Da Orani a New York, Nivola l’artista e scultore dei due mondi
Costantino Nivola, l’artista sardo più internazionalmente riconosciuto, ha lasciato tracce, come orme indelebili, sulla terra che gli ha dato i natali. Isola che virilmente ha amato. Terra madre e matrigna, agognata, sognata, che sentiva stretta e a volte lontana. Nivola nasce ad Orani nel 1911 e muore nel 1988 a Long Island (N.Y.) Figlio di muratore, mastru de muru, dal quale impara il mestiere. Nel 1926 inizia a lavorare come apprendista presso il pittore sassarese Mario Delitala. Grazie ad una borsa di studio, nel 1931 frequenta a Monza l’Istituto Superiore di Industrie Artistiche. Nel 1936 si diploma presso l’ISIA come grafico pubblicitario ed inizia a collaborare con il mondo artistico e produttivo del capoluogo lombardo. Dapprima viene coinvolto nell’allestimento di mostre alla Triennale di Milano e all’Expo di Parigi e nel 1937 diviene direttore artistico dell’Olivetti, impresa illuminata.
Nel 1938 sposa Ruth Guggenheim, sua compagna di corso, di origine ebraica. Le sue idee antifasciste e il matrimonio, lo costringono a lasciare l’Italia per Parigi prima e per New York poi. Sorte toccata a molti artisti ed intellettuali europei. Frequenta ambienti culturali ricchi di fermenti e stimoli. Stringe amicizia con il grande Le Corbusier; frequenta: De Kooning, Pollock, Calder e Saul Steinberg. Pittori, scultori, artisti, architetti che vivacizzarono la vita della grande metropoli americana.
Nivola con la moglie Ruth Guggenheim e i figli
Nei quasi cinquant’anni trascorsi negli States, produce la maggior parte delle sue opere. E’ nel 1948 che acquista una vecchia fattoria con podere a Long Island. Con gli amici architetti progetta un giardino: come una serie di stanze da vivere all’aperto. Pergole, panchine, un forno, il focolare, un solarium. Ed è qui che diventa scultore, sperimentando e creando quella particolare tecnica che va sotto il nome di sandcasting. Giocando coi figli, senza dimenticare i rudimenti del padre muratore, da una matrice scavata nella sabbia, realizza rilievi in gesso e cemento: quei grandi pannelli che usa per decorare l’avveniristico show room dell’Olivetti, nella centralissima Fifth Avenue di New York. Un vero e proprio “muro di sabbia” con la superficie granulosa e colorata che ricorda le iridescenze impalpabili ed evanescenti di una spiaggia del Mediterraneo.
Il negozio Olivetti a New York progettato da Nivola
Visibile ancora oggi, nella sua intatta bellezza allo Science Center dell’Università di Harvard. Orani, Nuoro, Ulassai, Cagliari, sono invece i luoghi più vicini, dove poter godere ed ammirare l’eclettismo dell’artista Costantino Nivola. Il Museo di Orani rappresenta l’omaggio permanente che la Sardegna tributa a Nivola ed è la più grande raccolta di opere dell’artista in Europa. Il Museo nasce nel 1995 con la riqualificazione dell’ex lavatoio, luogo un tempo di socializzazione e carico ancor oggi di simbolici significati. Si possono ammirare grandi sculture come “Le Dee Madri”, Il Muro Incinto, ma anche quelle magiche formelle di terracotta che sono i Letti o le Spiagge, che sprigionano emozioni che riescono a coniugare due mondi così distanti tra loro: una Sardegna arcaica e primordiale, e una New York futuribile e iper-modernista. Piazza Satta, in pieno centro a Nuoro, è uno spazio ideato e progettato da Nivola, con l’aiuto dell’architetto ed amico Richard Stein. La sua prima opera pubblica in Sardegna, intesa come un luogo dove vivere con concretezza e semplicità lo spazio pubblico.
Non una statua od un monumento per “celebrare” Sebastiano Satta, ma una piazza dove condividere e vivere la quotidianità, celebrando la memoria del poeta in quei piccoli bronzi che dissemina su imponenti massi. A Cagliari, al Palazzo del Consiglio Regionale, lo sguardo inevitabilmente si posa su quelle altere e maestose figure, testimoni della sua maturità artistica, le inconfondibili “Grandi Madri”. Vere e proprie icone che accolgono ed abbracciano: “Da qualche tempo in qua si va sempre più definendo nella mia scultura una forza semplice, essenziale. Qui spirito e sensi collaborano nell’impegno di dare forma e significato alla materia. C’è una forma femminile come risultato, ma non necessariamente come punto di partenza. Il muro panciuto della casa rustica, nella mia età magica dell’infanzia, nascondeva sempre un tesoro: il pane piatto e sottile che si gonfia al calore del forno, promessa di appagare la fame di sempre. Allo stesso modo la donna incinta nasconde nel suo grembo il segreto del figlio meraviglioso”.
Bello e balente Costantino Nivola, che ancor oggi sembra sommessamente urlare “Svegliatevi Sardi!”.
Andare ed immergersi in una Sardegna profonda, fatta di grandi spazi e silenzi, dove ancora le tradizioni sono vive. Si voglio andare ad Orani, alla scoperta del Museo dedicato a Costantino Nivola. Un grande artista sardo del Novecento, il più internazionalmente riconosciuto.
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