sabato 5 Settembre 2026
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Un cinghiale sbucato all’improvviso, l’impatto violentissimo: marito e moglie finiscono all’ospedale

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Incidente in moto Saccargia

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Il gravissimo incidente in cui sono rimasti coinvolti Mario Piroddu e sua moglie Barbara Arca, travolti da un cinghiale mentre percorrevano in moto il rettilineo di Saccargia sulla SS 597, riporta con forza al centro del dibattito una delle emergenze più serie dell’isola: la presenza incontrollata dei cinghiali sulle strade sarde


«Rientravamo a Sassari da Ploaghe, lungo il rettilineo di Saccargia. Andavamo piano, era una semplice passeggiata. A un certo punto, con la coda dell’occhio, ho visto un cinghiale saltare dalla corsia opposta. Da lì i ricordi si interrompono. Quando mi sono ripreso, vedevo tutto nero. Mia moglie era sdraiata a terra, immobile. Alcune persone si erano fermate per soccorrerci. Ho cercato di trascinarmi verso di lei, ho tolto il casco, ma non riuscivo né a urlare né a respirare. L’ho toccata, ha reagito, e in quel momento ho capito che era viva. Poco dopo sono arrivati i soccorsi, tempestivi. Ora sono in ospedale con cinque costole fratturate, un polmone perforato, una spalla lussata e diverse escoriazioni. Dovremo restare a lungo a riposo: i medici ci hanno detto che la ripresa sarà molto lenta e avrà pesanti ripercussioni sul mio lavoro.»

Sono queste le dichiarazioni rilasciate a City&City da Mario Piroddu, ancora convalescente, che non vogliono essere solo la cronaca di un terribile incidente ma anche la denuncia di un problema che in Sardegna cresce da anni: la presenza incontrollata dei cinghiali sulle strade, una minaccia sempre più concreta per automobilisti e motociclisti. Un episodio che, per dinamica e conseguenze, riporta al centro dell’attenzione un tema che riguarda tutti.

Un impatto improvviso, una vita che cambia in un istante

Venerdì 22 maggio, sul rettilineo di Saccargia, la vita di Mario 43 anni, imprenditore edile, e di sua moglie Barbara Arca 41 anni, presidente di una associazione sportiva si è fermata in un lampo. Un cinghiale sbucato all’improvviso, l’impatto violentissimo, il buio. Mario ricorda solo il risveglio sull’asfalto: il dolore lancinante delle costole fratturate, il polmone perforato, la sensazione di non riuscire a respirare. E poi sua moglie, distesa a terra, immobile. La forza di trascinarsi fino a lei per sentire un respiro, un segno di vita. «Pochi minuti dopo ho visto mio figlio che mi guardava dall’alto. Uno sguardo che nessun padre dovrebbe mai vedere e che nessun figlio dovrebbe mai essere costretto a vivere.» – scrive Piroddu sul suo profilo social. Il momento più drammatico è nello sguardo del figlio Simone, arrivato pochi minuti dopo grazie alla localizzazione del telefono: un’immagine che nessun genitore dovrebbe mai vedere. Il trasporto in elicottero, la paura, i pensieri più bui. La consapevolezza che tutto avrebbe potuto finire lì.

La gratitudine e la forza della comunità

Nel suo messaggio sui social, Mario ringrazia chiunque abbia fatto sentire la propria vicinanza: visite, telefonate, messaggi, parole di conforto. Gesti semplici ma fondamentali, che hanno dato a lui e a Barbara la forza di reagire, di rialzarsi, di affrontare un percorso di recupero che sarà lungo ma possibile. Un ringraziamento che diventa anche un invito alla prudenza, un monito che nasce dall’esperienza diretta.

Cinghiali sulle strade: un’emergenza che non si può più ignorare

La storia di Mario e Barbara non è un caso isolato. In Sardegna, la presenza dei cinghiali è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni, con conseguenze sempre più gravi:

  • Incidenti in aumento su statali, provinciali e persino nei centri abitati.
  • Animali non più timorosi dell’uomo, attratti da coltivazioni, rifiuti e aree urbane.
  • Danni agricoli ingenti, che si sommano ai rischi per la sicurezza.
  • Mancanza di un controllo efficace, tra norme complesse, competenze frammentate e interventi insufficienti.

Il risultato è un territorio dove la convivenza tra fauna selvatica e mobilità quotidiana è diventata sempre più difficile. E dove un impatto può trasformarsi in tragedia in una frazione di secondo.

Sicurezza stradale: cosa serve davvero

La vicenda riapre un dibattito che in Sardegna torna ciclicamente, senza mai trovare una soluzione definitiva. Servono:

  • Piani di contenimento più efficaci e costanti.
  • Monitoraggio reale delle aree a rischio, con segnaletica adeguata.
  • Interventi strutturali nei tratti più esposti.
  • Coordinamento tra enti, oggi spesso frammentato.
  • Campagne di sensibilizzazione per chi guida, soprattutto motociclisti e pendolari.

Non si tratta di criminalizzare la fauna selvatica, ma di garantire sicurezza a chi ogni giorno percorre le strade dell’isola.

“La vita può cambiare in un attimo”

Il messaggio finale di Mario è semplice e potente: la vita è fragile, e va protetta.

Proteggerla significa guidare con prudenza, certo, ma anche pretendere che le istituzioni affrontino con decisione un problema che riguarda tutti. Significa ricordarsi di dire alle persone che amiamo quanto sono importanti, perché basta un istante per cambiare tutto.

 

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