Dall’infanzia tra i torrenti del Montiferru alle Paralimpiadi, passando per la guerra, la disabilità e una vita dedicata allo sport come strumento di riscatto e inclusione. La straordinaria storia di Giovanni Pische, pioniere del movimento paralimpico italiano e maestro di vita, tornata alla luce dopo anni di oblio
Il modo migliore di raccontare la storia di questo grande lussurgese è di partire dalla fine: nel 1998 a Santu Lussurgiu si era quasi conclusa la costruzione di una nuova palestra per la scuola media, e al momento di organizzarne l’inaugurazione si pensò di intitolarla a qualche personaggio illustre della storia del paese.
All’allora sindaca Francesca Manca venne fatto il nome di Giovanni Pische, nome di cui all’epoca erano rimaste poche tracce e per cui si rese necessario un importante lavoro di ricerca. Grazie all’aiuto del fratello, emigrato da tempo a Roma, fu possibile riportare alla luce la sua storia e i suoi scritti, rendendo note ai più le vicende di un uomo incredibile, considerato da Gianni Minà tra le persone più influenti che avesse incontrato nella sua vita. Nato nel 1921 a Santu Lussurgiu, paesino montagnoso della zona del Montiferru, sviluppò sin dall’infanzia due passioni particolarmente insolite per quei territori ovvero il nuoto e l’aviazione. Lontano dalle coste (dove il resto dei sardi generalmente scopriva il proprio interesse per quell’attività), aveva imparato a nuotare tra il rio Sos Molinos e il piccolo lago su Foiu de tiu Panne Dente, dove si recava spesso con gli amici.
La seconda passione, invece, lo portò appena diciannovenne ad arruolarsi nell’Aeronautica Militare e a prendere parte alla Seconda Guerra Mondiale in qualità di marconista. Durante la battaglia di Pantelleria (giugno 1942) il suo aereo venne abbattuto dagli inglesi ma Pische, dopo essere precipitato in mare ed essere rimasto aggrappato ad un’ala del velivolo per circa sei ore, venne ritrovato da dei pescatori carlofortini che lo portarono in salvo. Dopo una serie di spostamenti tra gli ospedali di Cagliari, Torino e Bologna, fu trasferito al Santa Lucia di Roma dove ebbe inizio ufficialmente la sua seconda vita.
Fu infatti nell’ospedale della capitale che Giovanni Pische si approcciò al nuoto per la prima volta dall’incidente, che gli venne proposto come attività riabilitativa dopo aver perso l’uso delle gambe: il suo amore per quello sport si riaccese immediatamente e nel 1961 partecipò ai Giochi Internazionali di Stoke Mandeville (la manifestazione sportiva precorritrice dei Giochi Paralimpici) dove vinse una medaglia d’oro che due anni dopo gli valse la consegna della Croce di Cavaliere al Merito della Repubblica. Nel 1964, al suo arrivo a Tokyo per le Paralimpiadi, venne portato a visitare Hiroshima: la vista della devastazione provocata dalla bomba atomica suscitò in lui forti emozioni che convogliò nella scrittura di una poesia, apprezzata così tanto da uno dei suoi accompagnatori che venne fatta tradurre all’Università di Tokyo e proposta sui giornali il giorno dopo. Nell’ambito dei Giochi vinse una medaglia di bronzo.
La sua attività per il nuoto paralimpico non si limitò solo alla sua pratica: a metà degli anni ’60 divenne l’allenatore della nazionale paralimpica di nuoto, negli anni ’70 organizzò i primi giochi italiani per lo sport dei disabili all’Acqua Acetosa di Roma, fondò a Cagliari la Sa.Spo. (Sardegna Sport), un’associazione sportiva i cui atleti vinsero numerose competizioni nazionali, mondiali e olimpiche, e nel 1976 fu il capo delegazione degli atleti partecipanti alle Paralimpiadi di Toronto.
Fonte: www.museodellosportsardo.it
Fu inoltre tra i fondatori dell’ANTHAI (Associazione Nazionale Tutela Handicappati e Incontinenti) e della A.N.S.P.I. (Associazione Nazionale per lo Sport e per i Paraplegici Italiani) di cui fu anche presidente. Fece parte del Consiglio Mondiale dello Sport per Paraplegici fondato da Ludwig Guttman, il medico a cui si devono i primi e più importanti studi sull’utilizzo dello sport come attività riabilitativa per paraplegici e i Giochi di Stoke Mandeville.
Giovanni Pische morì nel 1987 stroncato da un infarto mentre nuotava. La sua vita e il suo lavoro hanno toccato migliaia di persone in tutta Italia, alcune direttamente e altre in maniera indiretta attraverso le sue associazioni o i suoi scritti, tanto che viene da chiedersi come sia stato possibile che la sua storia sia stata dimenticata per così tanto tempo. Quel che è certo è che a questo sardo si deve veramente tanto, e che le ricerche fatte da Francesca Manca (riportate nel libro “Giovanni Pische – Eroe, Atleta Maestro di vita” scritto insieme a Bachisio Serra) hanno riportato alla luce un’esistenza realmente memorabile.
City&CityMagazine è ancora speciale. Raccontiamo il territorio e le bellezze della Sardegna attraverso la rivista e gli eventi che produciamo; celebriamo storie coinvolgenti e personaggi che riflettono ed esaltano l'essenza autentica dell'isola nell'isola e all'estero. 72 pagine a colori.
Incidente stradale a Sassari, all’incrocio tra via Napoli e via Catalocchino, dove due autovetture si sono scontrate violentemente. A seguito dell’impatto, i due mezzi hanno
Una sarda d’adozione punta ai Giochi Paralimpici di Los Angeles per aggiungere la medaglia più importante al suo incredibile palmarès Lo scorso fine settimana l’Hotel
L’Italia è divisa in sei zone climatiche, ciascuna con date e orari differenti. Dal 15 ottobre via libera nelle aree più fredde, mentre altrove bisognerà
Tramite una lunga lettera affidata al giornalista Gianluca Di Marzio, l’ex capitano del Cagliari annuncia il suo ritiro dal calcio giocato: in essa i momenti
Utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Lo facciamo per migliorare l'esperienza di navigazione e per mostrare annunci personalizzati. Il consenso a queste tecnologie ci consentirà di elaborare dati quali il comportamento di navigazione o gli ID univoci su questo sito. Il mancato consenso o la revoca del consenso possono influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.