
Kebbeh, la scommessa sottotraccia della Torres
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di Paolo Salvatore Orrù
“Basterà per ricordare almeno alcuni luoghi, quelli che m’hanno divorato i polmoni a morsi e a strappi”, si legge in una struggente poesia, L’ultima sigaretta, scritta dal poeta Dino Maccioni nel suo libro Boxis (PMT editrice). Perché è proprio a morsi e a strappi che la vita è vissuta da molti. Le sofferte sensazioni di Maccioni sono anche il pane quotidiano di Stefano Pia, un artista che ha fatto di Mogoro, il suo paese, il centro di un universo culturale senza precedenti nella storia della fotografia isolana. “Da circa una decina di anni la mia fotografia si concentra al solo racconto di Mogoro, un borgo apparentemente privo di attrazioni turistiche, per questo poco frequentato dai flussi vacanzieri, troppo lontano dagli stereotipi desiderati dai turisti”, ha detto a City@City Pia, che il 13 ottobre a Oristano, presso l’associazione Dyaphrama, presenterà il suo secondo libro, Non è l’America.
Con la pratica, fotografando in maniera quasi maniacale tutto ciò che gli si para davanti, il giovane mogorese, 43 anni, ha imparato a percepire le geometrie delle strade e delle case, i colori, i movimenti delle persone, degli animali, il cielo, l’incedere delle nuvole. “Nulla è scontato, una fotografia può essere dovunque, bisogna solo stanarla”. Il suo sguardo non è più quello di un residente, assomiglia di più a quello di uno straniero che tutto nota perché tutto gli è nuovo. Pia, un cultore della fotografia sociale, ha poco tempo a disposizione (suona in una importante banda musicale), per questo ha deciso di raccontare soltanto il suo “DNA”. “Il mio universo sta lì, davanti a casa. Mi sono imposto un compito per nulla agevole, perché avendo sempre abitato a Mogoro ho paura di non poter essere obiettivo nel cercare quanto può diventare efficace davanti al mio obiettivo”, racconta, “ma con il passare del tempo, credo d’aver scorto una realtà non del tutto scontata”. Il suo primo libro, A Kilometro Zero, è un diario sulla vita quotidiana in Marmilla.
Il suo è un reportage che tanto somiglia al buon vino del suo paese: genuino, senza medicinali e conservanti. “I soggetti che raccontato sono tutti miei compaesani”. Un mondo poetico che l’autore valuta “stupendo”. In effetti, la terra che lo ispira resta sospesa tra collina e mare, riparata dal maestrale grazie al massiccio del Monte Arci. “L’intenso profumo di macchia mediterranea che aleggia nell’atmosfera svolge una funzione di aromaterapia alleviando di per sé diversi mali, come stress e derivati”. Mogoro, come altri borghi della Sardegna, è in crisi: l’economia locale non riesce a sostenere la pressante domanda di lavoro. Solo qualche artigiano e qualche impresa edile sopravvive insieme a qualche nucleo, sempre più sparuto, di contadini-pastori. L’opera di Pia, Non è l’America, ha vinto la sesta edizione di Semplicemente Fotografare Live e la seconda edizione del Corigliano Calabro Fotografia Award 2020.
Non è l’America racconta il vissuto di alcune aziende agricole, gli sguardi degli allevatori. “Il loro modo di fare e i campi attorno mi ricordano scene dei film western di Sergio Leone, da qui l’idea del titolo di questo lavoro”. Con le musiche di Ennio Morricone nel cuore. “Dagli anni settanta in poi, molte generazioni, compresa la mia, sono cresciute accompagnate dall’immagine mitizzata dagli stereotipi hollywoodiani del far west. Luoghi selvaggi, dove la vita era regolata da norme semplici che spesso si riducevano, nel nostro immaginario, alla velocità con cui una pistola veniva estratta dalla fondina. Il tutto contornato di spazi, quantomeno per noi europei, immensi, per lo più semidesertici, popolati di spine, pietre e cavalli selvaggi”, suggerisce l’artista. Sull’onda di queste suggestioni può capitare che questi suoni e queste immagini possano essere rintracciati a pochi passi da casa. “Anche nelle nostre campagne possiamo trovare rocce, cavalli e pochi abitanti. Come nel Far West, come in un ranch, gli animali sono parte della famiglia. Così quando si va a trovare questi rancheros si ha la sensazione che il paesaggio, i volti, perfino il loro modo di fare, rompendo le barriere dello spazio e del tempo, ti risucchino in una fattoria del vecchio West. Eppure questa non è l’America”, commenta Stefano Pia.
Le altre date di presentazione del libro, 17 ottobre ore 18 Mogoro, Piazza Sant’Antioco; 28 ottobre Cagliari, Galleria Mem, associazione Contrasti Fotografici. Kermesse anche a Carbonia Sassari, Nuoro, Guspini, Roma e Milano, ma tutte con date da fissare. Stefano nasce nel 1978 e vive a Mogoro. Frequenta il suo primo corso di fotografia nel 2005 ed il suo crescente interesse lo porta in seguito a frequentare vari workshop, sul fotogiornalismo sul paesaggio sul reportage e corsi di approfondimento sulla lettura strutturale dell’immagine. Il reportage sociale è il genere fotografico sul quale si concentrata la sua attenzione. Ha esposto i suoi lavori in mostre personali a Mogoro, Nuoro, Oristano, Sassari, Siena, Firenze, Milano Gorizia Vercelli e Novafeltria. Negli anni 2014 e 2015 la giuria del concorso “Sardegna Reportage” seleziona i suoi lavori tra i migliori e verranno esposti al Museo Man insieme alle mostre di Robert Capa e di Vivian Maier.
Nell’aprile 2016 la sua mostra “kilometri Zero” viene inserita nel circuito del Photo Festival di Milano ed esposta nella galleria Spazio Raw. Il 21 settembre del 2019 a Novafeltria (RN) in occasione della 6° edizione del festival Semplicemente Fotografare vince il 1° premio come miglior progetto fotografico, nel 2020 vince il primo premio al Corigliano Calabro fotografia Book Award. Sue immagini sono state pubblicate da diverse riviste e quotidiani nazionali come In Viaggio, Bell’Italia, Inside Magazine, il Fotografo, FPmagazine ed il Corriere della Sera. La sua fotografia ormai si è consolidata al racconto del suo paese, Mogoro, cercando al suo interno storie personali, fotografie di reportage e di Street. È L’ideatore del Bìfoto (Festival Internazionale della Fotografia in Sardegna) e dal 2011 insieme all’amico e fotografo Vittorio Cannas ne cura la direzione artistica. Nell’aprile del 2017 pubblica il suo primo libro dal titolo “Kilometro Zero”. A settembre del 2021 nasce il secondo libro, sempre a Kilometro zero, dal titolo “Non è l’America”.
Alcuni link utili
Sito web https://www.stefanopia.eu/
Link articoli e video progetti a KM 0 in ordine cronologico:
https://www.themammothreflex.com/project/2015/11/10/io-sono-fabioil-racconto-in-bianco-e-nero-di-stefano-pia/
http://mag.sardarch.it/2014/sardegna-reportage-05-stefano-pia/
https://www.sardiniapost.it/blog/kilometro-zero-la-fotografiasostenibile-stefano-pia/
https://www.nocsensei.com/lente/fotografi/admin4914/stefano-pia-none-lamerica/
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