sabato 5 Settembre 2026
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A Sassari ritorna “La scienza in piazza”

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The Event Horizon Telescope (EHT) — a planet-scale array of eight ground-based radio telescopes forged through international collaboration — was designed to capture images of a black hole. In coordinated press conferences across the globe, EHT researchers revealed that they succeeded, unveiling the first direct visual evidence of the supermassive black hole in the centre of Messier 87 and its shadow. The shadow of a black hole seen here is the closest we can come to an image of the black hole itself, a completely dark object from which light cannot escape. The black hole’s boundary — the event horizon from which the EHT takes its name — is around 2.5 times smaller than the shadow it casts and measures just under 40 billion km across. While this may sound large, this ring is only about 40 microarcseconds across — equivalent to measuring the length of a credit card on the surface of the Moon. Although the telescopes making up the EHT are not physically connected, they are able to synchronize their recorded data with atomic clocks — hydrogen masers — which precisely time their observations. These observations were collected at a wavelength of 1.3 mm during a 2017 global campaign. Each telescope of the EHT produced enormous amounts of data – roughly 350 terabytes per day – which was stored on high-performance helium-filled hard drives. These data were flown to highly specialised supercomputers — known as correlators — at the Max Planck Institute for Radio Astronomy and MIT Haystack Observatory to be combined. They were then painstakingly converted into an image using novel computational tools developed by the collaboration.

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L’iniziativa organizzata dalla Società Astronomica Turritana e dall’AIF in collaborazione con l’Università di Sassari

Dall’11 al 13 aprile ritorna a Sassari “La scienza in piazza”, il più importante appuntamento di divulgazione scientifica del nord Sardegna che coinvolge università, scuole e associazioni, decine di animatori e di insegnanti e centinaia di studenti.

L’iniziativa, giunta alla XIV edizione, nasce da un format consolidato promosso dalla Società Astronomica Turritana (SAT) e dall’Associazione per l’Insegnamento della fisica (AIF), si svolgerà nel Polo Bionaturalistico di Piandanna presso il Dipartimento di Scienze della Natura dell’Università di Sassari.


Giovedì e venerdì si potrà accedere dalle 8.30 alle 13.30 al mattino e dalle 15 alle 18 nel pomeriggio. Sabato gli orari di apertura saranno invece dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 19.30. Numerosissime le attività in programma per questa XIV edizione, tra laboratori di ricerca e sperimentazione, mostre e incontri di studio aperti a tutti per rispondere al tema “Le cause delle cose”.

Si potrà approfondire la conoscenza del moto dell’asse terrestre e la precessione, saranno disponibili un planetario e un proiettore portatili, una classe del Liceo Spano presenterà accattivanti sperimentazioni per spiegare in modo agevole la “relatività” secondo Einstein e Galileo.

Una conferenza a due voci tra il fisico Gian Nicola Cabizza e l’agronomo Giuseppe Pulina ripercorrerà gli aspetti più significativi del calendario astronomico-agricolo di Esiodo e, inoltre, sempre a cura della SAT, si presenteranno i pannelli commemorativi dello sbarco dell’uomo sulla luna, dando il via a una mostra che quest’anno diventerà itinerante in occasione del cinquantesimo anniversario di questa importante conquista spaziale. Altri aspetti celebrativi, frutto di condivisione con l’università e gli altri enti, riguarderanno i 150 anni della Tavola Periodica degli Elementi, i 200 anni del viaggio in Sardegna di Alberto La Marmora e i 500 anni di Leonardo da Vinci.

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