Autografo originale per gentile concessione di Gigetto Carta, bassista dei Settemiglia
Era l’inverno del 1977, con addosso il mio primo giubbotto in pelle nera, entro in un negozio di dischi nel centro di Sassari. Il mio mondo, il mio paradiso e quell’odore della carte e del vinile. Catapultato nella sezione rock internazionale, inizio a guardare le novità e mi imbatto in una copertina con 4 capelloni con jeans a brandelli, t shirt, giacca in pelle da motociclista (chiodo) e scarpe da tennis. Sguardi irriverenti e oltraggiosi. Amore a prima vista. Il nome della band mi piaceva: The Ramones, una sorta di famiglia!
Il titolo “Rocket to Russia” ironizza sulla guerra fredda.
Poggiata la puntina sul disco, la musica parte come un gran bel pugno in faccia e affascinato sia dal muro di suono e sia dall’artwork della copertina e dalla busta interna, compro il disco e corro a casa. Preparo il mio vecchio Lenco svizzero, accendo il mio nuovo Sansui e benedico le mie vecchie AR in modo che sopportino quanto sto per proporgli.
Mia madre in cucina e ignara di quanto sta per succedere e a volume 7 parte Cretin Hop, devastante! Sento bussare selvaggiamente alla porta e mia madre che mi intima di abbassare il volume con minaccia di ritorsione agendo sul contattore della luce. Ok allora indosso le mie Senheiser Hd 440 gialle e inizio l’opera di demolizione del mio apparato uditivo con Rockaway beach, Surfin Bird, Sheena is a punk rocker, I don’t care.
17 anni dopo
Con diversi amici, mi trovo all’ingresso del palazzetto dello Sport di Sassari, in fila con in mano un biglietto per assistere al concerto della vecchia famiglia Ramones.
Devo ammettere di non aver coltivato il mio amore nei confronti della band di NYC, ma di aver avuto una passione esagerata per quel grande disco che è Rocket To Russia. Certo, loro dopo quell’album sono diventati immensi ma io seguivo solo l’andamento dei singoli, senza aver mai piu’ acquistato un loro LP intero. Ma la stima che nutrivo nei loro confronti era enorme, come per tutte le leggende rock’n’roll e chi ha abbracciato e sposato questo tipo di musica, sa di cosa parlo. Nel frattempo l’attesa per l’apertura dei cancelli è snervante e penso agli amici che apriranno la serata, gli Istrales. Dico, che bella fortuna, loro sono nei camerini con i Ramones e da musicista immagino anche la tensione che si taglia con il coltello.
Entriamo dentro il palazzetto che in poco tempo si riempie come un uovo. Un popolo strano e variegato si accalca all’interno dell’edificio, giacche in pelle, jeans strappati, borchie, capelli lunghi oppure grandi creste, due popoli, quello punk e quello metal, riuniti sotto un unico intento, divertirsi a suon di decibel.
Dopo un po’ ecco gli Istrales che devastano il pubblico con il loro sound molto affilato. Un bellissimo show il loro, molto carico e originale. Finito il tempo a disposizione si ritorna all’attesa; iroadies si occupano del cambio palco, un po’ di soundcheck per verificare che tutto sia a posto e stop alla musica di sottofondo, luci spente, parte un boato appena si sente scandire il One, two, three, four. Veniamo travolti da un muro sonoro devastante. Il fronte palco diventa una bolgia di corpi che si agitano, saltano, si scavalcano, pogano.
L’acustica del palazzetto lascia a desiderare e il suono migliora dopo la quarta canzone, così riusciamo a capire esattamente tutte le canzoni, la band ci da dentro e la loro esperienza si sente fino all’ultima nota. Joey è inchiodato nel centro del palco nella sua classica posizione, non fa altro, ma quanto basta per mandare in delirio l’intera platea. Con gli amici tentiamo una bordata in mezzo ai ragazzini per poter arrivare in prima fila, guadagnamo il front stage dopo aver sfondato diverse sezioni di pubblico e ci godiamo lo spettacolo con le transenne sulle costole. Ammiro la reazione del pubblico ad ogni pezzo e noto la fame di musica rock di prima classe che c’e’ in città.
Questo è il primo vero concerto con una band rock famosissima qui a Sassari e i Ramones se ne sono accorti, ricambiando con un concerto favoloso e tostissimo.
Ticket e picks originali per gentile concessione di Gigetto Carta, bassista dei Settemiglia
Blitkrieg Bop, Teenage lobotomy, Rock’n’roll highschool, Pet semetery, We’re a happy family, I wanna live e tante altre fino ad un totale di 30 canzoni rivoltando il pubblico come un calzino e stendendolo al tappeto.
I Ramones vanno via dal palco lasciandoci annichiliti. Proprio un gran bel concerto di puro rock’n’roll. Un bel ricordo in modo particolare è stato il grande lavoro della security in prima fila, specialmente quando con gli amici siamo arrivati con un po di prepotenza alle transenne di fronte a Joey Ramone, con i commenti: “ragazzi almeno voi che siete grandi, datevi una calmata!”
Gigetto Carta, il bassista degli Istrales, mi racconta i suoi momenti passati nei camerini con i Ramones:
Johnny mi chiese se secondo me sarebbe venuta della gente dalla Corsica, risposi che non ne avevo idea ma che per certo c’era gente appositamente giunta dalla penisola per loro.
Ridacchio…
Joey ingurgitava dei pasticconi effervescenti di colore verde…
(Credo medicinali visto com’era messo! Poverino… We miss you Joey!)
Marky non c’era… infatti ho solo gli autografi di Johnny, Joey e C.Jay che sulla cartolina firmò sull’imagine di Dee Dee…
e aggiunge:
Tornando all’argomento posso vantarmi (se ce n’è da vantarsi) di essere uno di quelli che ha stretto la mano a due Ramones che nessuno potra’ mai piu’ incontrare… Gabba Gabba Hey forever!
Che dire, per il rock sassarese è stata una gran bella giornata il 30 settembre 1994.
Da allora non ci sono stati più concerti rock di altissimo livello internazionale, solo dei passaggi di formazioni rimaneggiate tanto da non creare attrazione da parte del pubblico sassarese.
Un peccato. In fin dei conti noi c’eravamo e noi ce li siamo goduti fino in fondo.
Set list del concerto sassarese
Durango 95
Teenage Lobotomy
Psycho Therapy
Blitzkrieg Bop
Do You Remember Rock ‘N’ Roll Radio?
I Believe in Miracles
Gimme Gimme Shock Treatment
Rock ‘N’ Roll High School
I Wanna Be Sedated
Have You Ever Seen the Rain? (Creedence Clearwater Revival cover)
I Wanna Live
My Brain Is Hanging Upside Down (Bonzo Goes to Bitburg)
Commando
Sheena Is a Punk Rocker
Rockaway Beach
Pet Sematary
Strength to Endure
The Shape of Things to Come (Max Frost & the Troopers cover)
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