giovedì 1 Ottobre 2026
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Sassari ancora alle prese con l’emergenza idrica, Mascia: «Basta con i rattoppi»

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Mascia duro contro i disservizi
Foto: Paolo Chia

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Restrizioni e acqua torbida riaccendono il dibattito sulla rete idrica del Nord Ovest e sugli interventi ancora da completare. Duro l’intervento del sindaco Mascia: “Non si può lasciare la seconda città dell’isola e tutto il Nord Ovest Sardegna in queste condizioni”

Sassari e altri comuni del Nord Ovest si trovano ormai alle prese con frequenti disservizi idrici. Abbanoa aveva comunicato nei giorni scorsi alcune restrizioni necessarie per consentire gli interventi sulla rete, ma il ripetersi delle criticità, con episodi di acqua torbida e maleodorante, ha spinto il sindaco di Sassari e della Città Metropolitana Giuseppe Mascia a intervenire sulla situazione che sta creando crescente malcontento tra i cittadini.


I PROBLEMI. Alla base dell’emergenza ci sono diversi interventi necessari su una rete idrica che, come sottolineato dallo stesso sindaco, presenta ormai problemi strutturali. La Regione ha previsto importanti investimenti per il suo ammodernamento, ma i lavori richiederanno tempo. Nel frattempo, secondo Mascia, è necessario intervenire sulle infrastrutture che potrebbero permettere di gestire meglio eventuali guasti e limitare le conseguenze sull’approvvigionamento dei comuni interessati.

Uno dei nodi indicati dal sindaco riguarda il mancato completamento dell’interconnessione tra il Coghinas 1 e il Coghinas 2. In particolare, resta da ripristinare la condotta a Porto Torres che consentirebbe di collegare l’ultimo tratto dei due acquedotti. L’intervento, infatti, permetterebbe di avere una maggiore possibilità di gestione della rete in caso di problemi, riducendo il rischio che una singola rottura si traduca in disagi estesi per il territorio.

IL PROTOCOLLO PER LE EMERGENZE. Mascia richiama anche un accordo raggiunto circa un anno e mezzo fa, dopo un summit convocato a Palazzo Ducale in seguito a una precedente emergenza. In quell’occasione era stato definito un protocollo per la gestione delle criticità e per garantire informazioni più tempestive alla popolazione.

Secondo il sindaco, però, quanto stabilito allora non avrebbe trovato concreta applicazione. La questione della comunicazione torna quindi al centro della protesta, insieme alla richiesta di sapere quali interventi siano stati effettivamente portati avanti sulla condotta di Porto Torres.

UN PROBLEMA CHE SI RIPETE. La situazione non rappresenta un episodio isolato. Già nella primavera dello scorso anno, davanti a un’emergenza con caratteristiche simili, Mascia aveva chiesto alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità naturale.

Oggi il sindaco torna quindi a chiedere una soluzione che vada oltre gli interventi provvisori, mentre i cittadini continuano a fare i conti con un servizio che, nelle ultime giornate, ha mostrato nuove criticità.

Le dichiarazioni

Giuseppe Mascia, sindaco di Sassari e della Città Metropolitana: “Che la rete idrica del territorio sia vecchia e malridotta è un fatto ormai noto, e va dato merito all’attuale governo regionale di aver previsto investimenti mai visti prima per il suo ammodernamento completo, che però richiede tempo. Non è pensabile che, nel frattempo, a ogni rottura debbano corrispondere disagi come quelli che stanno affrontando in questi giorni la città di Sassari e altri centri del Nord Ovest Sardegna”.

“Ci dicano cosa è stato fatto per rendere concreta la possibilità di ripristinare la condotta che a Porto Torres permetterebbe di connettere l’ultimo tratto del Coghinas 2 al Coghinas 1, scongiurando interruzioni e malfunzionamenti come quelli con cui stiamo facendo i conti in questi giorni. Il protocollo per l’emergenza e per la tempestività delle informazioni, pattuito un anno e mezzo fa durante il summit convocato a Palazzo Ducale in seguito all’ennesima emergenza, è rimasto lettera morta”.

“Non intendiamo puntare il dito contro nessuno in particolare, ma un’interruzione del servizio che a intermittenza si protrae ormai da giorni è inaccettabile, tanto meno in assenza di una qualsiasi forma di comunicazione all’utenza. Si sta comprensibilmente per esaurire la pazienza delle cittadine e dei cittadini, continuamente privati di un bene inalienabile ed essenziale come l’acqua. Non si può lasciare la seconda città dell’isola e tutto il Nord Ovest Sardegna in queste condizioni: vanno assunte decisioni urgenti e definitive, basta con i rattoppi e i continui disagi”.

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