sabato 5 Settembre 2026
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Sassari celebra il rap in lingua sarda: il 20 giugno debutta il festival “Limbas chi currint”

Sassari celebra il rap in lingua sarda: il 20 giugno debutta il festival “Limbas chi currint”

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a Sassari “Limbas chi currint” il primo festival dedicato al rap in sardo

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Le rime diventano strumento di identità: a Sassari il primo festival dedicato al rap in sardo

Una giornata interamente dedicata alla musica urban in lingua sarda animerà Sassari il prossimo 20 giugno. Nasce infatti il festival Limbas chi currint, iniziativa nata con l’obiettivo di mostrare come il sardo possa continuare a essere uno strumento di comunicazione attuale, capace di adattarsi ai linguaggi delle nuove generazioni.


L’evento, promosso dal Comune di Sassari e dalla Fondazione Maria Carta, si articolerà in due momenti principali: un incontro di approfondimento durante la mattinata e un concerto che, dal tardo pomeriggio, porterà sul palco alcuni dei nomi più noti della scena hip-hop isolana.

La giornata prenderà il via alle 10 con il convegno alla Biblioteca Universitaria di piazza Fiume. Tra i relatori sono attesi il giornalista esperto di musica Giacomo Serreli, il direttore del Servizio Lingua e Cultura Sarda della Regione Antonello Pellegrino, i ricercatori Sara Federico e Andrea Milia, mentre il coordinamento dei lavori sarà affidato al giornalista de La Nuova Paolo Ardovino.

Dalle 18 l’attenzione si sposterà in piazza Università, che ospiterà il grande appuntamento musicale. Sul palco gli artisti che nella loro carriera hanno scelto di raccontare la Sardegna attraverso il rap e la lingua del territorio: Balentia, Futta, Giocca, Lord J, Malam, Menhir, Randagiu Sardu, RD Stranos Elementos, Sa Razza e Su Dotori.

Da oltre trent’anni la cultura hip-hop trova spazio anche nell’isola. “Limbas chi currint” vuole elogiare questa realtà, proponendo una visione della lingua sarda non come elemento da custodire esclusivamente nella memoria, ma come realtà viva, in continua trasformazione e perfettamente in grado di dialogare con le forme artistiche del presente.

Le dichiarazioni

Giuseppe Mascia, sindaco di Sassari: “La lingua è un organismo vivente e in continua evoluzione: le parole nascono, muoiono, acquistano nuovi significati. Vale anche per le lingue identitarie, che hanno bisogno di appropriarsi di spazi riservati al loro uso quotidiano per sopravvivere e per essere tramandate nel loro continuo mutare, capaci di adeguarsi a forme e contenuti comunicativi sempre nuovi. Per questo chi interpreta le forme più contemporanee del linguaggio, specie di quello musicale, ma lo fa senza rinunciare all’uso delle diverse varianti della nostra lingua identitaria, compie un’opera straordinaria, che da un lato rappresenta la più solida forma di tutela e conservazione di uno dei caratteri più importanti della nostra cultura, che è la lingua, e dall’altro permette alla musica in sardo di evolvere nel lessico, nel suono, nel messaggio e nel pubblico, mostrando una contemporaneità che ne conferma la vitalità”.

Leonardo Marras, presidente Fondazione Maria Carta: “L’iniziativa nasce con l’obiettivo di celebrare non soltanto un genere musicale, ma una cultura e un’identità che continuano a evolversi. La lingua sarda, nelle sue varianti, rappresenta uno dei beni culturali più preziosi dell’isola e, come ogni patrimonio vivo, necessita di essere parlata, cantata e reinterpretata nel presente. In questo contesto il rap diventa uno strumento di espressione potente e autentico: ritmo e parola si uniscono per raccontare esperienze, territori e vissuti. Come recita una frase simbolo di questa cultura, il rap è ciò che canti e ciò che vivi”.

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