sabato 18 Aprile 2026
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Ian Paice infiamma Bono: una serata da leggenda! (video)

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Ieri notte, il cuore della Sardegna ha battuto al ritmo del rock più puro. Ian Paice, il leggendario batterista dei Deep Purple, ha trasformato Bono in una macchina del tempo musicale, catapultando il pubblico negli anni d’oro dell’hard rock. E lo ha fatto con classe, potenza e un groove che non conosce età.


Ian Paice: potenza e poesia

A 77 anni, Paice ha dimostrato ancora una volta perché è considerato uno dei batteristi più influenti della storia. La sua tecnica impeccabile e la sua energia trascinante hanno incantato la folla, che ha risposto con entusiasmo e applausi scroscianti. Ian Paice è l’unico membro fondatore dei Deep Purple rimasto nella formazione attuale. La sua carriera è un monumento alla batteria rock: Ha suonato in album leggendari come Machine Head, Made in Japan e Burn. È noto per il suo stile fluido, potente e swingato, influenzato dal jazz e dal blues. Ha collaborato con artisti come Paul McCartney, George Harrison, Whitesnake e Gary Moore.

Un assolo che ha fatto tremare la piazza

Quando Paice ha preso le bacchette, il silenzio si è fatto sacro. Ogni colpo sulla batteria era un richiamo alla storia, un’eco di concerti epici e dischi immortali. Il suo assolo ha lasciato tutti senza fiato: un momento sospeso tra tecnica e magia.

MadenInJapan Bono

Madeinjapan: la Sardegna che suona internazionale

I Madeinjapan hanno dimostrato che il talento non ha confini. Con passione e precisione, hanno reso omaggio ai Deep Purple e al rock classico, creando un’alchimia perfetta con Paice. Il pubblico? In delirio, tra cori, mani al cielo e occhi lucidi. Ottime le performance dei singoli a partire dalla prova all’organo hammond di Salvatore Culeddu che ha fatto gli onori di casa e ha dato ai brani un tocco personale e raffinato con quel suono caldo e avvolgente che inevitabilmente fa tornare in mente il maestro Jon Lord scomparso nel 2012.  Assolutamente convincente anche la prestazione del sassarese Pier Paolo Sanna: voce potente e carismatica la sua, con una fedeltà e un’energia non comune e l’interpretazione di brani come Child in TimeStrange Kind of Woman  sono stati tra i momenti più emozionanti della serata. Menzione anche per Daniele Porta, che ha assolto egregiamente alla chitarra le partiture di Ritchie Blackmore, Giovanni Attene al basso e Giovanni Collu, batteria, unitosi alla band nell’ultima parte del concerto e duettando piacevolmente con Ian Paice in una memorabile versione del classico immortale Smoke in the Water. I Madeinjapan, da anni celebrano il sound dei Deep Purple e hanno regalato al pubblico un viaggio sonoro negli anni d’oro dell’hard rock. Ma non si limitano a imitare: reinterpretano con passione e rispetto.

Un evento gratuito, ma dal valore incalcolabile

Grazie ai Fedales ’85, Bono ha vissuto una notte che resterà impressa nella memoria collettiva. Non solo musica, ma emozione pura, condivisione, e l’orgoglio di ospitare una leggenda vivente. Se eri lì, sai di cosa parliamo. Se te lo sei perso… preparati a rosicare. Ma non temere: il rock, quando chiama, torna sempre.

 

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