Trapani dice addio alla Serie A. La delibera del Giudice Sportivo
È ufficiale: la Trapani Shark è stata esclusa dal massimo campionato di basket italiano. La decisione è stata presa oggi dopo la riunione tenutasi tra FIP e Lega. Qui il comunicato del Giudice Sportivo Nazionale.
Gloria e caduta degli Shark
La storia della Trapani Shark inizia nel 2023, quando Valerio Antonini, diventato proprietario della Pallacanestro Trapani dopo l’acquisizione dall’ex presidente Pietro Basciano, iscrive una nuova società (appunto la Shark) ricevendo il titolo sportivo della Stella Azzurra Roma. Sotto la gestione Antonini, Trapani vince la Supercoppa Italia di Serie A2 nel 2023 e prosegue la sua cavalcata verso i playoff, laureandosi campione dopo aver sconfitto la Fortitudo Bologna e conquistando la Serie A. Nella stagione 2024/25, Trapani, nonostante sia una neopromossa, si presenta in LBA come una corazzata capace di competere con le grandi del campionato. La società ingaggia un allenatore esperto e di successo come Jasmin Repeša. Nello stesso anno, la squadra partecipa alle Final Eight di Coppa Italia, uscendo ai quarti contro Trieste, e arriva fino alle semifinali dei playoff, eliminata 3-0 dalla Pallacanestro Brescia.
Quest’anno Trapani rafforza ulteriormente il roster con l’obiettivo di confermarsi come una vera big del campionato. All’inizio la squadra sembra imbattibile: 10 vittorie su 11 partite disputate. Ma già a dicembre emergono i primi problemi. Repeša si dimette e torna in Croazia, mentre il capitano Alibegovic viene messo fuori rosa, cedendo la fascia a Petrucelli. Da quel momento il quadro generale si complica ulteriormente. La squadra si trova a fronteggiare alcune criticità, che hanno comportato conseguenze come il mercato bloccato, le sanzioni della lega, le penalizzazioni in classifica e un clima interno complesso, rendendo molto difficile proseguire regolarmente la stagione. Pian piano, i giocatori sotto contratto lasciano la squadra per firmare altrove, riducendo il roster all’osso. Questo porta a diverse situazioni critiche: il forfait alla gara contro la Virtus Bologna, conclusasi con una sconfitta a tavolino per 20-0, la partita in Bulgaria nei play-in di BCL, dove la squadra si presenta con soli cinque giocatori e chiude il match dopo pochi minuti per numero insufficiente di uomini in campo (evitando così una multa FIBA da 600.000) e l’ultima partita in campionato contro Trento (copia del match contro l’Hapoel Holon).
Una brutta vetrina
Situazioni come queste non sono assolutamente positive per il basket italiano. Offrono una brutta vetrina e sollevano interrogativi su come FIP e Lega avrebbero potuto gestire la situazione, evitando complicazioni che influenzano la regolarità del campionato. In molti si chiedono come sia stato possibile che alcune criticità non siano state individuate prima, o, se lo erano, perché non si sia intervenuti tempestivamente, con un torneo che partiva con 16 squadre e che terminerà con 15. Sembra che gli esempi del passato non abbiano fornito abbastanza precedenti. Situazioni simili, sia per esclusioni che per ritiri, ne abbiamo viste fin troppe. L’ultimo caso che viene in mente è quello della Virtus Roma, ritiratasi durante la stagione 2020‑21 a causa di gravi problemi finanziari, ma non è di certo l’unico.
Le conseguenze
L’esclusione di Trapani avrà dunque ripercussioni dirette sulle squadre che avevano vinto contro i siciliani. Escludendo Bologna e Trento (vincenti solo a tavolino), a tutte le altre, cioè Sassari, Tortona e Varese, verranno annullati i punti conquistati sul campo, con conseguenze significative in classifica. Sassari e Varese, in particolare, si ritrovano ora ancora più vicine alla zona retrocessione.