Con il via libera della Regione alle risorse per chiudere la ZIR, si sblocca una partita attesa da anni: Predda Niedda si prepara a cambiare volto e a essere finalmente integrata nel tessuto urbano sassarese
Un passo decisivo verso la piena reintegrazione di Predda Niedda nel tessuto urbano di Sassari. La Giunta regionale guidata da Alessandra Todde ha approvato lo stanziamento di oltre 15 milioni di euro per chiudere definitivamente la gestione liquidatoria del Consorzio ZIR e trasferire beni e personale al Comune. Una decisione attesa da anni, che apre la strada a una nuova fase di pianificazione e rigenerazione dell’area industriale.
A salutare con favore la notizia è il sindaco di Sassari, Giuseppe Mascia, che parla di «un’ottima notizia, nella direzione auspicata di restituire quell’area alla città e alla sua comunità». Il provvedimento, proposto dall’assessore regionale dell’Industria Emanuele Cani, consente infatti di chiudere una vicenda amministrativa lunga e complessa, che negli anni ha rallentato ogni tentativo di ripensare il ruolo di Predda Niedda.
«Non più un corpo estraneo: ora serve un progetto condiviso»
Per Mascia, l’operazione non è solo un atto tecnico, ma un passaggio politico e urbanistico fondamentale. «Predda Niedda non può più essere vissuta come un corpo estraneo rispetto al resto della città, che nel frattempo gli è cresciuta intorno, e come una terra di nessuno in cui non valgono le stesse regole previste per gli altri quartieri di Sassari», afferma il sindaco.
La visione dell’amministrazione è chiara: avviare processi partecipativi che coinvolgano cittadini, imprese e portatori di interesse per definire funzioni, identità e sviluppo dell’area. L’obiettivo è costruire un progetto «armonico e coerente, non conflittuale», capace di restituire centralità alla città storica non più solo in senso geografico, ma residenziale, commerciale, culturale e comunitario.
La proposta al governo regionale: «Subito un tavolo per gli interventi urgenti»
Partendo dall’annuncio della Regione, Mascia rilancia con una richiesta precisa: aprire immediatamente un confronto sulle risorse necessarie per i primi interventi di messa in sicurezza e ripristino della fruibilità dell’area.
«Considerato che è auspicabile che sia rispettato il termine di un anno per concludere la liquidazione del consorzio, sediamoci subito attorno a un tavolo per ragionare delle risorse necessarie a quegli interventi urgenti», propone il sindaco.
Il Comune, assicura Mascia, è pronto ad assumersi la responsabilità dell’acquisizione dell’intera area ZIR e ha già una visione chiara su come integrarla nella città. Ma l’operazione, avverte, non può gravare sulle casse comunali: «Abbiamo bisogno di stanziamenti straordinari. Questa operazione non può essere fatta a danno del resto di Sassari».
Una partita strategica per il futuro urbano
La chiusura della gestione liquidatoria del Consorzio ZIR rappresenta uno snodo cruciale per il futuro di Sassari. Predda Niedda, nata come zona industriale periferica, oggi è circondata dalla città e necessita di una nuova identità: più moderna, più accessibile, più integrata.
Lo stanziamento regionale apre finalmente una finestra di opportunità. Ora la sfida sarà trasformare questa occasione in un progetto concreto di rigenerazione urbana, capace di ridisegnare uno dei quadranti più importanti della città.