C’è un’aria frizzante nei cieli del Regno Unito. Non è la nebbia, non è il vento del Tamigi: è il profumo inebriante dell’innovazione aeroportuale. Dopo anni di noiose formalità come check-in, security e boarding, finalmente gli scali britannici hanno trovato un modo per rendere l’esperienza davvero indimenticabile: far pagare gli abbracci.
All’aeroporto di London City, incastonato tra i grattacieli come un gioiello urbanistico che nessuno aveva chiesto, accompagnare un proprio caro al terminal costa oggi 8 sterline. Non per parcheggiare, non per un servizio premium, non per un massaggio antistress pre-volo. No: per fermarsi cinque minuti e dire “ciao”. Se poi l’emozione prende il sopravvento e ci si trattiene un po’ di più, niente paura: c’è la sterlina al minuto, fino a un massimo di 10 minuti complessivi. Totale? 13 sterline. Un abbraccio breve, ma economicamente intenso.
Fino al 31 dicembre 2025 era tutto gratuito. Ma si sa: il nuovo anno porta sempre buoni propositi. E quello di London City dev’essere stato “monetizzare l’affetto”.
A Heathrow, lo scalo più trafficato d’Europa, hanno scelto un approccio più sobrio: 7 sterline per un massimo di 10 minuti. Una tariffa quasi “popolare”, verrebbe da dire, se non fosse che stiamo parlando di pagare per lasciare qualcuno davanti a un terminal. Ma almeno qui, con un po’ di fortuna, si può fingere che il costo sia incluso nel prezzo del biglietto. Psicologia applicata.
Poi c’è Bristol, che non sarà esattamente la porta d’ingresso del mondo, ma non vuole certo essere da meno. La sua “tassa del saluto” è fissata a 8,5 sterline. Un gesto di orgoglio aeroportuale: “Non saremo Heathrow, ma i vostri addii li facciamo pagare quasi quanto loro”.
Il futuro? L’abbraccio contactless
A questo punto, è lecito chiedersi quale sarà la prossima frontiera. Una tariffa dinamica basata sull’intensità emotiva? Un sovrapprezzo per le lacrime? Un abbonamento mensile per i genitori di studenti Erasmus?
Oppure, più semplicemente, l’introduzione dell’abbraccio contactless: si saluta da lontano, si paga con lo smartphone, e nessuno rischia di superare i cinque minuti fatali.
Nel frattempo, chi viaggia nel Regno Unito può consolarsi con un pensiero: almeno il volo, quello, non lo fanno ancora pagare a minuti. Per ora.