All’Argentiera la musica ha riempito l’aria. Venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto, l’Anfiteatro La Scala ha ospitato due serate che Beppe Dettori definisce «piene di vita, suggestive e magiche». E, a giudicare da come il pubblico ha risposto, non è difficile crederci.
Beppe Dettori, anima del Festival, parla di «un successo sperato e inaspettato». Una formula che racconta bene l’atmosfera: entusiasmo, partecipazione, quella sensazione di comunità che si crea quando la musica riesce davvero a mettere in dialogo generazioni e linguaggi diversi.
La prima serata: un viaggio nelle radici
La serata inaugurale ha portato così il pubblico dentro un percorso che profuma di tradizione. Un modo per ricordare da dove si parte prima di guardare avanti. Sul palco si sono alternati Daniele Gala e Daniele Barbato, il duo Mübin Dünen e Raoul Moretti, il progetto NUNC di Peppino Anfossi e Manuel Attanasio, Gavino Loche, il Tamurita Duo con Sergio Piras e Rossella Camellini, fino al Beppe Dettori Ensemble.
Un mosaico di strumenti e accenti che ha intrecciato la canzone d’autore con il folk, la tradizione sarda con influenze mediterranee e internazionali. Una serata che ha ricordato quanto la musica popolare sappia ancora parlare con forza, se le si lascia spazio.
La seconda serata: lo sguardo verso il futuro
Il giorno dopo, il festival ha cambiato pelle. Senza perdere coerenza, ha aperto la porta alle nuove generazioni, alle sperimentazioni, alle contaminazioni che raccontano la Sardegna di oggi. Sul palco sono saliti Eleonora Dee, il duo Lelle e Becciu, Àinos Canneddu, Bandito, i Krasa, e poi ancora i Syncopated City, Irene Loche, Yasmin Bradi con Giada Moschella.
Un repertorio che ha attraversato blues, jazz, rock, progressive, canzone d’autore. Una varietà che non è dispersione, ma identità: quella di un festival che vuole essere ponte, non recinto.
Un pubblico che ha fatto la sua parte
Le sedute dell’Anfiteatro La Scala sono rimaste gremite per entrambe le serate. Spettatori, ma anche partecipanti attenti, curiosi, pronti a seguire Dettori e gli artisti in un percorso lungo quattro ore e mezza per ciascun appuntamento. «Un successo che è andato oltre tutte le nostre aspettative», ha detto Dettori, ringraziando anche l’Associazione Culturale Landworks per la location «con un tasso energetico che supera ogni misurazione».
Il viaggio continua
Il festival non si ferma all’Argentiera. Le prossime tappe toccheranno Seneghe (5 agosto), Santa Teresa Gallura (12 agosto), Valledoria (15 agosto), Villaperuccio (22 agosto), Sassari (1 settembre) e Stintino (4, 5 e 6 settembre).
Un percorso che continua a crescere grazie al sostegno di Salude & Trigu, Camera di Commercio di Sassari, Fondazione di Sardegna, Istituto Camillo Bellieni, Grimaldi Sardegna e German Car.