Consulta Emigrati, il voto segreto mette in crisi il Campo largo: respinta la proposta di Manca
Una votazione apparentemente tecnica si è trasformata in un caso politico capace di far emergere le tensioni all’interno della maggioranza che sostiene la Giunta regionale. Questa mattina il Consiglio regionale ha infatti respinto, con voto segreto e a maggioranza, la proposta di sostituzione di un componente della Consulta regionale dell’emigrazione sostenuta dall’assessora al Lavoro Desirè Manca.
L’obiettivo era sostituire Aldo Aledda con Anna Nicole Cancedda all’interno dell’organismo consultivo dedicato ai sardi nel mondo. Tuttavia, quando si è passati al voto, la proposta non ha ottenuto i numeri necessari ed è stata bocciata dall’Aula.
Un risultato che ha sorpreso gli stessi banchi della maggioranza e che ha assunto immediatamente il peso di un segnale politico. La votazione segreta, infatti, rende impossibile individuare con precisione chi abbia votato contro, ma il dato politico resta: una parte della coalizione non ha seguito l’indicazione arrivata dall’assessora pentastellata.
La sconfitta ha provocato una reazione dura nel Movimento 5 Stelle. Secondo quanto riferito, il capogruppo Michele Ciusa avrebbe manifestato apertamente il proprio disappunto per l’esito della votazione. Il clima di tensione che ne è seguito ha portato il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, a chiudere la seduta.
Dal centrosinistra, però, si cerca di ridimensionare l’accaduto. Tra i corridoi della politica regionale filtra la lettura di un episodio non riconducibile a una vera frattura politica, quanto piuttosto a un richiamo nei confronti dell’assessora sassarese, una delle figure più votate alle ultime elezioni regionali e indicata da molti osservatori tra i possibili protagonisti delle future dinamiche politiche nazionali.
Di tutt’altro tenore il commento arrivato dall’opposizione. Stefano Schirru, consigliere di Alleanza Sardegna, legge il voto come la conferma di una maggioranza attraversata da divisioni interne. «Prendiamo atto della rottura all’interno della maggioranza, che farebbe bene a bisticciare meno e a governare meglio. I disagi, alla fine, ricadono tutti sui cittadini sardi», ha dichiarato.
Al di là delle interpretazioni, resta il fatto che su una nomina ritenuta ordinaria il Campo largo non è riuscito a presentarsi compatto. E quando una maggioranza perde un voto su una proposta proveniente da uno dei suoi assessori, il significato politico difficilmente passa inosservato.