Tore Corazza: due percorsi diversi, la stessa intensità
Quest’anno il riconoscimento principale va alle Faraualla, quartetto vocale pugliese che da trent’anni esplora la voce come strumento totale. Il loro lavoro sui canti popolari, sulle lingue e sulle contaminazioni culturali è un viaggio che non si limita alla tradizione: la attraversa, la smonta, la ricompone. Il dialetto diventa materia viva, la tecnica a cappella un ponte tra mondi.
Accanto a loro, il Premio Maria Carta rende omaggio a Tore Corazza, batterista di Ozieri che ha portato il suo talento sui palchi più importanti del mondo. Una carriera costruita senza clamori, ma con una costanza rara: quella che permette a un musicista di diventare parte della storia della canzone italiana, sostenendo dall’interno le voci che l’hanno resa grande.
Tellus e Fratelli Pinna: l’identità che si muove, l’identità che produce
La sezione dedicata all’emigrazione sarda premia il Circolo Sarda Tellus di Genova, nato nel 1956 e protagonista di battaglie che hanno inciso sulla vita concreta dei sardi lontani da casa. Oggi il circolo guarda ai più fragili: i bambini costretti a rivolgersi all’Istituto Gaslini, accompagnati da una comunità che non ha mai smesso di sentirsi tale.
Per il mondo del lavoro, il riconoscimento va ai Fratelli Pinna di Thiesi: 125 anni di storia, un marchio che ha portato i formaggi sardi oltre confine, fino a far pesare il 35% del fatturato sui mercati internazionali. Un esempio di continuità imprenditoriale che non rinuncia alla qualità, né al legame con il territorio.
Anna Moroni: la cucina come racconto popolare
Il Premio speciale è assegnato ad Anna Moroni, volto televisivo che ha trasformato la cucina tradizionale sarda in un linguaggio accessibile, familiare, capace di arrivare ovunque. Non solo ricette: un modo di raccontare la Sardegna attraverso gesti, sapori e memoria domestica.
Una serata che intreccia voci, strumenti e comunità
Sul palco, oltre ai premiati, si alterneranno Kentu Cordas, il Tenore Remunnu ’e Locu, Fantafolk, Franca Masu, Lucia Budroni e Sandra Ligas. Un mosaico di stili che restituisce la varietà della cultura sarda senza incasellarla.
La diretta su Videolina e Radiolina partirà alle 17.30, con la conduzione di Giacomo Serreli e Maria Grazia Ledda.
Le parole della Fondazione e del Comune
«Ventiquattro edizioni non sono un numero, sono un percorso», ha ricordato Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta. Un percorso che non si limita a custodire la memoria della grande artista, ma che riconosce chi continua a far crescere la Sardegna nel mondo.
Il sindaco Giovanni Porcheddu ha sottolineato il valore del Premio per Siligo: una ribalta che parla di identità, di cultura e di eccellenza, come quella rappresentata quest’anno dai Fratelli Pinna.
Un Premio che attraversa il tempo
Dal 2003, il Premio Maria Carta ha accolto figure che hanno segnato la musica e la cultura internazionale: Noa, Dulce Pontes, Maria del Mar Bonet, Savina Yannatou, Branduardi, Capossela, Finardi, Teresa De Sio. E nomi che appartengono alla memoria collettiva: Morricone, Fracci, Merini, Parodi.
Ogni edizione aggiunge un tassello, senza ripetersi. Anche quella di quest’anno, che mette insieme voci femminili, storie di emigrazione, imprese longeve e una cucina che diventa racconto.