sabato 5 Settembre 2026
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Crossroads: quando Sassari incrociava le strade del blues

Crossroads: quando Sassari incrociava le strade del blues

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Francesco Piu al Teatro Verdi a Sassari

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Non molti anni fa, la città si accreditava come uno dei poli isolani del blues. Dopo alcuni recenti concerti di artisti internazionali, si intravede qualche segnale di rilancio?

 

Si è da poco concluso il festival internazionale Narcao Blues 2026, vale a dire il momento in cui l’Isola diventa una delle sedi privilegiate di questo genere musicale, con l’organizzazione dell’associazione sulcitana Progetto Evoluzione. L’edizione 2026 ha visto un interessante mix fra tradizione e innovazione, dove gli artisti americani più quotati (da citare Nikki Hill e Janiva Magness, fra gli altri) si sono alternati con giovanissimi talenti emergenti: da seguire, in futuro, l’australiano Taj Farrant, ma anche la promessa isolana Gabriele Chiesa.


Nikki Hill, Narcao Blues 2026

Foto Riccardo Frau

Nella serata finale si è cercato anche di andare oltre gli schemi, con l’esibizione, fra blues e punk minimalista, del duo italiano Cyborg Zero, la cui reale identità è ad oggi sconosciuta, anche perché i due musicisti si presentano sul palco uno con una maschera da saldatore e l’altro con un cappuccio integrale. Nonostante la perplessità di alcuni “puristi” del genere, gran parte del pubblico ha apprezzato.

Cyborg Zero, Narcao Blues 2026
Cyborg Zero, Narcao Blues 2026

Foto Riccardo Frau

Che c’entra Sassari con tutto questo?” verrebbe spontaneo chiedere.

C’entra, o meglio, c’entrava parecchio, fino a non molto tempo fa. Proviamo allora a riavvolgere il nastro di qualche anno, per ricordare come anche il capoluogo turritano a suo tempo frequentasse quegli incroci magici (Crossroads, avrebbe detto il bluesman Robert Johnson) in cui si intrecciano le strade del blues.

Le radici, innanzitutto: correva il 1982 e si assisteva al boom della trasmissione televisiva Mister Fantasy, condotta da Carlo Massarini, vero alfabetizzatore rock del Belpaese: i giovani non perdevano una puntata, anche a costo di fare tardi alla TV e per la prima volta vedevano sul piccolo schermo i videoclip dei loro idoli della musica pop, rock, elettronica e quant’altro. Ad ogni serata veniva peraltro trasmesso il filmato di un brano tratto dall’album, appena pubblicato, Rockin’ Blues di Roberto Ciotti, che era il bluesman italiano di riferimento e la cui popolarità si amplificò quindi esponenzialmente. A Sassari, nel frattempo, in Via Palmaera si trovava il Buen Dia (poi noto come Menestrello, Loft e ora Le Iene), music club cittadino in cui si tenevano sia le jam session dei musicisti locali, sia concerti di artisti di rilievo nazionale e internazionale (Paolo Fresu, Roberto Gatto e Furio Di Castri, fra i tanti passati su quel palco). Pinuccio Murrai, vulcanico gestore del pub, organizzò quindi un concerto proprio di Ciotti, che incantò i ragazzi del capoluogo turritano, i quali vedevano ora materializzarsi davanti ai loro occhi una vera e propria celebrità televisiva: non solo un concerto, ma anche un’occasione imperdibile per parlare con l’artista e scambiare informazioni tecniche (l’episodio è documentato nel libro Vintage. Rock e dintorni nella Sassari degli anni ottanta, Alfa Editrice, 2020). Questa circostanza fortunata portò ricadute musicali anche sulla piazza sassarese, visto che, pochi anni dopo, alcuni dei ragazzi presenti a quello storico evento fondarono la prima blues band locale, i Blues By Five, aprendo un solco per altre formazioni di cui fra poco si dirà.

Tornando agli incroci con Narcao Blues, nella prima decade degli anni 2000 Sassari si accredita invece come sede vera e propria dell’anteprima del festival: qualche settimana prima della rassegna di Narcao, con il patrocinio del Comune di Sassari ed il supporto dello staff sulcitano, si ospitava infatti il live di un artista di richiamo e il centro storico si animava di musica e di un pubblico incuriosito e accogliente: fra piazza Santa Caterina e piazza Tola si susseguirono negli anni le esibizioni di Sarah Jane Morris, Larry Carlton, Nine Below Zero, Robben Ford, Treves Blues Band e Keb Mo’. Venne anche organizzata un’edizione invernale al Teatro Civico, denominata Sassari City Blues.

Sarah Jane Morris, piazza Santa Caterina
Sarah Jane Morris, piazza Santa Caterina

Foto Riccardo Frau

L’arrivo sulla piazza sassarese di questi inediti personaggi si accompagna anche a vari aneddoti, alcuni dei quali avvenuti alla presenza chi scrive.

Robben Ford, ad esempio, durante la cena post concerto, in una storica trattoria di Via Pettenadu, quando vide entrare nel locale l’ambulante che vendeva le rose, incaricò il suo road manager di acquistarle tutte e ne fece dono alle signore sedute ai tavoli del ristorante: un vero gentleman d’altri tempi.

Fabio Treves e la sua band scesero invece dal palco di piazza Tola e sciamarono in corteo fra il pubblico, suonando e cantando in mezzo alla folla. Treves predicava allora “il blues alle masse”: detto, fatto.

Keb Mo’, dal palco della stessa piazza indicò al pubblico la statua di Pasquale Tola, chiedendo alla folla “Who is that man?” (chi è quell’uomo?). “Tola!” rispose in coro l’audience sassarese. “Handsome!” (un bell’uomo) commentò l’artista.

Keb Mo’, piazza Tola
Keb Mo’, piazza Tola

Foto Riccardo Frau

Il fenomeno blues in quel frangente prese rapidamente piede in città, tanto che la seconda decade del 2000 si apriva con le iniziative della neo costituita associazione locale Il Circolo del Blues, portando nelle piazze del centro storico il festival Blues and Beer, con artisti del calibro di Popa Chubby (2011), Dr. Feelgood (2012), Ana Popovic e Bob Margolin (2013). Tuttavia, dal 2014 queste iniziative vennero interrotte.

Fine del blues a Sassari, allora? Si e no. Spieghiamoci meglio.

Sicuramente in quel momento ci fu uno stop ai concerti degli artisti internazionali, ma quegli eventi lasciarono comunque una traccia profonda sulla gioventù locale e servirono, ad esempio, a fornire nuovo slancio alla nascita di band locali: arrivarono i Blue Velvet, i Downtown Blues e ancora i Dislocation Blues, che vinsero proprio a Narcao il contest Blues from Sardinia nel 2012.

Blue Velvet al Loft
Blue Velvet al Loft

Foto Riccardo Frau

Il capo nord dell’Isola, in qualche modo, era stato presente a Narcao anche nel 2004, quando il Sulcis ospitò il padre del blues britannico, John Mayall, per uno storico a affollatissimo concerto: da ricordare, infatti, che il gruppo di apertura erano i Blue Juice, da cui decollava la carriera solista dell’artista osilese Francesco Piu, che oggi ha ormai raggiunto una caratura internazionale e, assieme a Irene Loche, rappresenta la punta di diamante del blues sardo.

Ciò detto, il ricordo di eventi cittadini di rilievo non vuole essere solo un nostalgico richiamo ai fasti del passato, bensì uno spunto per valutare eventualmente se ci siano le condizioni – organizzative, economiche e quant’altro – per un eventuale rilancio, in uno scenario oggi indubbiamente diverso. Intanto, qualcosa si muove in città, dove si assiste a nuovi importanti concerti affini al blues (Frank Gambale ed Eric Johnson, fra gli altri) e ad un diffuso interesse nel movimento musicale locale.

Eric Johnson in piazza Moretti
Eric Johnson in piazza Moretti

Foto Riccardo Frau

Torneranno le strade del blues ad incrociarsi con quelle di Sassari? Staremo a vedere. Non pochi se lo augurano.

 

Riccardo Frau. Avvocato, saggista storico e giuridico, autore del libro “Vintage. Rock e dintorni nella Sassari degli anni ottanta” (Alfa Editrice, 2020)

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