L’ondata influenzale corre più del previsto e mette a letto centinaia di migliaia di persone in pochi giorni. A trainare la crescita è la cosiddetta variante K, un sottotipo del virus A/H3N2 che sta mostrando una diffusione particolarmente rapida e sintomi più intensi
L’influenza stagionale 2025‑2026 sta colpendo l’Italia con una forza superiore alle attese. Solo negli ultimi sette giorni, secondo i dati della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, più di 800mila italiani hanno sviluppato una sindrome simil‑influenzale, portando il totale dei casi da ottobre a quasi 5 milioni. A trainare l’ondata è soprattutto la cosiddetta variante K, un sottoclade del virus A/H3N2 che, pur non risultando più aggressivo, si sta dimostrando particolarmente diffuso.
Che cos’è la variante K
Le analisi di sequenziamento condotte dall’ISS confermano che la variante K è oggi prevalente in Italia. Si tratta di una mutazione del ceppo A/H3N2, già noto e circolante da anni, ma caratterizzato da alcune modifiche della proteina virale che ne aumentano la capacità di diffondersi rapidamente e, in parte, di aggirare la protezione vaccinale.
Gli esperti la definiscono una variante “immunoevasiva”, simile a quanto accade con le evoluzioni del Covid: non più pericolosa, ma più abile nel colpire anche chi ha una protezione parziale o datata.
I sintomi: più intensi e talvolta più lunghi
La sintomatologia della variante K non differisce radicalmente da quella dell’influenza classica, ma tende a essere più intensa e, in alcuni casi, più prolungata. Tra i sintomi più comuni:
- Febbre alta, spesso con possibile doppio picco a distanza di 24‑48 ore
- Tosse secca o produttiva
- Mal di gola
- Dolori muscolari e articolari
- Mal di testa
- Stanchezza marcata e prolungata
- Disturbi gastrointestinali, soprattutto nei bambini (diarrea, vomito)
Le fasce più colpite restano i bambini tra 0 e 4 anni, con un’incidenza che supera i 40 casi ogni 1.000 assistiti.
Perché si sta diffondendo così velocemente
Secondo gli epidemiologi, la variante K è arrivata in Italia in un momento di forte mobilità e socialità, con l’avvicinarsi delle festività natalizie. L’aumento degli spostamenti e delle occasioni di incontro favorisce la circolazione dei virus respiratori, che quest’anno sono partiti con alcune settimane di anticipo rispetto al passato.
Inoltre, la capacità della variante K di eludere parzialmente l’immunità — naturale o vaccinale — contribuisce a un numero maggiore di contagi, pur senza aumentare la gravità clinica dei casi.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Il picco dell’influenza non è ancora stato raggiunto: secondo gli scienziati, potrebbe arrivare durante o subito dopo le festività natalizie. La raccomandazione è quella di mantenere comportamenti prudenti, soprattutto in presenza di sintomi:
- restare a casa e limitare i contatti
- utilizzare la mascherina in caso di tosse o raffreddore
- curare l’igiene delle mani
- evitare ambienti affollati se si è fragili o sintomatici
La variante K non rappresenta un pericolo maggiore rispetto ai ceppi influenzali degli anni passati, ma la sua capacità di diffondersi rapidamente sta mettendo a letto centinaia di migliaia di italiani ogni settimana. Con l’arrivo delle festività, la curva dei contagi potrebbe salire ancora. La prudenza, insieme alla vaccinazione e alle misure igieniche di base, resta l’arma più efficace per contenere l’ondata.