di Paolo Cau Direttore Archivio storico Comune di Sassari
LE CELEBRAZIONI SUI DOCUMENTI PIÙ IMPORTANTI DELLA SASSARI COMUNALE E MEDIEVALE
Settecento anni fa, nel 1316, Sassari contava circa 10.000 abitanti. Durante il XIII secolo era stata protagonista di uno sviluppo tumultuoso, rendendosi autonoma dal Giudicato di Torres, di cui era una delle ville, per transitare nella sfera di influenza della repubblica di Pisa e poi di quella di Genova verso la fine del secolo.
Era stata proprio la forte crescita economica e sociale – un vero e proprio boom – a favorire la nascita dell’autonomia comunale: risultato della fusione tra una parte dell’antica aristocrazia giudicale e la nuova “borghesia” mercantile, in cui la componente sarda conviveva con quella toscana, ligure e còrsa.
Nella prima metà del Duecento la cinta delle mura che racchiudeva Sassari era in parte già costruita e nella seconda metà del secolo la città venne suddivisa dal vescovo Dorgotorio in cinque parrocchie: S. Caterina, S. Donato, S. Apollinare, S. Sisto e S. Nicola.
In questo periodo la nuova organizzazione urbana risultava già strutturata negli spazi pubblici principali lungo la platha de Cotinas, che in realtà era una via lunga e larga, ornata di porticati, dove si riuniva, come nelle piazze delle città di tutta Europa, una folla multicolore fatta di ricchi borghesi e mercanti di tessuti e di granaglie, popolane e venditori di erbaggi.
Archivio storico del Comune di Sassari, Statuti Sassaresi, codice sardo logudorese, Libro I, Giuramento del Podestà
Quella strada era conosciuta anche come platha de su Cumone perché lì si ergeva l’antica Casa del Comune, sostituita nell’Ottocento dall’attuale Palazzo di Città. Presso il palazzo comunale doveva essere custodita una copia degli Statuti di Sassari scritta in volgare sardo logudorese, perché quel testo potesse essere compreso da tutti. Un’altra copia doveva essere redatta in latino, la lingua colta del tempo.
Gli Statuti Sassaresi ci sono pervenuti in entrambe le versioni in due distinti codici in pergamena: la copia redatta in sardo-logudorese è datata 1316, al tempo del podestà genovese Cavallino de Honestis; quella latina è riconducibile ai primi due decenni del XIV secolo ed è giunta a noi frammentaria.
Questo originale corpo di leggi pervenuto sino ai nostri giorni resta senz’altro il documento più completo che consenta di ricostruire ogni aspetto della vita collettiva di Sassari comune medioevale, con norme che investivano il sistema di governo della città, l’ordinamento giudiziario e anche la sfera del vivere civile: gli Statuti Sassaresi come testimonianza ed espressione dell’identità di una città.
Per ricordare il 700° anniversario degli Statuti Sassaresi il Comune di Sassari, in collaborazione con il MiBACT, l’Università degli Studi di Sassari e con il contributo della Fondazione di Sardegna e della Presidenza del Consiglio Regionale, ha proposto un programma di manifestazioni finalizzate a promuovere la conoscenza delle leggi che governavano la città nel Medioevo, con il coinvolgimento della popolazione cittadina in tutte le sue componenti (scuole, istituzioni, associazioni).
Gli Statuti Sassaresi on line 1316-2016: dalla pergamena al digitale
Il 700° anniversario degli Statuti Sassaresi è stata l’occasione per poter mettere in campo nuove forme di valorizzazione, come il progetto di digitalizzazione dei manoscritti dei due codici in pergamena dello statuto medievale conservati nell’Archivio Storico Comunale. Per troppo tempo rimasti protetti “nel segreto dell’arca”, ora vengono portati all’attenzione del grande pubblico del web in formato digitale attraverso l’impiego delle moderne tecnologie informatiche che ne facilitano l’accesso libero, senza restrizioni e pedaggi da pagare; basta un semplice accredito. La digitalizzazione è un modo per restituire a una collettività e alla più vasta comunità internazionale una memoria storica rimasta sinora nell’ombra. Ma il progetto dello Statuto digitale va anche incontro alle esigenze del mondo della ricerca, garantendo un contatto quotidiano con questa importante fonte di studio a storici, linguisti e paleografi.
La “liberalizzazione” degli Statuti Sassaresi è stata celebrata nel giorno del settecentesimo anniversario (28 ottobre 2016), con la presentazione del progetto di pubblicazione on line presso l’Archivio Storico Comunale di Sassari nella giornata di studi «1316-2016: gli Statuti Sassaresi dalla pergamena al digitale» dedicata ai passaggi epocali che in 700 anni hanno visto la scrittura dei libri transitare dal più tradizionale dei supporti analogici al supporto per così dire “immateriale”.
La mostra
Dal 28 ottobre al 15 novembre 2016 gli originali dei due codici sardo-logudorese e latino degli Statuti Sassaresi, le loro copie cartacee del Cinque-Seicento, la prima trascrizione a stampa curata da Pasquale Tola nel 1850 e altre testimonianze degli studi intorno alle leggi della Sassari comunale sono stati esposti in una mostra storico-documentaria allestita presso l’Archivio Storico Comunale. A questa è seguita negli stessi spazi, un’altra mostra (ancora in corso, che resterà aperta sino al 31 dicembre) più specificatamente dedicata a illustrare il mondo urbano degli Statuti Sassaresi – l’ordinamento politico, il tessuto sociale, la forma e le condizioni di vita materiale nella città medievale – anche con l’esposizione di reperti frutto degli scavi archeologici condotti nel centro urbano della città negli ultimi decenni dalla Soprintendenza Archeologica.
Il convegno
La ricorrenza dei 700 anni del codice in volgare sardo logudorese degli Statuti di Sassari ha costituito, al di là dell’approfondimento scientifico su quel contesto storico, un momento di riflessione sull’intera storia della città e sulla sua radicata identità urbana.
A più di trent’anni di distanza dall’ultimo grande appuntamento scientifico rappresentato dal convegno di studi sugli Statuti di Sassari curato da Antonello Mattone e Marco Tangheroni si è posta la necessità di un nuovo approfondimento sollecitato dai più recenti studi, che trova il suo palcoscenico naturale in un convegno di studi sullo stato della ricerca sullo Statuto locale, con il contributo di studiosi di valore europeo (Luigi Berlinguer, Giuliano Pinto e Giovanni Vitolo). Il convegno «I 700 anni degli Statuti di Sassari», organizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Sassari, si è tenuto nell’arco di tre giornate (24-25-26 novembre 2016) nella sede istituzionale del Palazzo di Città, con la partecipazione di 35 studiosi.
Archivio Storico del Comune di Sassari, Statuti Sassaresi, codice sardo logudorese, Libro II, Indice.
Statuti Sassaresi a scuola
All’interno delle celebrazioni, un posto di rilievo è stato destinato al coinvolgimento del mondo della scuola sul tema dello Statuto nel contesto storico urbano come attività didattica dell’offerta formativa attraverso la promozione del concorso «La vita nella Sassari degli Statuti Sassaresi (secoli XIII-XIV)», destinato agli alunni delle scuole cittadine di ogni ordine e grado. Il concorso si è prefigurato come strumento privilegiato di confronto coi materiali documentari che costituiscono i fondamenti della storia giuridico-economica e sociale della città medievale, attraverso la mediazione e la consulenza offerta dall’Archivio Storico Comunale, che conserva i codici pergamenacei degli Statuti Sassaresi.
Storytelling e animazione di strada
Il progetto sul settecentesimo anniversario degli Statuti Sassaresi ha previsto una fase di coinvolgimento emozionale della popolazione cittadina attraverso la riproposizione della vita della Sassari medievale con momenti di animazione teatrale di strada e interventi di storytelling sul tema, come la ricostruzione teatrale in forma semiscenica Gli Statuti Sassaresi: la legge del vivere in Comune, durante le giornate del 24, 25 e 26 novembre presso il Palazzo della Frumentaria a cura dell’associazione Tabula Rasa.
Archivio Storico del Comune di Sassari, Statuti Sassaresi, codice sardo logudorese, Libro I, Capitoli 84-90.
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