lunedì 5 Ottobre 2026
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Torres, un ostacolo chiamato stadio Vanni Sanna: il manto erboso diventa un caso nazionale

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Un'inquadratura del manto erboso dello Stadio Vanni Sanna, prima del match contro il Bra
Un'inquadratura del manto erboso dello Stadio Vanni Sanna, prima del match contro il Bra

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Dopo il match contro il Bra, le condizioni dell’erba dell’ex Acquedotto diventano oggetto di discussione anche fuori dal campo: a Sportitalia attacco di Criscitiello nel suo editoriale sulla Serie C

SASSARI – Quello che una volta si chiamava Acquedotto, oggi noto come stadio Vanni Sanna, sta trovando in un certo senso il modo di far parlare di sé non solo a Sassari, ma anche su scala nazionale. In negativo, purtroppo: a far discutere da tempo è il manto erboso del campo, le cui condizioni disastrose sono state lamentate sia da giocatori, torresini e avversari, che dallo stesso staff della società di Via Romita, divenendo tema di discussione anche su social e in tv. Un manto erboso che, viste le proprie condizioni, diventa un vero e proprio ostacolo nella corsa alla salvezza di Mastinu e compagni.


ERBA… AMARA. Lamentele che, al termine dell’ultimo turno, si sono accentuate. Contro il Bra, complice anche una pioggia battente, il campo è diventato quasi impraticabile, condizionando anche i rimbalzi della sfera. Ad esempio il gol del vantaggio piemontese segnato da Sinani, nato sì da un errore difensivo di Antonelli, ma anche da rimbalzi alquanto anomali sul pantano del Vanni Sanna. Oltre a ciò, tante le occasioni avute nel secondo tempo, su cui l’erba ha pesato e non poco: su tutte quella di Lunghi a inizio secondo tempo, il quale tutto solo davanti a Renzetti scivola nel momento di colpire, facilitando la parata del portiere. Episodio chiave del match di sabato, che ha appunto accentuato le critiche a tale aspetto.

L’ATTACCO DI CRISCITIELLO. Un tema, dunque, che fa discutere non solo all’interno del catino rossoblù, ma anche nelle televisioni nazionali. Su tutte Sportitalia, la quale grazie all’editoriale di Michele Criscitiello dedicato alla Serie C. Nel suo spazio, il giornalista avellinese sottolinea come la Lega pretenda dalle società diversi elementi, quali impianti con illuminazione potente, wifi, spogliatoi, sala stampa, seggiolini e attrezzature di sicurezza (come uscite e telecamere), ma non chieda garanzie e soprattutto non effettua controlli sul terreno in cui si gioca. “Una follia – tuona Criscitiello – vai a Sassari, trovi le luci, le telecamere, gli spogliatoi ma poi non giochi a calcio tra buchi e dislivelli sul manto erboso”.

GESTIONE. L’attacco, quindi, è rivolto sia alla società che si occupa della gestione del manto erboso, ingaggiata dall’attuale proprietà rossoblù, sia alla politica. Tante, infatti, le promesse fatte da parte dell’amministrazione comunale, soprattutto dal primo cittadino Mascia la scorsa primavera, nessuna mantenuta, con i rossoblù che giocano sia contro gli avversari, che contro un campo ai limiti della praticabilità per il professionismo, tenendo anche conto che per la Serie C alternative all’ex Acquedotto, al momento, non vi sono.

 

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