sabato 18 Aprile 2026
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Sa buttàriga, origine di un prodotto intramontabile

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Giovanni Fancello

La Bottarga è un prodotto antico e molto amato. Ma da dove deriva il suo nome, dagli arabi o dai greci? Queste e tante altre curiosità nella rubrica “Storia della cucina di Sardegna”

Si tratta della sacca ovarica di muggine, tonno, molva o di pesce spada, che vengono sottoposte a salatura, pressatura, e successivamente lasciate essiccare per un periodo che può raggiungere i quattro o cinque mesi.
Si è soliti dire che il termine “bottarga” derivi dall’arabo butarikh – uova di pesce salate. Gli arabi durante le loro scorribande nel Mediterraneo trasmisero agli spagnoli e ai siciliani diverse tecniche e nomi culinari, ma per questo non devono essere necessariamente considerati gli inventori di questa preparazione.
L’origine del nome deriva probabilmente dal greco tàrichos, che sta ad indicare, genericamente, “salume”, un prodotto conservato sotto sale.
In Sardegna si produce diversa bottarga e principalmente di tonno e muggine. Nella lingua dei sardi la bottarga viene chiamata butàriga, conservando una forte assonanza col termine arabo. Probabilmente è una tecnica molto antica, forse anche nuragica. I Fenici furono attivi pescatori, ma anche allevatori di pesci, muggini compresi, nei vivai. Probabilmente tale produzione era stata sicuramente adottata nelle colonie nelle colonie sarde di Tharros e Othoca.
Anche i Bizantini chiamavano la bottarga ᾠotariχon, che aveva come significato quello di uova di pesce salato. Tradizionalmente nell’isola la bottarga costituiva il pasto dei pescatori che trascorrevano la giornata in mare. Parte delle uova di tonno, come delle altre interiora del pesce, spettavano di diritto ai pescatori delle tonnare.
Prodotta anche in altre regione italiane, dove negli stagni salmastri interni i cefali sono abbondantissimi, come Toscana, Calabria e Sicilia.
Nel Mediterraneo è preparata pure nelle zone costiere dalla Provenza alla Tunisia, e un alimento simile viene lavorato in Giappone, dove è conosciuto come “kirasumi”.
La Bottarga ha la forma di un salame quadrato, color nocciola dorato o ambrato, e il suo consumo d’elezione è quello di antipasto, su fettine di pane abbrustolito o fresco.
Altre storie e ricette nella pagina Facebook Storia della cucina di Sardegna
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