sabato 18 Aprile 2026
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Perché si dice “a Carnevale ogni scherzo vale”?

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Sia in epoca greca e romana, sia nel Medioevo e nel Rinascimento questa festa coincideva con giorni di feste, libertà e concessioni sfrenate

 


di Giada Carta

 

 

Il proverbio più in voga durante il periodo delle maschere, nasce all’origine stessa della festa: “a Carnevale ogni scherzo vale!”.

Ma perché si dice così?

Questo modo di dire nasce con i primi festeggiamenti del Carnevale in epoche molto remote. Durante i saturnali romani o durante i festeggiamenti del Medioevo e nel Rinascimento della Repubblica di Venezia, quelli del Carnevale erano giorni di grande divertimento: tutto era concesso senza restrizioni, le regole sociali venivano sovvertite, era lecito fare scherzi di ogni sorta e lasciarsi andare ai bagordi e alla dissolutezza.

Il Carnevale è tradizionalmente il periodo che precede la quaresima. L’inizio varia da paese a paese ma si conclude il martedì grasso, giorno che precede il mercoledì delle ceneri, primo giorno di quaresima.

La parola Carnevale potrebbe avere diverse origini e significati: “carne a scialo” (Carnasciale) cioè carne consumata in grande abbondanza; “carne-levare” ad indicare che il periodo che precede la quaresima è momento di astinenza e divieto del consumo di carne e di derivati animali; oppure “carne-vale” (dal latino) “dire addio alla carne” perché si entra nel periodo di quaresima.

In passato durante il Carnevale si festeggiava la fecondità della terra e i riti collegati davano grande valore al riso. Ad esso, infatti, si attribuiva il potere di sconfiggere la morte e tradizioni antichissime lo collegano alla fertilità della natura e degli uomini. Moltissime popolazioni, per questo motivo, procedevano alla semina ridendo. Per i Greci e i Romani – devoti alla divinità Ghelos – l’importanza del riso era vitale perché esso aveva il potere di allungare la vita. Addirittura in un antico papiro si trova la dicitura: “Dio rise e nacquero i sette dei che governano il mondo”.

I festeggiamenti nel periodo del Carnevale hanno quindi un’origine molto lontana – come detto – già nelle feste religiose pagane, in cui si faceva uso delle maschere per allontanare gli spiriti maligni.
Con l’avvento del Cristianesimo questi riti persero il loro carattere rituale e magico rimanendo semplicemente forme di divertimento popolare, come per i fiorentini il cui motto durante il Carnevale o carnovale – era quello di cantare e ballare mascherati per le vie della città, facendosi scherzi a vicenda.

Nel Medioevo e nel Rinascimento i festeggiamenti furono introdotti anche nelle corti assumendo forme più raffinate legate anche al teatro, alla danza e alla musica. Ed è proprio nello splendore delle corti e delle varie signorie che si favorisce il diffondersi della musica e della “commedia dell’arte”. I nobili e i ricchi così si travestono con stoffe preziose arrivate dall’Oriente, di inestimabile valore.

Ancora oggi lo scherzo vale per provocare il riso con i suoi effetti benefici, come enuncia la Gelotologia, disciplina che studia ed applica la risata e le emozioni positive in funzione di prevenzione e riabilitazione. L’operatore della gelotologia è il Clown Dottore, il quale attraverso lo scherzo suscita le risate con effetti benefici sul prossimo. E se solo a Carnevale lo scherzo vale, il riso ed il buon umore è bene che permangano tutto il resto dell’anno.

 

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