Nel 2012 viene convocato dalla nazionale canadese U18, con cui conquista la medaglia di bronzo ai Campionati americani di categoria in Brasile. Successivamente veste anche la maglia dell’U19, mentre la consacrazione con la prima squadra arriva nel 2017.
Kaza Kajami-Keane, giocatore Dinamo Sassari: “A questo punto della mia carriera il basket è diventato anche uno strumento di crescita personale e questa mi è sembrata un’opportunità perfetta per continuare a migliorare, sia come giocatore sia come persona. Avrò la possibilità di lavorare con un allenatore straordinario, che ha giocato ai massimi livelli e con la nazionale del suo Paese: un tipo di giocatore a cui ho sempre guardato con ammirazione. Questo ha avuto un peso molto importante nella mia decisione”.
“Ho sempre seguito la Dinamo grazie agli amici che hanno giocato qui e l’ho sempre considerata una società speciale. Mi hanno sempre affascinato la sua storia e la sua identità, oltre al legame che questa terra ha con la mia famiglia. Per me la famiglia conta tantissimo e poter rappresentare un luogo che significa così tanto non solo per me, ma anche per mia madre, ha inciso molto sulla mia scelta. Infine, mi ha convinto la possibilità di contribuire alla costruzione di una cultura vincente. Nella mia carriera ho fatto parte di squadre con una mentalità orientata al successo e di altre che non l’avevano. Sentire che allenatore, general manager e ambiente vogliono creare una squadra capace di vincere, giocare nel modo giusto e competere per onorare il nome che porta sul petto è stato qualcosa di cui volevo assolutamente far parte”.
“Ogni volta che scenderò in campo darò tutto quello che ho per aiutare la squadra a raggiungere il massimo risultato possibile. La stagione è lunga, ci saranno momenti belli e altri più difficili, ma con la mentalità giusta e l’impegno di tutti credo che potremo metterci nelle condizioni di vincere il maggior numero possibile di partite”.
“Sto entrando nella decima stagione della mia carriera da professionista e in passato ho chiuso campionati ai vertici per punti, assist e altre statistiche, ma tutto questo non ha valore se non è accompagnato dai risultati della squadra. Nessun traguardo individuale potrà mai superare la soddisfazione delle stagioni in cui ho vinto e conquistato campionati. Per me il successo del gruppo sarà sempre la cosa più importante. L’obiettivo della squadra deve essere quello di costruire basi solide, tali da permetterci di guardarci allo specchio e sapere di aver dato tutto per avere successo. Se riusciremo a farlo con continuità, sono convinto che a fine stagione anche i risultati rispecchieranno questa mentalità”.
“Mio nonno era italiano e ha vissuto per tanti anni in Sardegna! Anche mia madre ha vissuto lì da quando aveva circa un anno fino ai tre, prima che la famiglia si trasferisse in Canada. Siamo cresciuti ascoltando i suoi racconti sulla Sardegna e il suo desiderio di tornarci. Non ci è mai riuscita, semplicemente perché la vita l’ha portata altrove: il Canada, la famiglia, i figli. Quest’estate sono venuto io per vedere con i miei occhi i luoghi di cui mi aveva sempre parlato. È una terra meravigliosa, con una cultura e delle persone che mi hanno colpito profondamente. Per questo poter giocare in un posto che significa così tanto per mia madre è davvero un sogno che si realizza”.
“Pierre e Bamforth mi hanno raccontato di una tifoseria speciale, di un’organizzazione eccellente e di un’isola unica in cui vivere e giocare. Mi hanno detto che i tifosi e la città sostengono davvero i propri giocatori e apprezzano soprattutto chi scende in campo con passione e rispetto per questa maglia. Spero di riuscire a portare anch’io queste qualità e di lasciare un segno come hanno fatto loro. So bene che raccogliere l’eredità di giocatori di questo livello non sarà semplice, ma farò di tutto per esserne all’altezza”.
Paolo Citrini, direttore sportivo Dinamo Sassari: “Kajami-Keane era il playmaker che avevamo individuato come priorità per la costruzione della squadra. È un giocatore di alto livello e, per arrivare a lui, abbiamo lavorato con pazienza per circa tre settimane, aspettando il momento giusto per impostare la trattativa. Aveva offerte importanti da club europei di prima divisione, ma conosceva già molto bene la realtà di Sassari grazie ai racconti di Dyshawn Pierre e Scott Bamforth. Fin dal primo confronto c’è stato anche un ottimo feeling con coach Luca Vitali e siamo riusciti a trasmettergli quanto fosse centrale nel nostro progetto.
“Siamo davvero molto soddisfatti di averlo portato alla Dinamo. È un vero playmaker, una figura sempre più difficile da trovare nel basket moderno. Ha leadership, personalità e un’intelligenza cestistica di alto livello: sa leggere il gioco, gestire i ritmi della partita e mettere nelle migliori condizioni i compagni. Non è uno scorer puro, anche se è perfettamente in grado di costruirsi e segnare i propri canestri. Grazie alla sua struttura fisica e al suo atletismo può difendere su tre ruoli e incidere su entrambe le metà campo. È un giocatore che sa prendersi responsabilità, dare equilibrio alla squadra e diventare un punto di riferimento nei momenti importanti”.