Con il caldo di questi giorni, qualcuno avrà probabilmente scelto il mare, ma chi ha optato per il palazzetto ha potuto seguire da vicino il lavoro della squadra, godendosi anche un po’ di aria condizionata. Dalle prime file, tanta curiosità per conoscere il nuovo roster e osservare le prime indicazioni del nuovo coach. Sul parquet, intanto, la squadra continua a spingere per trovare ritmo, condizione e soprattutto la giusta intesa. La priorità? Definire la propria identità.
Kaza Kajami-Keane, giocatore Dinamo Sassari: “Il mio rapporto con la Sardegna? Mia madre ha vissuto qui fino all’età di tre anni e mi ha sempre parlato molto bene di questa terra, soprattutto del cibo e, ancora di più, delle persone. Quindi ho sempre avuto dei bei ricordi legati a questo posto”.
“Pierre e Bamforth mi hanno parlato benissimo di Sassari e della piazza. Hanno vissuto dei momenti molto belli qui, mi hanno raccontato del tifo fantastico che si vive al PalaSerradimigni e di una società che ha davvero tanti aspetti positivi. Mi hanno detto che, considerando il momento della mia carriera, venire a Sassari sarebbe stata una scelta molto importante”.
“Obbiettivi? Voglio vincere. Per me è importante costruire un grande gioco di squadra, creare un bel gruppo e raggiungere risultati importanti. Nonostante siamo solo all’inizio della preparazione, siamo già molto uniti. Anche i giovani si stanno integrando bene. In squadra ci sono tanti giocatori con esperienza e credo che questa possa essere una delle nostre forze. Quest’anno cercheremo di fare del nostro meglio e di arrivare il più lontano possibile”.
Simone Aromando, giocatore Dinamo Sassari: “Quando ero nelle giovanili, quindi parecchi anni fa, giocavo da esterno. Poi, entrando nel mondo senior, gli allenatori mi hanno utilizzato sia come ala sia, ogni tanto, come centro. Mi piace giocare sia spalle sia fronte a canestro. Avere queste caratteristiche, soprattutto nel basket moderno, è molto importante sia nel ruolo di 4 sia, quando capita, in quello di 5”.
“Ho trascorso tre anni a Mestre molto belli, durante i quali abbiamo conquistato la promozione in Serie A2. Poi ho ricevuto la chiamata di Pesaro per i playoff. Ho cercato di dare il meglio in ogni piazza in cui sono stato. Ricevere l’affetto dei tifosi anche quando cambio squadra è una cosa che mi fa veramente piacere, perché significa che ho trasmesso qualcosa. Per un giocatore è una delle cose più belle, oltre ovviamente ai risultati. Non è scontato e mi fa molto piacere: vuol dire che riesco a trasmettere passione quando gioco, ed è una cosa a cui tengo molto».
“Il coach? L’ho sentito praticamente subito e mi ha fatto una buonissima impressione. Mi ha spiegato quali fossero i suoi obiettivi, sia per me che per la squadra. Poi il GM e tutti gli altri mi hanno rassicurato sul fatto che avrebbero costruito una squadra importante. Per me allenarmi e giocare con giocatori così forti ed esperti sarà innanzitutto un’opportunità per crescere individualmente. Se riusciremo a lavorare bene insieme, potremo sicuramente fare delle belle cose».
“Al gruppo voglio portare tanta energia e tanta voglia di fare. Farò quello che mi chiederà l’allenatore. Sono un giocatore altruista, che cerca sempre di aiutare i compagni in ogni modo possibile. In queste stagioni, sia in Serie B sia nell’ultima in Serie A2, penso di aver dimostrato anche di essere un realizzatore. Cercherò quindi di fare tutto il necessario per aiutare questo gruppo nel migliore dei modi».
“Hobby? Mi piace molto allenarmi. Anche quando ho il giorno di riposo, spesso mi piace venire al palazzetto. Poi, visto che qui siamo vicini al mare, anche fare una passeggiata in spiaggia per ricaricarsi penso sia una delle cose più belle”.