sabato 18 Aprile 2026
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Un abbraccio di identità e mare: Navigantes 2025 ha incantato Carloforte

Un abbraccio di identità e mare: Navigantes 2025 ha incantato Carloforte

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Ieri, 5 ottobre, Carloforte si è trasformata in un palcoscenico di emozioni e memoria condivisa, accogliendo Navigantes 2025, la Nave dell’Identità della Fondazione Maria Carta

Un corteo di oltre 400 figuranti da più di 50 paesi sardi ha attraversato il cuore dell’isola di San Pietro, portando con sé il battito profondo della Sardegna.


Un viaggio che unisce le isole

Navigantes non è stato solo un evento: è un ponte di cultura, un viaggio che salpa dal cuore della Sardegna per approdare in comunità sorelle. Dopo Barcellona e Bonifacio, la rotta ha toccato Carloforte, dove il tabarchino incontra il sardo, dove il mare non divide ma unisce. La giornata è iniziata con l’arrivo di prima mattina dei partecipanti a Portovesme e un incontro istituzionale nel palazzo comunale di Carloforte, simbolo di dialogo tra territori.

Momenti di grazia nella chiesa di San Carlo Borromeo

Nella tarda mattinata, dopo i saluti e il dibattito nella sala della Giunta comunale, la chiesa di San Carlo ha accolto uno dei momenti più intensi della giornata.

Le voci profonde del canto a tenore dei Tenores di Bitti Remunnu ‘e Locu hanno offerto un’esibizione che ha toccato le radici più profonde dell’anima sarda: le loro voci, intrecciate in un canto millenario, hanno risuonato come preghiera e terra, come vento e pietra. Un momento solenne, quasi mistico, che ha fatto vibrare le mura e i cuori. L’esibizione di Maria Giovanna Cherchi. La sua voce, limpida e potente, ha attraversato le navate come un soffio di vento antico, portando con sé la spiritualità e la dolcezza della tradizione sarda. Il pubblico, raccolto in silenzio, ha ascoltato con commozione brani che parlano di terra, fede e radici. Un canto che ha unito sacro e popolare, lasciando un’impronta indelebile nel cuore di Carloforte. Prima, il Gruppo delle Serenate ha invece intonato canti d’amore e nostalgia, con armonie che sembravano sospese tra le volte e il cuore. Un repertorio delicato, intimo, che ha evocato notti stellate e memorie familiari.

Fantafolk: virtuosismo e festa 

Tra i momenti musicali più travolgenti, l’esibizione dei Fantafolk ha acceso l’entusiasmo del pubblico. Il trio, composto da Andrea Pisu alle launeddas e Vanni Masala all’organetto diatonico, ha regalato una performance esplosiva, mescolando tradizione e modernità con maestria. Le launeddas hanno vibrato come un respiro antico, mentre l’organetto ha fatto danzare le piazze, coinvolgendo grandi e piccoli in un’onda di ritmo e allegria.

Tradizioni in cammino

Alle 11:30, il corteo ha preso vita con i Tamburini di Oristano che hanno aperto la sfilata, seguiti dalle maschere Mamuthones e Issohadores di Mamoiada, dai suonatori di launeddas e organetti diatonici, dai gruppi folk in abiti tradizionali. Le melodie carlofortine hanno intrecciato il ritmo, creando un mosaico sonoro che ha commosso residenti e visitatori.

Il canto dei bambini: futuro e speranza in piazza Pegli

A impreziosire la giornata, il Coro A nòa Casciandra di Carloforte, il gruppo folk formato da soli bambini diretto dalla maestra Betty Cabula. Hanno regalato un’esibizione tenera e luminosa in piazza Pegli. Le loro voci, fresche e gioiose, hanno intonato brani della tradizione locale e canti di pace, emozionando tutti i presenti. Un momento che ha ricordato a tutti che l’identità si trasmette con dolcezza, che il futuro canta già con voce propria.

Parole che costruiscono ponti

«Abbiamo replicato a Carloforte quel clima di festa», ha dichiarato Leonardo Marras, presidente della Fondazione Maria Carta, sottolineando l’importanza di rafforzare i legami tra le isole. «La lingua tabarchina, di origine genovese, è un tesoro da valorizzare. Dobbiamo conoscerci meglio, in un contesto sempre più europeo».

Un’emozione che resta

Navigantes ha lasciato a Carloforte un senso di appartenenza, un’eco di tamburi e voci che non svanisce. La vicesindaca Betty Di Bernardo ha parlato di onore e gratitudine: «La storia, la cultura, le tradizioni fanno parte della nostra identità. Carloforte è orgogliosa di essere il fulcro di questa iniziativa».

Navigantes 2025 non è finito con la sfilata: ha seminato relazioni, ha acceso fiaccole di memoria, ha fatto vibrare l’anima di un popolo che naviga con la propria identità. E Carloforte, ieri, ha brillato come faro di questa rotta.

 

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