Vasco Rossi al Ristorante Florian a Sassari nel 1989
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Correvano i ruggenti anni Ottanta. Negli ultimi scampoli dell’estate del 1983, Il 26 settembre Vasco Rossi e la sua band, arrivano a Sassari per la prima tappa del tour regionale che toccherà anche Olbia e Cagliari. Nel 1989 di nuovo in città col suo tour Liberi liberi con tanto di una battaglia tra bande fuori lo stadio Acquedotto
Vasco Rossi a Sassari nel 1983: la notte in cui il rock conquistò la Sardegna
L’anno chiave del provocautore emiliano fu il 1983. Era il 26 settembre quando Vasco Rossi, astro nascente del rock italiano, salì sul palco dello Stadio Torres di Sassari, regalando alla città una serata che sarebbe rimasta impressa nella memoria collettiva. Il concerto faceva parte del tour di Bollicine, l’album che quell’anno lo consacrò definitivamente al grande pubblico, anche grazie alla vittoria al Festivalbar.
Lo stadio era gremito: si stima che ci fossero almeno 10.000 persone, arrivate da tutta l’isola per vedere dal vivo il Blasco. Alcuni, come racconta il sassarese Angelo Sechi, entrarono scavalcando la rete per non perdersi l’evento. Vasco aprì il concerto con Coca Cola, uno dei brani simbolo di quel periodo, e da lì fu un crescendo di energia, chitarre distorte e cori a squarciagola.
Il pubblico sardo rispose con entusiasmo travolgente, e Vasco, in jeans, maglietta e stivali, si lasciò andare a gesti provocatori e momenti di pura adrenalina. Secondo alcuni racconti, durante l’esibizione fece anche un gesto irriverente che scatenò fischi e applausi, a dimostrazione del suo spirito ribelle e senza filtri.
Quel concerto segnò l’inizio di un legame speciale tra Vasco e la Sardegna, un amore a prima vista che sarebbe continuato negli anni. Lo stesso artista, in un diario personale scritto durante quel tour, annotava le sue impressioni e riflessioni, oggi raccolte nel libro Vita Spericolata di Massimo Poggini.
Set list
Colpa d’Alfredo
Mi piaci perché
Dimentichiamoci questa città
Cosa ti fai
Portatemi Dio
Voglio andare al mare
Ogni volta
Brava
Canzone
Splendida giornata
Vado al massimo
Sensazioni forti
Ieri ho sgozzato mio figlio
Sono ancora in coma
Vita spericolata
Alibi
Fegato fegato spappolato
Asilo Republic
Valium
Albachiara
Encore:
Deviazioni
Una canzone per te
La nostra relazione
Silvia
Siamo solo noi
(Fonte: https://antkoot.home.xs4all.nl/)
Vasco Rossi infiamma Sassari: il concerto del 1989 allo Stadio Torres
Il 29 settembre 1989 Sassari visse una notte che ancora oggi vibra nei ricordi di chi c’era. Vasco Rossi, quando era già un’icona del rock italiano, a fine anni Ottanta, portò il suo tour Liberi liberi allo Stadio Torres, regalando alla Sardegna un concerto carico di energia, emozione e ribellione.
La scaletta fu un viaggio tra i brani più amati del Blasco: da C’è chi dice no a Vita spericolata, passando per Bollicine, Ogni volta, Colpa d’Alfredo e l’immancabile Albachiara, che chiuse la serata in un coro collettivo da brividi. Il pubblico, accorso da tutta l’isola, trasformò lo stadio in un mare di mani alzate e cuori in tumulto.
Quel concerto non fu solo musica: fu un rito collettivo, un momento di liberazione per una generazione che si riconosceva nelle parole ruvide e sincere del rocker di Zocca. Vasco, con la sua voce graffiata e la sua presenza magnetica, riuscì a creare un legame diretto con il pubblico sardo, che ancora oggi ricorda quella serata come una delle più intense mai vissute.
Set list
Muoviti
Blasco Rossi
C’è chi dice no
Dillo alla luna
Tango (della gelosia)
Deviazioni
Lunedì
Vivere una favola
Vita spericolata
Liberi liberi
Colpa d’Alfredo
Una canzone per te
Bollicine
Siamo solo noi
Albachiara
Encore:
Cover SRB
Stasera
Vivere senza te
Domenica lunatica
Ridere di te.
(Fonte: https://antkoot.home.xs4all.nl/)
Una foto di Vasco Rossi a Sassari alRistorante Florian nel 1989. Foto per gentile concessione di Tomaso Imperio
Note spericolate
Agosto 1982. L’Italia ha appena vinto il Mondiale di Calcio in Spagna. Ma Vasco Rossi conosce bene l’aria di Sardegna, il profumo salmastro del mare e l’odore della terra secca, sferzata dal maestrale. La sua presenza a Siniscola, nell’infanzia, col padre Carlo Rossi, emiliano, autista, venuto in Baronia assieme alla famiglia per lavoro, è ormai nota. A lungo considerata una leggenda metropolitana, il cantante l’ha confermata durante il concerto di Cagliari del 2010. Ma è in quei primi anni Ottanta che il giovane Vasco Rossi, reduce dall’eco sanremese di Vado al massimo, sta provando a trasformare quella notorietà in qualcosa di più grande: un vero tour. E l’Isola, così lontana e selvaggia, è una tappa fondamentale. La Sardegna lo aveva già accolto da sconosciuto, qualche anno prima, in piccole discoteche tra Porto Cervo (Hotel Cala di Volpe, settembre 1979) e Santa Teresa (Corallaro Club Discoteca, settembre 1979). Ma ora è diverso. Ora Vasco è sulla soglia del mito. A Sorso,Porto Torres, i primi veri concerti nell’isola – tramandati per lo più da racconti e fan locali – sono una prova di forza in tutti i sensi. Ma è nel Cagliaritano ad Assemini che la leggenda prende forma. Il concerto è previsto, ma il cielo si ribella. Piove. A dirotto. La gente si ripara come può, mentre nel buio, Vasco resta chiuso in macchina. Fuori, la pioggia batte sul tetto come tamburi lontani. Dentro, un silenzio carico di idee. Poi, una frase lo colpisce come un fulmine che squarcia la notte: “Voglio una vita spericolata.” Non c’è palco, non c’è pubblico. Ma in quell’istante nasce un inno. Nella terra “di sassi, di sole e di vento”, Vasco non canta, ma crea. La leggenda dice che quel pensiero germogliò proprio lì, tra il temporale e l’asfalto bagnato della Sardegna. Per la cronaca ad Assemini ci tornerà nel 1985, durante la Festa dell’Unità, nel campo comunale di Santa Lucia. Era il tour di Cosa succede in città.
E… CI FU ANCHE UNA BATTAGLIA TRA BANDE AL CONCERTO DI ‘VASCO’
Forse hanno cercato di emulare il loro idolo vivendo, almeno per una sera, in modo spericolato. Di sicuro le decine di ragazzi che l’ altra sera, allo stadio Acquedotto, si sono affrontati senza esclusione di colpi durante il concerto di Vasco Rossi adesso hanno qualche guaio in più. Al termine degli scontri, ventidue di loro sono rimasti doloranti sul campo. Tutti hanno dovuto fare ricorso alle cure dei medici. Nessuno, comunque, è in condizioni preoccupanti. I più gravi hanno riportato lesioni giudicate guaribili in venti-trenta giorni. Sempre nel corso dello spettacolo alcuni giovani tossicomani si sono iniettati dosi eccessive di eroina e hanno dovuto essere ricoverati. La polizia ha aperto un’ inchiesta per fare luce sulle cause dei disordini, dovuti con ogni probabilità al clima surriscaldato per l’ esibizione del cantante emiliano. Se l’ autore di Una vita spericolata ha fatto la solita overdose di applausi, gli scontri fra bande rivali (circoscritti comunque ad alcune zone dello stadio) e le concitate operazioni di soccorso ai tossicodipendenti e ad altri giovani colpiti da malore per la ressa e l’ abuso di alcolici hanno in qualche modo contribuito a turbare l’ esibizione. Poco dopo le 21,30, Vasco (pantaloni attillatissimi, camicia bianca sbuffata e fascia attorno ai capelli) è salito sul palco accolto da un boato assordante: applausi, fischi, grida di ragazze in delirio. Solo un attimo per i saluti, poi ha attaccato subito con C’ è chi dice no. Probabilmente, durante l’ esibizione, non si è neppure accorto di quanto stava accadendo in campo. O, meglio, in una parte del campo. In corrispondenza della curva sud, infatti, verso le 22, non si sa esattamente per quale motivo, alcuni esagitati hanno cominciato a darsele di santa ragione. Presto sono stati imitati da altri che, sino a quel momento, non si erano risparmiati nell’ approvvigionarsi di lattine di birra. Inutile dire che, in una situazione di confusione e di caos come quella che si è venuta a creare, a pagare il prezzo più pesante degli scontri sono stati proprio diversi giovani che assistevano tranquillamente al concerto. Particolarmente drammatiche le fasi dei soccorsi, con ambulanze che facevano da spola per trasportare i feriti e gli spettatori contusi nella calca.
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