sabato 18 Aprile 2026
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Un “ex voto” per la libertà, a bordo di un’Ape-car

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“Per grazia non ricevuta”: il film che riassume il progetto di Giovanna Maria Boscani e Joe Perrino sugli istituti detentivi sardi

Abbiamo avuto il piacere di essere presenti all’ultima presentazione del film che mostra il progetto, il concetto e il viaggio lungo tutta la Sardegna dei due autori e protagonisti, Giovanna Maria Boscani, artista sassarese, e Joe Perrino, cantautore cagliaritano.


Un progetto, iniziato pochi anni fa, che ha l’obiettivo di aprire una finestra in un mondo spesso trascurato, ma più che mai presente nella società odierna, quello della detenzione.

L’Ape-car adornata di “ex voto” è stata il mezzo di trasporto ma anche il simbolo del viaggio stesso, una vera installazione itinerante: «L’Ape, icona di una periferia che si arrangia, di una precarietà sociale, che, personalizzata dall’esigenza di sopravvivenza (dalla vendita ambulante al trasporto abusivo) diviene un mezzo per campare.» si legge nella presentazione. Ed è proprio questo il tema centrale di “Per grazia non ricevuta”: la necessità di sopravvivere e di trovare la propria libertà, anche se non è quasi mai fisica.

Il lungo viaggio attorno all’Isola ha portato Giovanna Maria e Joe a visitare le strutture carcerarie isolane. I detenuti consegnano le proprie richieste di “grazia”: disegni, scritti, oggetti o reali preghiere che, come dei veri “ex voto”, riempiono e colorano l’Ape-car che finirà il suo percorso nell’ex-carcere di Buoncammino a Cagliari, dove rimane ora esposta.

«”Per grazia non ricevuta” non vuole essere un’indagine socio-antropologica, ma cassa di risonanza per storie, desideri, ambizioni, sogni, che altrimenti rimarrebbero rinchiusi fra le mura degli istituti di pena.» Il docu-film con la regia e sceneggiatura di Davide Melis, è un insieme di storie di vita, di sentimenti, di comprensione, di speranza e di rinascita. La narrazione comincia col dialogo tra Giovanna Maria, Joe e un ex detenuto: raccontano l’origine del progetto a bordo dell’Ape e di come li abbia condotti a conoscere esperienze, spesso molto forti e crude, di persone rinchiuse nelle varie strutture carcerarie isolane. Si parla della sofferenza fisica e soprattutto mentale, della mancanza di supporto psicologico e formativo e della necessità di riabilitazione accanto al dovere di “punizione”.

Nel frattempo l’Ape, con tutto il suo bagaglio colorato di “ex voto”, cammina e attraversa i luoghi più nascosti ma altrettanto simbolici dell’Isola. Il viaggio si dimostra uno sguardo non invadente o morboso in un mondo spesso confuso ed erroneamente idealizzato. Si parla delle differenze tra le strutture, dei rapporti tra guardie e carcerati, della necessità di creare delle piccole comunità, fino alle paure di accogliere la presenza esterna dei visitatori sulla tre ruote luminosa e quindi quella di tutto il mondo esterno.

I dialoghi con gli ex detenuti, o con chi ha lavorato e lavora all’interno delle strutture, è una finestra diretta su un mondo nascosto ma reale, crudo e a tratti struggente. Joe Perrino già da tempo -con Canzoni di malavita – canta e racconta di storie legate alla detenzione, e l’incontro con Giovanna Maria e Leonardo Boscani (il direttore artistico) ha dato un’immagine concreta alle sue parole. Il regista Davide Melis è riuscito a sintetizzare il senso principe del progetto: i desideri e le aspirazioni dei detenuti, la loro voglia di libertà vera e di un sistema che non solo gli permetta di rimediare agli errori commessi, ma anche di ridargli un posto nel mondo.

«Il progetto non è finito ma continua ed evolve sia nella parte musicale che a livello di performance teatrale» dichiara Giovanna Maria. Aspettiamo con piacere il seguito.

 

Regia: Davide Melis

Sceneggiatura: Davide Melis

Fotografia: Luca Melis

Montaggio: Davide Melis

Musica: Joe Perrino

Sound design: Marco Rocca

 

Cast:

Giovanna Maria Boscani

Joe Perrino

Detenuti, ex detenuti e parenti

 

Produzione:

KAREL film production & communication

col contributo di: Regione Sardegna – Fondazione di Sardegna

Col supporto di: Fondazione Sardegna Film Commission

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