Dietro a un piccolo frammento in avorio si cela una delle più complesse e affascinanti indagini mai condotte nel mondo del traffico internazionale di reperti archeologici
Una storia vera, fatta di tombaroli, mercanti senza scrupoli, musei compiacenti e investigatori determinati.
Nel 1994, una missione dei Carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale porta una delegazione a Monaco di Baviera, per una riunione operativa sul contrasto al traffico illecito di beni culturali. Proprio in quei giorni, su richiesta della magistratura greca, la polizia tedesca perquisisce l’abitazione di due noti trafficanti. Nel 1997, i Carabinieri TPC ottengono una nuova perquisizione presso gli stessi soggetti. Il sequestro rivela altri oggetti: manufatti riconducibili a Scrimbia (Reggio Calabria), Apulia, Lucania, Etruria meridionale. Ma c’è di più: emergono indizi su un reperto straordinario, nascosto, sfuggente, quasi leggendario. Un gruppo di tombaroli aveva rinvenuto, pochi anni prima, nelle campagne di Anguillara Sabazia, i resti di una statua romana: un volto in avorio, frammenti di una mano e quattro statuette egizie.

Nel 1999, l’indagine culmina con il recupero di oltre 11.000 reperti esportati illegalmente dall’Italia, l’arresto di 3 persone e la denuncia di 14 complici. Un’indagine parallela riguarda un’altra opera d’arte: la statua marmorea di Artemide Marciante, trafugata in Campania e finita sul mercato giapponese. Non apprezzata lì, la statua fu rivenduta e giunse in Svizzera. Nel 2003, finalmente, il “Volto d’Avorio” tornò in Italia, accompagnato da frammenti della statua originaria. Le indagini rivelarono uno schema ricorrente: attribuire false provenienze, usare case d’asta compiacenti, far transitare i reperti da Svizzera, Germania, Inghilterra, Giappone, Stati Uniti.

Questa e altre indagini portarono a due storici processi penali:
– Giacomo Medici, condannato nel 2004 a 10 anni di reclusione, con sequestro di beni per oltre 10 milioni di euro.
– Marion True (Getty Museum) e Robert Hecht, antiquario americano, imputati per traffico illecito e associazione per delinquere.
Grazie al grande lavoro del compianto magistrato Paolo Giorgio Ferri, al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e alla pressione diplomatica italiana, numerosi capolavori furono restituiti all’Italia. Tra questi:
– Il Cratere di Euphronios
– Il Trapezophoros di Ascoli Satriano
– Il Vaso di Assteas
-L’Arciere Sulcitano
– La Venere di Morgantina
– Gli argenti e gli acroliti di Morgantina
Oggi, ove possibile, questi reperti sono stati ricollocati nei musei e nei territori di origine.

L’esperienza ha messo in luce ostacoli strutturali alla protezione del patrimonio:
– Assenza di unità investigative specializzate
– Mancanza di coordinamento tra polizie
– Debole normativa sul riciclaggio culturale
– Scarso utilizzo di banche dati comuni
– Mancata adesione a convenzioni internazionali
Ma anche soluzioni:
– Task force interforze
– Cooperazione tra musei
– Studio comparato delle normative
Dietro ogni reperto c’è un pezzo di identità nazionale. Ogni oggetto sottratto è un frammento di memoria collettiva che rischia di andare perduto. Difendere l’arte significa difendere la nostra storia, il nostro presente e il nostro futuro.
Fonti principali:
– Atti del processo Giacomo Medici (Tribunale di Roma)
– Procura della Repubblica di Roma, fascicolo “Volto d’Avorio”
– Chasing Aphrodite, Jason Felch e Ralph Frammolino, Houghton Mifflin Harcourt, 2011
– Rapporti ufficiali del Comando Carabinieri TPC
– Ministero della Cultura – Direzione Generale ABAP
Roberto Lai
Laureato in Scienza dell’amministrazione giudiziaria è Luogotenente in congedo nell’Arma dei Carabinieri. Per la sua attività in difesa del patrimonio culturale ha ottenuto numerosi attestati e riconoscimenti, tra i quali spiccano la medaglia per l’Eccellenza del servizio militare di II grado conferita dal Ministero degli Interni della Federazione Russa; la medaglia d’argento quale Benemerito dell’Arte della Scuola conferita dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. È Cittadino Onorario dei Comuni di Guidonia Montecelio (RM), Nocara (CS), Mentana (RM); è decorato con Croce pro Ecclesia et Pontifice conferita da Sua Santità Giovanni Paolo II. È stato nominato “motu proprio” Cavaliere al merito della Repubblica italiana dal Presidente Giorgio Napolitano. È Cavaliere dell’Ordine di S.Silvestro Papa, S.Gregorio Magno e dei S.S. Maurizio e Lazzaro. Ha ottenuto encomi solenni, elogi e compiacimenti dalla scala gerarchica, dalla magistratura e da personalità politico e religiose, per aver condotto operazioni di servizio riferite a gravi eventi criminosi che hanno reso possibile il rimpatrio d’importanti opere d’arte già esposte presso importanti musei internazionali, con risonanza mediatica a livello mondiale. Appassionato di storia e tradizioni della propria terra natale, ha condotto nel corso degli anni un’intensa attività di ricerca che l’ha portato a riscoprire le tracce lasciate nel tempo da S. Antioco Martire. Ha curato la ristampa del libro Le Meraviglie di S.Antioco di Padre Filippo Pili. Ha pubblicato: S.Antioco da primo evangelizzatore di Sulci a glorioso protomartire patrono della Sardegna; la Relazione sull’inventio dell’illustre Martire e Apostolo della Sardegna S. Antioco nella sua propria chiesa di Sulci, ha ideato e curato i fumetti Antioco il santo venuto dal mare, All’inseguimento della Triade Capitolinae Il ritorno dell’Arciere, Il Ratto D’Europa– L’indagine che riportò a casa il magnifico vaso d’Assteas. È curatore degli Annali di Storia e Archeologia Sulcitana, rivista scientifica distribuita in tutto il territorio nazionale e nelle più importanti biblioteche e circoli di lettura internazionali giunta alla decima edizione. Ha ideato il Premio d’arte contemporanea “Arciere Isola di Sant’Antioco”. È curatore della mostra d’Arte itinerante “Antioco il santo venuto dal mare”. È Presidente dell’Associazione Sulcitana di Storia e Archeologia Arciere. L’Amministrazione Comunale di Sant’Antioco gli ha conferito la medaglia d’oro quale Ambasciatore della cultura per aver creato progetti di riscoperta sull’identità storico culturale locale. In occasione della 46^ giornata d’Europa è stato proclamato in Campidoglio “Personalità Europea 2016”. Nel 2017 è stato insignito del Premio “L’Isola che c’è”, riservato alle eccellenze sarde che nel corso della loro attività professionale o artistica hanno conferito lustro e prestigio alla Sardegna.