Qual è il sogno di ogni musicista? Il più semplice: vivere di musica. Dove? A Seattle, città degli Stati uniti d’America, nello stato di Washington, versante Pacifico, ma dall’anima profondamente canadese. Seattle ha dato i natali a Jimi Hendrix, ed è iconicamente riconosciuta come una delle capitali mondiali della musica; ombelico del mondo nei primi Anni Novanta, è stata culla del Grunge – il movimento musicale che ha spopolato per un decennio – e ha visto nascere tra gli altri Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden e Queensrÿche.
Il rock si è reinventato qui.
GiafrancoFoddai,36 anni, ha studiato piano, composizione e musica elettronica al conservatorio di Sassari. Ha insegnato alla scuola di percussioni di SassariBateras Beat e ha lavorato come fonico. Sardo nella carta d’identità enell’anima, con la complicità di un incontro voluto dal caso, Gianfranco ha realizzato entrambi i sogni di cui sopra.
Benvenuto sulle pagine di City&City.
Da Tissi a Seattle, raccontaci il salto di ‘categoria’…
Tutto è nato da una profonda crisi depressiva che cinque anni fa mi fece spegnere il telefono e, zaino in spalla, mi portò in Spagna a percorrere il Cammino di Santiago, dove una serie di indescrivibili coincidenze mi fece conoscere Jenny, la donna con la quale ora sono sposato. Lei di Seattle, io diTissi; per un po’ ce la siamo cavata con aerei e FaceTime, ma volevamo vivere insieme. Sardegna o States? La soluzione migliore era Seattle, quindi, dopo infinite lungaggini burocratiche eccomi qui, laptop in mano, a rispondere alle tue domande dal mio appartamento dall’altra parte del mondo.
Si prova in quel di Seattle! Scene di ordinaria amministrazione nello studio.
Si può parlare di una rinascita?
Non la chiamerei proprio rinascita, preferirei qualcosa come Capitolo Secondo.
Tu sei un musicista e sei capitato a Seattle, non potevi chiedere di meglio…
Già! E tutto questo fa molto figo! Vivere di musica è sempre stato il mio sogno e Seattle mi sta dando questa possibilità.
Parlaci del circuito musicale in città e di come ti sei inserito…
Qui ci sono tre categorie di musicisti: gli amatori, gli indi, ed i professionisti. I primi suonano nei pubs, i secondi nelle venues– locali dedicati alla musica dal vivo, un po’ come era l’Aggabachela ai tempi d’oro -, ed i terzi suonano nelle venues più importanti, palchi, casino’, tv…
Con un post sul gruppo Facebook dei musicisti locali mi sono proposto come tastierista/polistrumentista. Qui i pianisti/tastieristi scarseggiano, ho ricevuto una marea di richieste ed ho potuto quindi filtrare i soli professionisti; al momento mi ritrovo a suonare in pianta stabile soul/rock con un artista locale, James Anaya (https://jamesanaya.bandcamp.com). Inoltre sono statodi recente assunto in veste di polistrumentista – tastiere, fisarmonica, mandolino – dalla cantante country Miller Campbell, cugina del noto Glenn Campbell. Suono anche nei pubs dell’area fuori Seattle con una cover band amatoriale, i Doubleshot; non voglio farmi mancare il piacere di suonare spensierato nelle peggiori bettole del posto – che spesso sono quelle nelle quali hanno esordito i grandi –!
Seattle
NegliStates il lavoro del musicista parerispettato…
Qui il valore sul campo viene pienamente riconosciuto, mi sento quindi professionalmente rispettato, ma c’è anche qui chi si fa il mazzo con la musica, ma per campare consegna pizze. Io sono stato fortunato, ho trovato fin da subito un lavoro in una scuola di musica, la FingerprintSchoolofMusic come insegnante a domicilio.
Cosa ti ha colpito di questa città americana dalla mentalità canadese?
In primis il fatto che le persone non usano l’ombrello nonostante piova per nove mesi l’anno! Se lo fai, qui sei straniero o strano! Qui si sono sviluppate realtà che hanno cambiato globalmente la società, Amazon e Microsoft, per citarne un paio; qui puoi imbatterti facilmente in Tesla di ultima generazione o mezzi di trasporto hi-tech. Qui Alexa è connessa a qualsiasi dispositivo casalingo e ci sonoapp per ogni cosa: ad esempio fai la spesa via Amazon e in mezz’ora te la ritrovi davanti al portone di casa!
Com’è stato il salto da un piccolo centro della Sardegna ad una realtà così grande?
Impegnativo! A volte vorrei poter uscire di casa a piedi per andare al bar di Ugo, l’Hollywood Cafè a Tissi, bermi una birra con gli amici e passare un’oretta a lamentarci del più e del tutto, come succedeva prima di partire.
James Anaya & The Current graced Art Zone with their talent in this week’s show.
E lo stile di vita?
Completamente differente: qui tutto è a portata di mano e di telefono. Puntualità e serietà professionale – mi spiace dirlo: poco diffuse in Sardegna – qui sono la normalità. La città è pulitissima e l’educazione stradale appartiene ad un altro pianeta se paragonata alla nostra.Naturalmente non tutto è rose e fiori: il tasso di depressione è molto elevato e i prezzi esorbitanti.
Domanda fatidica: tornerai un giorno in Sardegna?
Chi lo sa? Può darsi. Per ora ci stiamo concentrando a raggiungere i nostri obiettivi qui.
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