giovedì 1 Ottobre 2026
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Guns n’ Roses, Use Your Illusion veniva pubblicato 35 anni fa

Guns n’ Roses, Use Your Illusion veniva pubblicato 35 anni fa

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Guns n'Roses Your Illusions 1991

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A trentacinque anni dall’uscita dei discussi album dei Guns N’ Roses, il ricordo torna a quell’estate del 1991 fatta di cassette TDK, attese febbrili e miti ingombranti. I due doppi vinili furono un evento mediatico, sì, ma anche un paradosso generazionale: ‘obbligatori’, più che amati, che oggi rileggono la nostra adolescenza con affetto, ironia e un filo di distanza

Era l’estate del 1991 una di quelle che non si dimenticano mai. E poi mai.
Un’epoca di uscite discografiche frenetiche e di qualità — come gli anni prima e pure quelli dopo, almeno fino agli inizi del nuovo secolo. Era semplicemente impossibile stare dietro a tutte le novità, e infatti si finiva per registrare a manetta sulle mitiche e indistruttibili musicassette TDK, un salvacondotto per tutto ciò che non si riusciva a comprare. E si viveva in attesa di nuovi fondi, quelli che arrivavano puntuali solo con i compleanni o con le feste comandate. La musica scandiva l’esistenza, consolidava le amicizie e riempiva i vuoti, quelli che oggi spesso si colmano con una notifica o con un algoritmo che decide cosa dovresti ascoltare. Ero nel mio loop musicale da tempo come tanti adolescenti in quella estate caldissima (pure quella) e vissuta come tanti rockettari in funzione del misterioso, attesissimo e imminente album dei Metallica di cui si favoleggiava da mesi. “Copertina tutta nera, titolo “Metallica” – assicuravano i bene informati. Internet era ancora di là da venire (curiosamente Il CERN pubblica ufficialmente il primo sito web della storia ad agosto del 1991), Mark Zuckerberg faceva la seconda elementare e gli smartphone sarebbero arrivati solo tra vent’anni.
Ma c’era anche Axl Rose che scalpitava quell’estate, anche lui nel suo loop e ormai star di prima grandezza, quantomeno mediatica e con la velleità di fare a modo suo definitivamente la storia. I ‘suoi’ Guns n’ Roses “the next big thing” con Appettite for Destruction che piano piano si aveva fatto largo su Billboard, avevano fatto proseliti e l’album continuava a macinare numeri da capogiro a distanza di 4 anni dal suo rilascio, tanto che nelle previsioni  i pistoleri di Los Angeles si apprestavano a mangiarsi il mondo con l’annunciato e pluri-rimandato ‘Use Your Illusion’, schedulato finalmente per settembre – i rumors dicevano che sarebbero stati addirittura pubblicati lo stesso giorno del disco dei Metallica dopo che si era pure ventilato che non sarebbero mai usciti, vista l’imprevedibilità di Axl e soci: nei programmi era previsto un doppio poi – tra squilli di tromba – l’album  lievitò a due doppi che sarebbero usciti in tempi diversi e invece alla fine programmati in contemporanea, ossia quattro dischi titanici, pensati per essere un evento mediatico col rischio di un suicidio commerciale. Lo furono un evento, anche col senno di allora.
Ma non nel modo che ci aspettavamo e si aspettava tutto il loro circo mediatico. Il gossip sulla band fu sempre ai limiti del cinematografico (Ad esempio, chi si ricorda la querelle con il frontman Vince Neil  dei Mötley Crüe che durò anni, con un ‘invito’ a ‘combattere fino alla morte’ e un incredulo Eddie Van Halen che disse che avrebbe pagato il biglietto per assistere all’incontro? 😅) aveva spazientito molti, soprattutto chi aspettava solo il seguito del debutto rilasciato quattro anni prima. Anche per questo non mi accodai al loro carrozzone e non diventai mai in senso stretto un loro fan: quattro anni erano troppi tra un disco e l’altro e durante gli anni Novanta effettivamente mai mi sono mancati. Quei due ‘Users’ un po’ per ripicca inizialmente li registrai così su cassetta. E loro pochi anni dopo e mille vicissitudini si sciolsero inghiottiti nell’oblio.
La qualità della musica? Per chi scrive meglio il secondo capitolo del primo. Ma in generale troppi brani, troppi riempitivi, troppa megalomania di una rockstar che si sentiva mortale. “Axl aveva paura di morire, sapeva della fine prossima della band. e ha pubblicato tutto ciò che poteva”, scriveva la stampa dell’epoca.
Un’opera ‘mastodontica’ che ci ha segnati — sì — ma che nessuno ha mai davvero difeso fino in fondo. Chi li ascoltava perché “bisognava” farlo e in qualche modo stare dentro la storia; sarebbero infatti diventati uno dei simboli di un’epoca e del nostro immaginario adolescenziale. Ma ammettiamolo: non erano i dischi che mettevamo quando volevamo stare bene.
Certo, ‘Estranged‘ è superlativa, ‘November Rain’ ha fatto la storia col suo videoclip e You Could Be Mine era il momento in cui la band rialzava il volume, tornava a mordere e si riagganciava al suo lato più heavy, quello che negli anni di Appetite che li aveva resi una band pericolosa, sporca e irresistibile. E l’aggancio con Terminator 2 non solo una trovata commerciale: fu un cortocircuito perfetto tra estetica, attitudine e narrativa.
‘Knocking on Heaven’s Door’ fu il tormentone  ‘non sapevo fosse’ di Bob Dylan, una buona cover che la band eseguiva da anni per ricordare il loro amico Todd Crew, bassista nei Jetboy , che morì di overdose nel luglio del 1987.

Non è dato sapere — almeno ufficialmente — cosa pensi davvero l’imperscrutabile Dylan della versione fornita dal gruppo di Axl. Di certo, anche solo per ragioni meramente finanziarie, si può immaginare che l’abbia digerita senza troppi problemi. Ma un indizio, negli anni, è arrivato. Durante un concerto a Taiwan nel 2009, Axl Rose raccontò al pubblico un episodio che sembrava uscito da un film: una festa, lui, George Harrison e Dylan. “Bob mi chiese: ‘Quando registrerete Heaven’s Door?’ Io risposi: ‘Non lo so, ma quella canzone la amiamo per davvero.’ E lui: ‘Non me ne frega un cazzo, voglio solo i soldi.’ Axl chiuse il racconto con un sorriso: ‘È una storia vera.’”

Anche per le storie – vere o presunte – che girano attorno, quei dischi sono diventati un fenomeno di costume, un rock che si guarda allo specchio e si piace troppo; ma dopo 35 anni capisci che molti sono cresciuti ‘idolatrando’ qualcosa senza capirlo davvero.
‘Use Your Illusions’ non è il mio album preferito generazionale e non lo sarà mai.
È un album “obbligatorio” quando nelle chiacchierate con i compagni di scuola e con le greffe di allora rievochi quegli anni. Uno dei dischi che ci ha accompagnati, che a volte skippavi, che sentivi alle feste, che. Quello che oggi, per questo, ricordiamo con un misto di affetto, ironia ma anche un filo di distacco.

Il titolo e la scelta della copertina

Il titolo e la copertina dei due album derivano da un’opera dell’artista americano Mark Kostabi, non da una scelta improvvisata di Axl Rose in una galleria, come si è romanzato. Nel 1990 Kostabi realizzò una serie di dipinti chiamati Use Your Illusion. In questi quadri era presente una reinterpretazione di un dettaglio della “Scuola di Atene” di Raffaello, in particolare la figura di Michelangelo seduto, isolata dal contesto. Quella porzione venne poi rielaborata graficamente da Mark Kostabi e da sua sorella, la designer Arianne Kostabi, che creò le due versioni cromatiche (giallo/rosso per il I, blu/viola per il II).


 

 Curiosità storiche e artistiche

  • Progetto mastodontico — Doveva essere un singolo doppio album. Poi Axl, in piena megalomania creativa, spinse per farlo diventare due doppi pubblicati lo stesso giorno.
  • Uscita simultanea — 17 settembre 1991: evento mediatico senza precedenti. Mai nessuno aveva tentato di piazzare due album così lunghi e costosi nello stesso momento.
  • Durata totale — Oltre 150 minuti di musica. Una maratona rock che oggi sarebbe impensabile.
  • Brani scartati — Circa 30 pezzi furono registrati, molti mai pubblicati. Alcuni finiranno anni dopo in Chinese Democracy.
  • La band a pezzi — Durante le sessioni Izzy Stradlin stava già per mollare, Slash era in guerra con Axl, Steven Adler era fuori. Il progetto è figlio di un caos totale.
  • Tour infinito — Il tour durò 28 mesi, uno dei più lunghi della storia del rock. Incidenti, ritardi, risse, arresti, tutto.
  • November Rain — Il video costò oltre 1,5 milioni di dollari, uno dei più costosi di sempre.
  • Estranged — Axl lo definì “la mia terapia”. Il video è un delirio cinematografico da 4 milioni di dollari.
  • Knockin’ on Heaven’s Door — La versione dei Guns fu talmente onnipresente che MTV dovette limitarne la rotazione.

Le vendite: i numeri veri

Qui i dati più affidabili, basati su certificazioni ufficiali (RIAA, IFPI, BPI, ecc.).

Stati Uniti

  • Use Your Illusion I — 7× Platinum (oltre 7 milioni di copie).
  • Use Your Illusion II — 7× Platinum (oltre 7 milioni).

Vendite globali stimate

  • Illusion I — circa 11–12 milioni nel mondo.
  • Illusion II — circa 10–11 milioni.

Totale combinato: oltre 22 milioni di copie.

Curiosità sulle vendite

  • Debutto simultaneo in classifica:
    • Illusion II debutta #1 negli USA.
    • Illusion I debutta #2. Un caso rarissimo: la band occupa i primi due posti della Billboard 200.

Una curiosità finale che pochi sanno

La frase “You can use your illusion” non è la fonte del titolo, ma Axl la inserì dopo aver scelto il nome degli album. È un autoriferimento, una sorta di easter egg interno.

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