domenica 9 Agosto 2026
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Sassari – Rifiuti nelle campagne: quando un gesto incauto diventa un reato (e costa caro)

Sassari – Rifiuti nelle campagne: quando un gesto incauto diventa un reato (e costa caro)

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Rifiuti nelle campagne Sassari

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Sacchi lasciati lungo le strade poderali, vecchi elettrodomestici scaricati nelle cunette o cumuli di materiali edili abbandonati tra Li Punti, Caniga, La Landrigga e Ottava: è questo il triste scenario che spesso si presenta agli occhi di chi attraversa le campagne sassaresi, un paesaggio che dovrebbe raccontare tutt’altro.


E stamattina la conferma è arrivata puntuale. La segnalazione, questa volta, arriva da via Tana di Lu Mazzoni, una zona di campagna che si apre alle porte della città e che alterna terreni coltivati, vecchi poderi e lembi di vegetazione spontanea. È un’area di transizione, un corridoio che collega la zona industriale di Predda Niedda ai quartieri popolari di Latte Dolce, fino a lambire le prime strade del centro. Un pezzo di territorio che per la sua posizione dovrebbe essere un corridoio ambientale prezioso. Invece, da tempo, diversi tratti di quella strada sono diventati una discarica a cielo aperto: frigoriferi abbandonati come fossero arredi di fortuna, sacchi neri accatastati ai margini dei terreni, materiali di risulta lasciati lì, in attesa che qualcuno se ne occupi. Una ferita che si allarga, giorno dopo giorno, e che racconta con crudezza quanto sia facile trasformare un luogo ricco di storia e natura in un deposito abusivo.

Abbandonare sacchi, vecchi mobili, macerie o qualsiasi altro rifiuto nelle campagne non è solo una pessima abitudine: è un reato ambientale. E, come spesso accade, ciò che qualcuno considera un “piccolo gesto” può trasformarsi in una sanzione pesante, soprattutto quando si parla di tutela del territorio.

Cosa si rischia davvero

La legge italiana è chiara. Il Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006) punisce severamente chi scarica rifiuti in aree non autorizzate. Le conseguenze cambiano a seconda di chi commette l’illecito, e qui le differenze sono tutt’altro che marginali.

  • Privati cittadini — Una multa che può oscillare tra 2.600 e 26.000 euro. Se i rifiuti sono pericolosi, l’importo può addirittura raddoppiare. Basta poco per trasformare una leggerezza in un salasso.
  • Imprese e titolari — Qui la questione si fa più seria: non si parla più di semplice sanzione amministrativa, ma di reato penale. L’arresto può andare da 3 mesi a 2 anni, con ammende tra 2.600 e 26.000 euro. Se i rifiuti sono pericolosi, la pena sale: da 1 a 3 anni di arresto e multe fino a 52.000 euro. In altre parole, scaricare illegalmente non è solo scorretto: è un rischio enorme per l’azienda e per chi la gestisce.

Come smaltire correttamente i rifiuti (Sassari e dintorni)

Per fortuna, le alternative legali non mancano. E spesso sono gratuite, semplici e molto più rapide di quanto si pensi. A Sassari, il sistema di igiene urbana gestito da Ambiente Italia / Formula Ambiente offre diversi canali ufficiali.

Ecocentri comunali

Sono la soluzione più immediata per disfarsi di ingombranti, elettrodomestici, sfalci, potature, oli esausti e materiali riciclabili. A Sassari gli ingressi sono gestiti nei siti di Cantoniera La Crucca (SS131) e San Pacrazio. Basta arrivare, consegnare e ripartire con la coscienza pulita.

Ritiro a domicilio

Per chi non può trasportare da sé gli oggetti ingombranti, il Comune mette a disposizione un servizio gratuito di ritiro su prenotazione. Moduli e contatti sono disponibili sul portale ufficiale.

Rifiuti agricoli

Le aziende agricole producono rifiuti speciali, che non possono essere trattati come rifiuti urbani. Qui servono formulari (FIR), registrazioni RENTRI e ditte autorizzate. È un percorso più tecnico, ma necessario per evitare sanzioni e garantire tracciabilità.

Perché tutto questo conta

Oltre alle multe e ai rischi penali, c’è un motivo più semplice e più importante: il territorio. Le campagne della Sardegna sono un patrimonio naturale che non può diventare una discarica improvvisata. Ogni rifiuto abbandonato è un danno che resta, che inquina e che spesso ricade sulla collettività.

Smaltire correttamente non è solo un obbligo: è un gesto di rispetto verso l’ambiente e verso chi lo vive ogni giorno.

 

Sassari: alcuni dati chiave sul territorio

  • Popolazione — Circa 120.000 abitanti, seconda città della Sardegna per numero di residenti.
  • Estensione comunale — Il territorio si sviluppa su 136 km², con una vasta area rurale che circonda il centro urbano.
  • Quartieri principali — Centro Storico, Luna e Sole, Carbonazzi, Monte Rosello, Sant’Orsola, Li Punti, San Giuseppe, Latte Dolce.
  • Aree rurali e frazioni — La Crucca, San Giovanni, San Camillo, Caniga, Bancali, Ottava: zone spesso interessate dal problema dell’abbandono dei rifiuti.
  • Ecocentri comunali
    • Cantoniera La Crucca (SS131)
    • San Pacrazio Entrambi gestiti da Ambiente Italia / Formula Ambiente.
  • Raccolta differenziata — Il Comune viaggia intorno al 65–70%, con margini di miglioramento soprattutto nelle zone periferiche.
  • Rifiuti ingombranti — Oltre 10.000 ritiri l’anno tramite prenotazione gratuita.
  • Rifiuti agricoli — Sassari ospita una delle aree agricole più estese del nord Sardegna, con centinaia di aziende che devono gestire rifiuti speciali tramite FIR e RENTRI.
  • Controlli e sanzioni — La Polizia Locale effettua ogni anno centinaia di interventi per abbandono rifiuti, soprattutto nelle campagne tra Li Punti, Caniga e La Landrigga.
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