sabato 5 Settembre 2026
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Gaia Costa travolta e uccisa a Porto Cervo: patteggiamento a un anno per la manager alla guida del Suv

Gaia Costa travolta e uccisa a Porto Cervo: patteggiamento a un anno per la manager alla guida del Suv

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Gaia Costa

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Le indagini confermano la “grave distrazione” alla guida

La vicenda che ha portato alla morte di Gaia Costa, 24 anni, nel luglio del 2025 resta una delle pagine più dolorose degli ultimi anni in Gallura. Oggi trova un primo epilogo giudiziario: Vivian Spohr, manager tedesca alla guida del Suv Bmw che l’8 luglio 2025 investì e uccise la giovane di Tempio sulle strisce pedonali nel centro di Porto Cervo, ha patteggiato un anno di reclusione con due anni di sospensione della patente.


La dinamica dell’incidente

I fatti risalgono all’8 luglio, poco prima delle 13, nell’attraversamento pedonale vicino all’intersezione con via della Goletta. Gaia stava attraversando quando il Suv l’ha colpita in pieno. Secondo la relazione tecnica del consulente della procura, l’ingegnere Marco Antonio Pes, l’impatto fu dovuto a una grave distrazione della conducente, che non avrebbe percepito la presenza della giovane pedone mentre osservava il traffico davanti a sé.

Le condizioni erano ideali: meteo perfetto, visibilità ottima, fondo stradale asciutto. Nessun elemento esterno, dunque, che potesse giustificare la mancata attenzione.

L’inchiesta e il patteggiamento

La procura di Tempio aveva chiuso le indagini lo scorso febbraio, iscrivendo Spohr nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio stradale. Il patteggiamento a un anno, accolto dal Gip Marcella Pinna e dal Pm Milena Aucone, chiude la fase giudiziaria di primo livello. Il legale della famiglia Costa, l’avvocato Antonello Desini, al momento non ha rilasciato dichiarazioni.

Il nodo sicurezza stradale

Il caso riporta al centro il tema della sicurezza nelle località turistiche, dove traffico intenso, distrazioni e velocità spesso creano situazioni ad alto rischio. La morte di Gaia, avvenuta in pieno giorno e su un attraversamento pedonale, diventa il simbolo di una fragilità strutturale: basta un attimo di disattenzione per spezzare una vita.

Una comunità che non dimentica

A Tempio e Porto Cervo il ricordo di Gaia resta vivo. La sentenza non cancella il dolore, né le domande che la comunità continua a porsi. Ma segna un punto fermo in una vicenda che ha scosso l’opinione pubblica e riacceso il dibattito sulla responsabilità alla guida.

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